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News Blocco età pensionabile sino al 2022, che cosa cambia

News Pubblicato il 13 ottobre 2017

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Come calcolare la data della pensione in caso di blocco degli adeguamenti alla speranza di vita: pensione anticipata, pensione di vecchiaia, deroghe.

Da una parte c’è chi vorrebbe far scattare un aumento di 5 mesi dei requisiti per la pensione dal 2019, dall’altra non è stata ancora accantonata la proposta dei sindacati che prevede il blocco degli adeguamenti alla speranza di vita sino al 2022. In mezzo, ci sono i dati Istat sull’evoluzione della speranza di vita media, con i decrementi riscontrati nel 2015 che, se confermati per gli anni a venire, dovrebbero di per sé determinare il blocco degli aumenti dei requisiti per la pensione. La Legge Fornero, difatti, non prevede l’applicazione degli adeguamenti automatici alla speranza di vita nel caso in cui questa diminuisca, ma prevede il congelamento dei requisiti (purtroppo non prevede la loro diminuzione).

Purtroppo, però, il problema principale consiste nel fatto che manchino i fondi per bloccare l’età pensionabile: la nuova legge di bilancio, in base a quanto noto al momento, non si pronuncia sull’argomento. Si vorrebbe infatti rimandare l’impopolare decisione di aumentare i requisiti per la pensione almeno a dopo le elezioni.

Ma che cosa cambierebbe nel caso in cui fosse attuato il blocco dei requisiti per la pensione sino al 2022, come proposto dai sindacati? Vediamolo insieme, confrontando i requisiti previsti dalla Fornero in base agli adeguamenti automatici con i requisiti “bloccati”.

Blocco dei requisiti per la pensione di vecchiaia

Per ottenere la pensione di vecchiaia, è necessario possedere un determinato requisito anagrafico, assieme ad almeno 20 anni di contributi (15 anni per chi rientra nella Deroga Amato o nell’Opzione Contributiva Dini); l’assegno di pensione, inoltre, non deve risultare inferiore a 1,5 volte l’assegno sociale (cioè a circa 673 euro) per le persone il cui trattamento è calcolato col sistema contributivo.

Vediamo, nella tabella, i requisiti d’età necessari, anno per anno ed il loro confronto con i requisiti “bloccati”:

  • 2017: 66 anni e 7 mesi per gli uomini e le dipendenti pubbliche, 66 anni e 1 mese per le lavoratrici autonome, 65 anni e 7 mesi per le dipendenti;
  • 2018: 66 anni e 7 mesi per tutti;
  • 2019: 66 e 11 mesi; 66 anni e 7 mesi nel caso in cui l’adeguamento sia bloccato;
  • 2020: 66 e 11 mesi ; 66 anni e 7 mesi nel caso in cui l’adeguamento sia bloccato;
  • 2021: 67 e 2 mesi; 66 anni e 7 mesi nel caso in cui l’adeguamento sia bloccato;
  • 2022: 67 e 2 mesi; 66 anni e 7 mesi nel caso in cui l’adeguamento sia bloccato;
  • 2023: 67 e 5 mesi; 66 anni e 10 mesi nel caso in cui l’adeguamento sia  stato bloccato sino al 2022;
  • 2024: 67 e 5 mesi; 66 anni e 10 mesi nel caso in cui l’adeguamento sia stato bloccato sino al 2022;
  • 2025: 67 e 8 mesi; 67 anni e 1 mese nel caso in cui l’adeguamento sia stato bloccato sino al 2022;
  • 2026: 67 e 8 mesi; 67 anni e 1 mese nel caso in cui l’adeguamento sia stato bloccato sino al 2022;
  • 2027: 67 e 11 mesi; 67 anni e 4 mesi nel caso in cui l’adeguamento sia stato bloccato sino al 2022;
  • 2028: 67 e 11 mesi; 67 anni e 4 mesi nel caso in cui l’adeguamento sia stato bloccato sino al 2022;
  • 2029: 68 e 1 mese; 67 anni e 6 mesi nel caso in cui l’adeguamento sia stato bloccato sino al 2022;
  • 2030: 68 e 1 mese; 67 anni e 6 mesi nel caso in cui l’adeguamento sia stato bloccato sino al 2022;
  • 2031: 68 e 3 mesi; 67 anni e 8 mesi nel caso in cui l’adeguamento sia stato bloccato sino al 2022;
  • 2032: 68 e 3 mesi; 67 anni e 8 mesi nel caso in cui l’adeguamento sia stato bloccato sino al 2022.

