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News Ape volontaria, quanto costa l’anticipo della pensione?

News Pubblicato il 10 settembre 2017

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> News Pubblicato il 10 settembre 2017

 A quanto ammonta la penalizzazione sulla pensione per chi richiede l’Ape volontaria?

Da un minimo del 4,2% a un massimo del 4,6% per ogni anno di anticipo della pensione: sarebbe questa la penalizzazione che comporta la richiesta dell’Ape volontaria, ossia del trattamento che consente, grazie a un prestito bancario, di uscire dal lavoro a 63 anni anziché a 66 anni e 7 mesi. È quanto risulta dalle ultime simulazioni sviluppate dopo la firma del decreto sull’Ape volontaria, da parte del premier Gentiloni.

Secondo quanto prospettato, dunque, considerando che la durata massima dell’anticipo pensionistico è pari a 3 anni e 7 mesi, la penalizzazione massima complessiva per l’Ape dovrebbe attestarsi tra il 15 e il 17% della pensione.

Le simulazioni, che ipotizzano una durata del prestito pari a 20 anni, un tasso di finanziamento del 2,7-2,8% e un premio assicurativo pari al 30-32% del capitale, potrebbero però cambiare a seconda di quanto verrà stabilito dagli accordi quadro con le banche e le assicurazioni: ad oggi, infatti, non è ancora stato stabilito un preciso ammontare del tasso d’interesse sul prestito per ottenere l’Ape, né del premio per l’assicurazione contro il rischio di premorienza.

Le ipotesi tengono comunque conto della commissione per il fondo di garanzia (pari all’1,6%) e della detrazione fiscale del 50% sulla quota pari a un ventesimo degli interessi e del premio assicurativo, come indicato dall’ultima legge di bilancio.

Ma procediamo per ordine e facciamo, innanzitutto, un breve punto della situazione per capire come funziona l’Ape volontaria, per poi vedere, nel dettaglio, a quanto ammonterebbero le penalizzazioni.

Come funziona l’Ape volontaria

L’Ape volontaria, o anticipo pensionistico volontario, consiste in un trattamento, ottenuto grazie a un prestito bancario, che accompagna il lavoratore dai 63 anni di età (o dal momento in cui richiede il trattamento) sino all’età pensionabile (cioè all’età in cui si può ottenere la pensione di vecchiaia).

In pratica, con l’Ape il lavoratore può ricevere un assegno, a partire dai 63 anni di età, se possiede almeno 20 anni di contributi, sino alla data di maturazione della pensione di vecchiaia. Considerando che l’età per la pensione di vecchiaia, attualmente, è pari a 66 anni e 7 mesi, l’anticipo massimo possibile è pari a 3 anni e 7 mesi.

In ogni caso, l’importo erogato col finanziamento bancario deve essere restituito in 20 anni.

L’anticipo minimo deve essere pari a 6 mesi, con un importo minimo di 150 euro,  e la futura pensione, al netto della ritenuta Ape, non deve essere inferiore a  1,4 volte il trattamento minimo (circa 702 euro).

Chi può chiedere l’Ape

Non tutti i lavoratori possono richiedere l’Ape, ma soltanto gli iscritti a una delle gestioni previdenziali facenti capo all’Inps (gestione separata, gestione artigiani e commercianti, fondo lavoratori dipendenti, Inpdap…): il trattamento non è infatti previsto dalle casse dei liberi professionisti, in quanto a gestire l’intera procedura è l’Inps, che interagisce con la banca convenzionata scelta per l’erogazione del prestito.

A quanto ammontano l’Ape volontaria e la penalizzazione della pensione

Per capire a quanto ammontano, nel dettaglio, i costi che l’Ape comporta, va innanzitutto chiarito che a pesare sulla pensione futura non è soltanto la restituzione del prestito, ma anche l’assicurazione obbligatoria per il rischio di premorienza (cioè per il rischio che il pensionato muoia prima di restituire l’intero prestito).

Le stime relative ai costi dell’Ape volontaria dipendono sia dall’ammontare richiesto con l’anticipo (che può andare dal 90% al 75% della futura pensione), sia dalla durata dell’anticipo stesso.

Nel dettaglio, l’anticipo pensionistico dovrebbe costare al pensionato, per ogni anno di prestazione, una rata sulla pensione netta futura che andrà in media dal 4,2% fino al 4,6%. Ma vediamo alcuni esempi pratici per capire meglio.

