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Lo sai che? Dove inserire le spese scolastiche nel 730

Lo sai che? Pubblicato il 6 settembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 6 settembre 2017

Alcune brevi indicazioni sulla detrazione delle spese di istruzione e sulla dichiarazione dei redditi (modello 730).

Le spese di istruzione rientrano tra quelle detraibili dal 730

Cioè, chi paga spese di istruzioni, per sé o per familiari a carico (tipicamente per i figli), può detrarre il 19% della spesa dall’Irpef da pagare.

Le spese di istruzione vanno indicate nei righi da E8 a E10, con un diverso codice a seconda che si tratti di spese per istruzione universitaria o meno.

Con il codice 12 vanno indicate le spese di istruzione sostenute per la frequenza di scuole dell’infanzia (scuola materna), del primo ciclo di istruzione (scuola elementare e media) e della scuola secondaria di secondo grado (scuola superiore) del sistema nazionale di istruzione per un importo annuo non superiore al limite di 400 euro per ciascun alunno o studente.

La detrazione spetta per le spese sostenute sia per i familiari fiscalmente a carico sia per il contribuente stesso.

Se la spesa riguarda più di un alunno, occorre compilare più righi da E8 a E10 riportando in ognuno di essi il codice 12 e la spesa sostenuta con riferimento a ciascun ragazzo.

Con il codice 13 vanno indicate le spese di istruzione sostenute per la frequenza di corsi di istruzione universitaria presso università statali e non statali; corsi di perfezionamento e/o di specializzazione universitaria; master; dottorati di ricerca; test di ammissione alle università; presso università o istituti pubblici o privati, italiani o stranieri.

Le spese possono riferirsi anche a più anni, compresa l’iscrizione fuori corso, e, per le università non statali italiane e straniere, non devono essere superiori a quelle stabilite annualmente per ciascuna facoltà universitaria con decreto del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

Queste detrazioni non sono cumulabile con quella prevista per le erogazioni liberali alle istituzioni scolastiche per l’ampliamento dell’offerta formativa che vanno indicate con il codice 31 (rientra in questa voce il così detto contributo scolastico volontario della scuola superiore).

Si tratta delle donazioni fatte a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, statali e paritari senza scopo di lucro, che appartengono al sistema nazionale d’istruzione, nonché a favore delle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e delle università, finalizzate all’innovazione tecnologica, all’edilizia scolastica e universitaria e all’ampliamento dell’offerta formativa.

La detrazione spetta a condizione che il pagamento venga effettuato con mezzi tracciabili: versamento postale o bancario o con carte di debito, carte di credito, carte prepagate, assegni bancari e circolari.

Dal 730 presentato quest’anno, è possibile detrarre anche le spese sostenute per l’iscrizione dei figli all’asilo nido.

Nei righi da E8 a E10, con il codice 33, vanno indicate le spese sostenute dai genitori per pagare le rette relative alla frequenza di asili nido, pubblici o privati, per un importo complessivamente non superiore al limite di  632 euro annui per ogni figlio fiscalmente a carico.

La detrazione va divisa tra i genitori sulla base dell’onere da ciascuno sostenuto. Se il documento di spesa è intestato al bambino, o ad uno solo dei coniugi, è comunque possibile annotare sullo stesso la percentuale di ripartizione.

Se la spesa riguarda più di un figlio, occorre compilare più righi da E8 a E10 riportando in ognuno di essi il codice 33 e la spesa sostenuta con riferimento a ciascun figlio.

Va specificato, infine, che l’Agenzia delle Entrate, con una circolare pubblicata a seguito del decreto sulla «buona scuola» ha chiarito che tra le spese di istruzione vanno comprese anche quelle per la refezione scolastica. Quindi, le spese per la mensa scolastica sono detraibili dalle tasse, indipendentemente dalla scuola frequentata.


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