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Lo sai che? Scontrino parlante: cos’è?

Lo sai che? Pubblicato il 6 settembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 6 settembre 2017

Lo scontrino parlante è un o scontrino particolarmente dettagliato rilasciato dalle farmacie che consente di detrarre le spese mediche.

Da qualche anno si sente discorrere, alla radio o in televisione, di “scontrino parlante”: non si tratta di una nuova creatura dotata di parola, bensì di un semplice scontrino che, grazie alle sue peculiarità, può essere molto utile in sede fiscale. Vediamo cos’è lo scontrino parlante.

Lo scontrino fiscale

Il normale scontrino fiscale è quel piccolo pezzo di carta che riceviamo all’acquisto di determinati beni: in esso sono indicate le merci comprate, il loro prezzo, le generalità dell’emittente (intestazione, dati anagrafici, partita iva), oltre all’indirizzo, data, ora e numero progressivo. Secondo la legge [1], sono tenuti a rilasciare lo scontrino fiscale (o, in alternativa, la ricevuta fiscale) tutti i soggetti che si occupano di commercio al minuto ed attività assimilate (cessioni di beni in locali aperti al pubblico, in spacci interni, mediante apparecchi di distribuzione automatica, per corrispondenza, a domicilio o in forma ambulante, ovvero prestazione di servizi in locali aperti al pubblico, come alberghi, ristoranti, bar, nonché falegnami ed altre categorie di artigiani che si pongono in rapporto immediato e diretto con il privato). Lo scontrino, quindi, attesta la vendita di un determinato bene o l’esecuzione di una determinata prestazione.

Lo scontrino parlante

Introdotto nel 2007 [2], lo scontrino parlante conserva la stessa natura di quello fiscale, ma è molto più dettagliato: esso individua specificamente tipologia, quantità e natura di quello che è stato comprato. Lo scontrino parlante è emesso dalle farmacie, e riporta anche il codice fiscale dell’acquirente, in modo tale da poter poi scaricare la spesa in sede di dichiarazione dei redditi. Ad esempio, l’Agenzia delle Entrate [3] ha specificato che, al fine della prova delle prestazioni veterinarie detraibili, non è necessario obbligatoriamente conservare le fatture relative alle prestazioni professionali del medico veterinario, essendo sufficiente presentare gli scontrini parlanti (cioè quelli che indicato esattamente la tipologia, la quantità e la natura di ciò che è stato acquistato o della prestazione) che dimostrano l’acquisto dei medicinali.

Scontrino parlante e detrazione fiscale

Lo scontrino parlante, quindi, ha una finalità ben precisa: quella di poter provare le spese mediche (anche veterinarie) sostenute e poter ottenere la detrazione Irpef per spese sanitarie. Le spese vanno indicate nel quadro E del modello 730; la detrazione fiscale è del 19%, al netto della franchigia di € 129,11. Lo scontrino parlante consente non soltanto una maggiore agevolezza della prova della spesa, ma anche una maggiore precisione: lo scontrino, infatti, pur non indicando, per motivi di privacy, il nome esatto del farmaco, ne specifica il numero di autorizzazione all’immissione in commercio (AIC), rilevabile automaticamente mediante lettura del codice a barre. I farmaci che danno diritto a detrazione sono molteplici: si va dai farmaci omeopatici a quelli per uso veterinario. Sono detraibili anche i medicinali preparati dalla stessa farmacia (cosiddetti farmaci galenici) e quelli fitoterapici, cioè quelli che contengono come sostanze attive solamente sostanze vegetali. Non sono detraibili, invece, gli integratori alimentari: è l’Agenzia delle Entrate ad averlo chiarito con una propria risoluzione, asserendo che gli integratori alimentari, pur se acquistati dietro prescrizione medica, non danno diritto ad alcuna detrazione [4]. Stessa sorte è toccata ai parafarmaci i quali, secondo l’Agenzia delle Entrate, non possono essere definiti medicinali in senso stretto [5].

note

[1] Art. 22, D.P.R. n. 633/1972.

[2] Legge n. 296/2006.

[3] Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 24/E del 27 febbraio 2017.

[4] Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 256/E del 2008.

[5] Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 396/E del 2008.


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