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Quali norme si possono derogare?

6 settembre 2017


Quali norme si possono derogare?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 settembre 2017



Esistono leggi derogabili e leggi inderogabili: come fare a capire quelle che possono essere modificate con un accordo tra le parti?

Si pensa sempre che «la legge è legge e va rispettata». Non è sempre così. Non tutte le norme contengono disposizioni che debbono essere obbligatoriamente rispettate. Per intenderci, non tutte le norme ci danno comandi imperativi. Anzi, la gran parte di queste – specie quelle contenute nel codice civile – possono essere «derogate» dalla volontà delle parti. Che significa «derogare» a una norma? Significa avere la possibilità di comportarsi anche in modo diverso da quanto da questa disposto. Di solito si tratta di tutti quei comportamenti che regolano rapporti tra due o più persone: in questi casi la legge interviene solo per stabilire una disciplina valida qualora le parti non abbiano previsto nulla (ad esempio: nel caso di albero piantato a meno di tre metri dal confine, questo va demolito salvo diverso accordo) oppure una garanzia minima che lascia tuttavia libera la possibilità per le parti di prevedere tutele superiori (ad esempio, lo stipendio di un dipendente può essere sicuramente aumentato rispetto al limite stabilito dal contratto collettivo ma non può mai scendere al di sotto di esso; oppure la garanzia per l’acquisto di prodotti al consumo non può mai essere inferiore a due anni, ma nulla vieta al produttore di estenderla a più anni).

Al contrario le norme sono inderogabili quando, in genere, sono coinvolti interessi pubblici (ad esempio l’obbligo del vaccino per l’iscrizione a scuola: il regolamento scolastico non può prevedere diversamente) o si tratta di tutelare un soggetto debole che facilmente sarebbe costretto a rinunciare ai propri diritti perché costretto dalla necessità (ad esempio la durata del contratto di locazione che non può essere, in determinati casi, inferiore a 4 anni più un rinnovo automatico di altri 4 anni).

Che senso ha, potremmo chiederci, porre delle regole se poi i soggetti a cui si rivolgono possono comportarsi in modo diverso? E soprattutto, come stabilire quali norme si possono derogare e quali invece sono imperative? La distinzione è fondamentale perché nel primo caso non si commette alcun illecito, mentre nel secondo caso sì e la sanzione è, di solito, l’automatica nullità della previsione difforme con applicazione automatica della legge (ad esempio un affitto di durata di solo 2 anni si estende automaticamente a 4 anni).

Cerchiamo allora di comprendere qual è la differenza tra norme derogabili e norme inderogabili (o imperative).

Norme imperative

In ogni ordinamento ci sono norme che contengono prescrizioni o divieti ai quali tutti debbono obbligatoriamente uniformarsi. Perché? Generalmente perché tali norme tutelano interessi fondamentali della persona; perché pongono regole ritenute indispensabili per l’ordinamento e lo svolgimento della vita sociale; perché proteggono soggetti particolarmente deboli, e così via.

Queste norme sono dette imperative o anche inderogabili, perché contengono prescrizioni a cui non è possibile derogare. In pratica, sono norme imperative o inderogabili quelle che contengono un comando a cui bisogna obbligatoriamente conformarsi e a cui non è possibile derogare, neanche se c’è il consenso delle altre parti.

Sono imperative le norme di diritto penale, le quali contengono precetti come non uccidere, non rubare, non truffare e così via. Ma lo sono anche molte di diritto civile come quelle le seguenti:

  • nessuno può contrarre matrimonio se è già sposato o se è infermo di mente [1];
  • gli sposi non possono sottoporre a condizione o a termini di scadenza il reciproco impegno di prendersi l’uno cura dell’altro [2];
  • la durata dell’usufrutto non può essere superiore alla fine dell’usufruttuario [3];
  • il contratto è nullo quando è contrario a norme imperative [4]. Così ad esempio è nullo il contratto con il quale un soggetto si impegna a vendere a un altro soggetto una serie di dvd pirata.

Norme derogabili

Ci sono poi altre norme, dette «norme derogabili», che il legislatore pone non tanto perché vuole che i soggetti osservino obbligatoriamente un determinato comportamento, quanto per evitare che nascano conflitti senza soluzione. In pratica si tratta di tutte quelle disposizioni che sono obbligatorie solo se le parti non hanno deciso di regolare in modo diverso i loro rapporti.

Facciamo un esempio. Una persona acquista uno scooter ma il rivenditore glielo consegna senza parabrezza, sostenendo che si tratta di un accessorio a parte. Di tanto però l’acquirente non era stato previamente informato. A riguardo il codice civile [5] stabilisce che, salvo diversa volontà delle parti, la cosa venduta deve essere consegnata insieme con gli accessori. Quindi se il contratto non prevede diversamente, l’acquirente ha diritto al parabrezza.

note

[1] Art. 85 cod. civ.

[2] Art. 108 cod. civ.

[3] Art. 979 cod. civ.

[4] Art. 1418 cod. civ.

[5] Art. 1477 co. 2 cod. civ.

Autore immagine: 123rfcom


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