Ape dell’85% per 12 mesi con pensione bassa

Ipotizzando una futura pensione lorda di 822 euro e netta di 750 euro, con un’Ape richiesta pari all’85% della pensione, durata del prestito pari a 12 mesi, otterremo:

  • un’Ape pari a 638 euro mensili;
  • una rata del prestito pari a 55 euro, che peserebbe sulla futura pensione;
  • una detrazione, grazie al credito d’imposta, pari a 11 euro;
  • una pensione, al netto delle penalizzazioni, di 706 euro;
  • un’incidenza media sulla pensione, per ogni anno di anticipo, pari al 4,6%.

Ape dell’80% per 2 anni con pensione di mille euro

Ipotizzando una futura pensione lorda di 1192 euro e netta di 1000 euro, con un’Ape richiesta pari all’80% della pensione, durata del prestito pari a 24 mesi, otterremo:

  • un’Ape pari a 800 euro mensili;
  • una rata del prestito pari a 141 euro, che peserebbe sulla futura pensione;
  • una detrazione, grazie al credito d’imposta, pari a 30 euro;
  • una pensione, al netto delle penalizzazioni, di 889 euro;
  • un’incidenza media sulla pensione, per ogni anno di anticipo, pari al 4,4%, dunque una penalizzazione complessiva dell’8,80%.

Ape del 75% per 3 anni con pensione di 1250 euro

Ipotizzando una futura pensione lorda di 1558 euro e netta di 1250 euro, con un’Ape richiesta pari al 75% della pensione, durata del prestito pari a 36 mesi, otterremo:

  • un’Ape pari a 938 euro mensili;
  • una rata del prestito pari a 254 euro, che peserebbe sulla futura pensione;
  • una detrazione, grazie al credito d’imposta, pari a 56 euro;
  • una pensione, al netto delle penalizzazioni, di 1051 euro;
  • un’incidenza media sulla pensione, per ogni anno di anticipo, pari al 4,2%, dunque una penalizzazione complessiva del 12,60%.

Ape del 75% per 3 anni e 7 mesi con pensione di 2000 euro

Ipotizzando una futura pensione lorda di 2757 euro e netta di 2000 euro, con un’Ape richiesta pari al 75% della pensione, durata del prestito pari a 43 mesi, otterremo:

  • un’Ape pari a 1500 euro mensili;
  • una rata del prestito pari a 493 euro, che peserebbe sulla futura pensione;
  • una detrazione, grazie al credito d’imposta, pari a 110 euro;
  • una pensione, al netto delle penalizzazioni, di 1617 euro;
  • un’incidenza media sulla pensione, per ogni anno di anticipo, pari al 4,4%, dunque una penalizzazione complessiva del 15,77%.

In quali casi l’Ape costa di più

In base alle proiezioni esposte, è chiaro che i costi dell’Ape aumentano non solo in base alla durata dell’anticipo richiesto, ma anche a seconda della percentuale della futura pensione richiesta. Se, ad esempio, il pensionato richiedesse il 90% con un anticipo massimo di 3 anni e 7 mesi, la penalizzazione sulla futura pensione potrebbe superare il 25%, avvicinandosi così notevolmente alla penalizzazione comportata dal ricalcolo contributivo della pensione. Questo particolare è sicuramente interessante per coloro i quali si troveranno a scegliere tra l’Ape e la pensione anticipata con ricalcolo contributivo, che si può ottenere a 63 anni e 7 mesi, con 20 anni di contributi, e per le donne, che potranno scegliere tra Ape e opzione contributiva, nel caso in cui l’opzione donna sia prorogata.


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3 Commenti

  1. L assicurazioni la devo pagare solo per 2 anni non per 20 seno mio padre non andrà mai in pensione pagherà avvitamento l assicurazioni come sta scotto qui sopra

  2. bella truffa l’ape volontario.di fatto sara’ forse adoperato solo da chi ha solide possibilita’ economiche non certo dal lavoratore medio.non c’e’ vera flessibilita’ bensi si tenta di ingrassare banche e assicurazioni .Siamo polli d’allevamento e vogliono speculare ancora di piu’ sul sacrosanto diritto alla pensione

  3. posso richiedere l’ape volontaria senza richiedere alcun prestito perché per tre anni e sette mesi posso vivere con lo stipendio di mia moglie? cioè se l’azienda mi pagasse solo i contributi mancanti al tetto massimo, vorrei lasciare subito il posto di lavoro senza retribuzione ma prendere tra 3 anni e 7 mesi la pensione col massimo dei contributi. è possibile?

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