Con il blocco dell’età pensionabile al 2022, in buona sostanza, ci sarebbe uno sconto complessivo sui requisiti pari a 7 mesi. Bisogna comunque considerare che gli adeguamenti automatici, dopo il 2022, potrebbero comunque variare nel caso in cui l’aspettativa di vita riscontrata dall’Istat sia differente da quella prevista.

Blocco dei requisiti per la pensione di vecchiaia con l’Ape

Se si decide di utilizzare l’Ape, il nuovo anticipo pensionistico introdotto dalla Legge di bilancio 2017, si può anticipare la pensione di vecchiaia sino a un massimo di 3 anni e 7 mesi, se si possiedono 20 anni di contributi, con un minimo di 63 anni di età

Nel caso in cui l’Ape sia prorogata, sarà così possibile pensionarsi a 63 anni sino al 2018, a 63 anni e 4 mesi nel biennio 2019-2020, a 63 anni e 7 mesi nel biennio 2021 e 2022. Nel caso in cui gli adeguamenti alla speranza di vita siano bloccati sino al 2022, l’Ape potrebbe sempre essere ottenuta a 63 anni.

Bisogna però ricordare che l’Ape comporta delle penalizzazioni sulla futura pensione, in quanto il trattamento è erogato grazie a un prestito bancario, che va restituito. Non subiscono penalizzazioni soltanto coloro che beneficiano dell’Ape sociale, interamente a carico dello Stato sino a 1.500 euro mensili (ma devono possedere 30 o 36 anni di contributi e appartenere a determinate categorie);  inoltre, subiscono tagli minori i lavoratori in esubero, per i quali parte dell’Ape è pagata dall’azienda, e i lavoratori che possono beneficiare di una rendita integrativa anticipata.

Per approfondimenti, si veda: Ape, tutte le novità sull’anticipo pensionistico.

Blocco dei requisiti per la pensione di vecchiaia contributiva

Chi ha diritto al calcolo interamente contributivo del trattamento, può ottenere la pensione di vecchiaia ordinaria solo se la pensione supera di 1,5 volte l’assegno sociale. In caso contrario, ha diritto alla pensione di vecchiaia con soli 5 anni di contributi, ma con i seguenti requisiti di età:

  • nel triennio 2016-2018, 70 anni e 7 mesi;
  • nel 2019-2020, 70 anni e 11 mesi;
  • nel 2021-2022, 71 anni e 2 mesi.

I requisiti continuano, poi, ad aumentare di 3 mesi ogni biennio, e di 2 mesi ogni biennio dal 2029.

Nel caso in cui i requisiti siano bloccati, gli interessati otterrebbero la pensione con 70 anni e 7 mesi di età sino al 2022: il requisito di 70 anni e 7 mesi aumenterebbe poi di 3 mesi ogni biennio, e di 2 mesi ogni biennio dal 2029.

Blocco dei requisiti per la pensione anticipata

La pensione anticipata, al contrario della pensione di vecchiaia, è basata solo sui contributi accantonati, e non richiede un requisito minimo d’età: la Legge di bilancio 2017 ha infatti abolito la penalizzazione pari all’1% annuo, per ogni anno dal 60° al 62°, e pari al 2%, per ogni anno sotto il 60°.

