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Lo sai che? Ergonomia e tutela del lavoratore

Lo sai che? Pubblicato il 7 settembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 7 settembre 2017

L’ergonomia è una scienza multidisciplinare applicabile anche in ambito professionale, per accrescere benessere dei lavoratori e tutelarli sul luogo di lavoro.

Il rispetto dei principi dell’ergonomia nel contesto lavorativo permette di prevenire disturbi fisici connessi e derivanti da un non corretto disegno dello stesso sistema organizzativo del lavoro, attraverso l’elaborazione e messa in opera di specifiche misure per garantire un maggior benessere del lavoratore ed una prevenzione sul luoghi di lavoro. Si tratta di una vera e propria disciplina scientifica, il cui utilizzo è sancito anche per legge sui luoghi di lavoro. Ma cos’è l’ergonomia? Cosa comporta per la tutela del lavoratore?

Ergonomia: cos’è e cosa studia

Si definisce ergonomia quella disciplina scientifica che studia l’interazione tra l’uomo e gli altri elementi di un sistema, ed in tal modo applica teorie, principi, dati e metodi con lo scopo di accrescere il benessere dell’individuo e la performance complessiva del sistema oggetto di analisi [1].

L’ergonomia costituisce pertanto un insieme di teorie, sistemi e metodologie – peraltro in continua evoluzione – volto all’analisi ed alla progettazione degli ambienti di vita e, di conseguenza, anche dei luoghi di lavoro, la cui realizzazione comporta che sia tenuto in dovuta considerazione anche il fattore umano, da integrare armonicamente con gli aspetti tecnici ed ambientali del luogo in cui le persone trascorrono l’esistenza e svolgono la propria attività.

L’oggetto del suo studio riguarda inoltre non soltanto la prestazione dell’individuo nella propria postazione di lavoro, bensì anche la relazione tra i soggetti e il contesto circostante, composto dalle necessarie attrezzature e dalle particolari caratteristiche organizzative del lavoro svolto.

Nel corso del suo sviluppo come scienza, l’ergonomia ha spaziato nel proprio settore di ricerca e studio tenendo conto dei cambiamenti sociali e del mondo del lavoro, passando quindi da un’iniziale attenzione agli aspetti biomeccanici e fisiologici dell’individuo alle problematiche relative alla sicurezza sui luoghi di lavoro, specialmente in campi quali quelli delle lavorazioni industriali ad alto rischio (si pensi all’industria siderurgica, mineraria, automobilistica), chiaramente più inclini per evidenti ragioni a creare situazioni di potenziale pericolo per i lavoratori.

Ci sono numerosi vantaggi dall’utilizzo dei principi ergonomici in ambito lavorativo, e le sue applicazioni contribuiscono a gantire il benessere dei professionisti ed il buon andamento dell’azienda in cui lavorano.

Ergonomia e applicazioni al settore lavorativo

L’ergonomia come detto non si limita unicamente a valutare i parametri antropometrici dell’essere umano: essa coinvolge anche altri aspetti come l’organizzazione del lavoro, il contenuto delle mansioni e l’ambiente di lavoro, effettuando una valutazione complessiva del rapporto uomo-lavoro sulla base di differenti fattori, fra cui sono valutati anche i rischi di infortunio, il rendimento e la soddisfazione del lavoratore.

L’ergonomia dunque non prende in considerazione soltanto i fattori fisiologici dell’individuo per comprendere quali sistemi sono i migliori nella progettazione dei luoghi di lavoro e delle attrezzature, soffermandosi infatti anche sulla organizzazione complessiva dell’ambiente di lavoro, della costruzione delle macchine e delle apparecchiature usate, e perfino degli arredi di un ufficio.

Questo in quanto la salute ed il benessere dei lavoratori sono fondamentali per un corretto sviluppo delle migliori condizioni di lavoro, che a loro volta hanno conseguenze molto positive: i vantaggi si riscontrano sia dal lato del lavoratore che da quello del datore di lavoro, e prescindono dalla concreta attività esercitata, potendosi applicare a qualunque contesto lavorativo. Utilizzare l’ergonomia e rispettarne i principi applicandoli ai luoghi di lavoro consente infatti di creare il migliore ambiente dove operare in concreto, comportando un aumento di produttività: come ulteriore conseguenza, pertanto, l’impresa e l’azienda che mettono in atto strategie ergonomiche diventano a loro volta maggiormente competitive nel mercato imprenditoriale.

Il ricorso all’ergonomia è previsto anche per legge, a riprova del sempre maggior ruolo che questa scienza riveste nel settore del diritto del lavoro e della sicurezza e previdenza in ambiente professionale.

Ergonomia e tutela del lavoratore: disciplina legale

Il termine ergonomia viene riconosciuto ufficialmente per la prima volta nella normativa italiana nel 1994 [2] con l’evidente finalità del legislatore di approntare un sistema di sicurezza e prevenzione dei lavoratori completo. In particolare viene stabilito, quale misura generale di tutela da osservare sul luogo di lavoro, proprio il rispetto dei principi ergonomici. L’osservanza di tali principi consente un elevato grado di protezione del lavoratore, in quanto in grado di prevenire specifici disturbi psico-fisici (come ad esempio patologie muscolari e visive, stress lavoro correlato) connessi proprio ad una errata progettazione e realizzazione dell’impianto organizzativo del luogo di lavoro.

Un’efficiente analisi del posto di lavoro può suggerire come rendere l’attività dell’operatore meno stressante, e riguarda ad esempio la disposizione ottimale delle attrezzature in uso, degli arredi, e la scelta di strumenti di lavoro ergonomici. Con l’utilizzo consapevole dell’ergonomia, ad esempio, si può procedere ad installare e predisporre postazioni di lavoro regolabili (parliamo tra l’altro di sedie, piani di lavoro, monitor di computer), adattabili alla fisicità dei singoli soggetti e studiate in relazione alla concreta attività lavorativa che svolgono, in grado di ridurre i rischi derivanti da posture scorrette.

Anche con successivi interventi [3] il nostro ordinamento ha ribadito l’importanza dell’applicazione dell’ergonomia per salvaguardare la salute dei lavoratori. In particolare, in tale disciplina la tutela della salute è intesa quale benessere non parziale, ma completo, sia fisico che mentale, nonchè sociale: la salute non è quindi unicamente l’assenza di una malattia o di un’infermità, e non a caso infatti la legge parla di benessere organizzativo, da intendersi come finalità complessiva.

Pertanto, tutelare i lavoratori attraverso una progettazione valida – sotto il profilo ergonomico – degli ambienti lavorativi, nonchè delle attrezzature e dei macchinari utilizzati abitualmente, non costituisce una scelta unilaterale ed eventuale del datore di lavoro, ma un vero e proprio obbligo di legge.

note

[1] Definizione elaborata dall’E.I.A. (International Ergonomics Association) nel 2000.

[2] D. Lgs. n. 626/1994.

[3] D. Lgs. n. 81/2008.

Autore immagine: Pixabay.


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