Nuovo bonus assunzione giovani senza scadenza

6 settembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 settembre 2017



Lo sgravio contributivo triennale per l’assunzione di giovani lavoratori sarà permanente.

Bonus assunzione giovani senza scadenza: è questa l’ipotesi attualmente allo studio, che dovrebbe essere inserita nella prossima legge di bilancio. Nel dettaglio, la misura consisterebbe in uno sgravio triennale, cioè della durata di 3 anni, della metà dei contributi dovuti all’Inps per ogni nuovo assunto a tempo indeterminato.

La misura sarà permanente, nel senso che non ci sarà alcuna data limite entro la quale effettuare le nuove assunzioni e non ci saranno nemmeno limiti legati alle risorse. Non sarà dunque necessario effettuare le assunzioni  entro il 2018, in quanto l’incentivo varrà anche per le assunzioni effettuate negli anni futuri, ferma restando la durata di 3 anni dello sgravio.

Chi saranno i beneficiari del bonus assunzione giovani

In base a quanto attualmente reso noto, potranno beneficiare del bonus tutti i datori di lavoro, per l’assunzione di giovani che non hanno ancora compiuto 32 anni di età.

Per poter beneficiare dello sgravio i datori di lavoro dovranno sottostare, con tutta probabilità, alle condizioni già previste per la fruizione degli attuali bonus contributivi, ossia:

  • la regolarità contributiva;
  • la regolarità nel pagamento delle retribuzioni;
  • il rispetto delle leggi di lavoro e dei contratti collettivi;
  • non aver proceduto a licenziamenti collettivi o sospensioni nei 6 mesi precedenti, nei confronti di lavoratori con mansioni equivalenti a quelle oggetto dei nuovi contratti.

Per quanto riguarda i licenziamenti, poi, si parla di vietare l’accesso all’incentivo ai datori di lavoro che risulteranno aver licenziato nei 6 mesi precedenti all’assunzione (dovrebbero essere esclusi, però, i licenziamenti per giusta causa).

Come funzionerà il bonus assunzione giovani

Il bonus assunzione consisterà in uno sgravio contributivo pari alla metà dei contributi dovuti all’Inps: in pratica, ipotizzando uno stipendio lordo di 1600 euro mensili, con un’aliquota a carico del datore di lavoro del 28,98% (l’aliquota varia a seconda dell’inquadramento Inps dell’azienda), con lo sgravio contributivo i contributi ammonterebbero a circa 232 euro anziché 464. Resterebbero fermi, invece, i contributi a carico del lavoratore, generalmente pari al 9,19% o al 9,49% dell’imponibile previdenziale.

L’esonero dovrebbe, però, avere un tetto massimo annuo intorno ai 4mila euro (si parla, per la precisione, di 4.030 euro).

L’incentivo dovrebbe valere anche in caso di trasformazione di contratto a termine o di apprendistato. Inoltre, per fruire dello sgravio, non sarà possibile licenziare il lavoratore nei 6 mesi successivi all’assunzione, pena la restituzione dei contributi non pagati.

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