Vediamo ora quanti sono gli anni di contributi necessari a maturare il trattamento, a seconda della data di uscita dal lavoro, per gli uomini:

  • 2017: 42 anni e 10 mesi;
  • 2018: 42 anni e 10 mesi;
  • 2019: 43 anni e 2 mesi; 42 anni e 10 mesi nel caso in cui l’adeguamento sia bloccato;
  • 2020: 43 anni e 2 mesi; 42 anni e 10 mesi nel caso in cui l’adeguamento sia bloccato;
  • 2021: 43 anni e 5 mesi; 42 anni e 10 mesi nel caso in cui l’adeguamento sia bloccato;
  • 2022: 43 anni e 5 mesi; 42 anni e 10 mesi nel caso in cui l’adeguamento sia bloccato;
  • 2023: 43 anni e 8 mesi; 43 anni e 1 mese nel caso in cui l’adeguamento sia bloccato sino al 2022;
  • 2024: 43 anni e 8 mesi; 43 anni e 1 mese nel caso in cui l’adeguamento sia bloccato sino al 2022;2
  • 2025: 43 anni e 11 mesi; 43 anni e 4 mesi nel caso in cui l’adeguamento sia bloccato sino al 2022;
  • 2026: 43 anni e 11 mesi; 43 anni e 4 mesi nel caso in cui l’adeguamento sia bloccato sino al 2022;
  • 2027: 44 anni e 2 mesi; 43 anni e 7 mesi nel caso in cui l’adeguamento sia bloccato sino al 2022;
  • 2028: 44 anni e 2 mesi; 43 anni e 7 mesi nel caso in cui l’adeguamento sia bloccato sino al 2022;
  • 2029: 44 anni e 4 mesi; 43 anni e 9 mesi nel caso in cui l’adeguamento sia bloccato sino al 2022;
  • 2030: 44 anni e 4 mesi; 43 anni e 9 mesi nel caso in cui l’adeguamento sia bloccato sino al 2022;
  • 2031: 44 anni e 6 mesi; 43 anni e 11 mesi nel caso in cui l’adeguamento sia bloccato sino al 2022;
  • 2032: 44 anni e 6 mesi; 43 anni e 11 mesi nel caso in cui l’adeguamento sia bloccato sino al 2022;

Anche in questo caso, dunque, il blocco degli adeguamenti alla speranza di vita prevedrebbe uno sconto complessivo di 7 mesi sui requisiti per la pensione.

I requisiti per la pensione anticipata delle donne prevedono comunque lo sconto di un anno, rispetto agli uomini: attualmente sono richiesti 41 anni e 10 mesi di contributi.

Bisogna comunque considerare, come già detto in merito all’età pensionabile, che gli adeguamenti automatici potrebbero variare, al variare dell’aspettativa di vita.

Blocco dei requisiti per la pensione anticipata contributiva

Chi non possiede contributi al 31 dicembre 1995 può optare per la pensione anticipata contributiva: per ottenere il trattamento, nel 2017, sono sufficienti 63 anni e 7 mesi di età, unitamente al possesso di 20 anni di contributi, e di un assegno superiore a 2,8 volte l’assegno sociale.

Anche per la pensione anticipata contributiva il requisito dovrebbe aumentare di 4 mesi nel 2019-2020 (63 anni e 11 mesi), poi di 3 mesi nel 2021-2022. Con il blocco degli adeguamenti al 2022, dunque, la riduzione rispetto agli adeguamenti automatici previsti sarebbe pari a 7 mesi di contributi.

Effetti del blocco dei requisiti

Il blocco degli adeguamenti automatici alla speranza di vita, in base a quanto osservato, comporta uno sconto nei requisiti per la pensione:

  • pari a 4 mesi per il biennio 2019-2020;
  • pari a 7 mesi complessivi dal biennio 2021-2022 in poi.

Questo “sconto”, riferendosi agli adeguamenti automatici alla speranza di vita e non a una pensione in particolare, spetterà non solo per la pensione di vecchiaia o anticipata, ma per tutti i trattamenti assoggettati agli adeguamenti: pensione di vecchiaia e di anzianità in totalizzazione, assegno sociale…

Proprio per questo, il presidente dell’Inps Boeri ha messo in guardia sull’enormità dei costi che questo “anticipo” comporterebbe. Dall’altra parte, però, i sindacati hanno messo in guardia sull’emergenza sociale che sarà scatenata dagli adeguamenti automatici dei requisiti.


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