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Dichiarazione infedele: posso pagare prima la multa e poi le tasse?

23 Settembre 2017
Dichiarazione infedele: posso pagare prima la multa e poi le tasse?

Ho presentato nel 2012 (anno d’imposta 2011) una dichiarazione infedele. Posso pagare solo le sanzioni con ravvedimento e attendere la comunicazione del controllo automatizzato?

La risposta al quesito è negativa. Dal 1° gennaio 2015 sono in vigore le nuove disposizioni sui rapporti tra contribuenti e fisco. Tra le tante novità, particolare interesse ricopre la riforma sulle sanzioni dovute dal cittadino che accede al ravvedimento operoso, strumento che consente a chi ha commesso violazioni tributarie, di regolarizzare spontaneamente la propria posizione, usufruendo di sconti sia sotto il profilo penale che sui maggiori oneri dovuti per il ritardo. Il ravvedimento operoso consente, in pratica, di rimediare spontaneamente a errori ed omissioni nel pagamento delle tasse, versando, oltre all’imposta dovuta, un sovrapprezzo comprensivo di interessi e sanzioni. Quest’ultime sono graduate a seconda della tempestività della regolarizzazione. In via generale, per l’irregolare versamento di tasse ed imposte, la legge prescrive il pagamento di una sanzione pari al 30% del tributo dovuto e non corrisposto. Ciò nonostante, l’ammontare dell’ammenda sarà diminuito se il contribuente correggerà la sua posizione entro termini prefissati.

Nel caso di specie, in particolare, essendo già decorso il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione, o comunque il termine di 2 anni dall’omissione o dall’errore, la sanzione sarà del 5%, in luogo del 30% dovuto, purchè sia il lettore a denunciare spontaneamente l’omissione. Diversamente, qualora fosse il fisco a ravvisare per primo l’irregolarità, con redazione di apposito verbale di constatazione, la sanzione ammonterà al 6% rispetto al 30% dovuto. Il ravvedimento operoso consente, quindi, di beneficiare di “sconti” di pena, purchè venga immediatamente e spontaneamente regolarizzata la propria posizione e contestualmente vengano pagate le dovute sanzioni. Non è, pertanto, possibile provvedere al pagamento immediato delle sanzioni e solo in un momento successivo versare il dovuto tributo ed i relativi interessi. In altre parole, per il lettore si prospettano tre soluzioni:

  • provvedere al pagamento del tributo nella misura corretta ed al pagamento della sanzione nella misura del 5% rispetto al dovuto;
  • attendere che sia il fisco ad accertare la violazione mediante l’avvio di una procedura di controllo, provvedendo allora al pagamento della differenza dovuta sul tributo, maggiorata degli interessi e della conseguente sanzione pari al 6%, rispetto al 30% generalmente dovuto.
  • attendere la notifica da parte del fisco di un avviso bonario con comunicazione dell’esito dei controlli esperiti sulla sua posizione fiscale, provvedendo allora al pagamento del tributo, maggiorato degli interessi e della conseguente sanzione pari al 10%, rispetto al 30% generalmente dovuto.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Valentina Azzini



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