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Lo sai che? Ci sono spese per la chiusura del conto corrente?

Lo sai che? Pubblicato il 6 settembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 6 settembre 2017

Chiudere un conto corrente bancario non comporta costi di suo, ma bisogna prestare attenzione alle spese legate di necessità alla gestione del conto stesso.

Avere un conto corrente bancario al giorno d’oggi è fondamentale, sia per la gestione delle proprie spese personali che naturalmente per lo svolgimento di un’attività lavorativa, e gli istituti bancari offrono numerose offerte vantaggiose per aprirne uno, anche online. Può però succedere che si voglia chiudere il proprio conto, magari proprio perché si è trovata un’alternativa economicamente migliore e più conveniente, o per qualsiasi altra motivazione di natura personale o professionale. Cosa succede con la chiusura del proprio conto? Ci sono spese per la chiusura del conto corrente bancario?

Le spese per la chiusura del conto corrente

La chiusura del conto corrente non comporta spese in carico al titolare del conto, a prescindere dal motivo e dall’uso che si abbia intenzione di fare dei fondi e dalle motivazioni per le quali si scelga di chiudere il rapporto contrattuale con l’istituto bancario. La gratuità non è tuttavia legata a particolari condizioni contrattuali sottoscritte all’apertura del conto corrente stesso, o a specifiche condizioni di favore di volta in volta eventualmente concesse dal singolo istituto bancario. È la legge infatti a stabilire [1] che la chiusura del conto corrente non comporta alcun onere economico specifico e aggiuntivo in capo al titolare che decide di interrompere il rapporto con la banca. Secondo quanto previsto infatti dal cosiddetto decreto Bersani sulla libera concorrenza, che ha modificato il testo unico bancario [2] il cliente ha facoltà di rescindere il contratto di conto corrente bancario con la propria banca in qualsiasi momento, senza che gli vengano addebitate spese extra derivanti da costi di chiusura. Può decidersi di chiudere il conto corrente anche a seguito di improvvisi aumenti del canone o dei servizi offerti, e anche in questo caso la chiusura del conto corrente non comporterebbe alcun costo. Non ha alcuna importanza che si decida di estinguere il conto corrente o di aprirne contemporaneamente un altro presso un altro istituto bancario, facendo così transitare il denaro presso la nuova banca scelta: anche in questa ipotesi, non c’è alcuna spesa per la chiusura del conto.

Spese di gestione del conto

Occorre fare una precisazione importante però: il fatto che la chiusura del conto corrente sia esente da costi non significa che non si debbano sostenere delle spese contestualmente alla chiusura del conto. Queste spese tuttavia non sono legate alla procedura di chiusura in sé, ma alla effettiva gestione del conto: maturate al momento della chiusura, vanno versate in misura proporzionata alla durata del rapporto di conto corrente. Al momento della chiusura del conto, pertanto, la banca potrebbe richiedere al cliente il pagamento riguardante:

  • imposta di bollo;
  • canone di gestione per tutto il tempo di utilizzo del conto corrente;
  • eventuali interessi;
  • eventuali costi passivi residui sul conto;
  • ulteriori voci di costo specifiche, sottoscritte al momento dell’apertura del conto corrente e quindi variabili a seconda della tipologia di conto scelto;
  • spese vive sostenute dalla banca per disattivare servizi aggiuntivi affidati a terzi, a condizione però che tali spese siano documentate e risultino sottoscritte nel documento di sintesi sulla trasparenza dei costi bancari.

Per il pagamento di simili costi l’istituto bancario è pertanto autorizzato a trattenere dal saldo presente sul conto corrente l’ammontare finale dovuto.

note

[1] D.l. n. 223/2006 convertito nella legge 248/2006.

[2] D.lgs. n. 385/1993.

 immagine: Pixabay.


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