Tech Smartphone in acqua, come comportarsi?

Tech Pubblicato il 6 settembre 2017

Articolo di




> Tech | Cos'è Tech? Pubblicato il 6 settembre 2017

Ecco alcuni metodi per cercare di riparare e riportare in vita uno smartphone o un altro dispositivo elettronico caduto accidentalmente in acqua.

Molti dei telefonini di fascia alta sono impermeabili per resistere a possibili immersioni ed evitare che si danneggino nel caso cadano in acqua. Il grado di impermeabilità è indicato da una certificazione che è possibile rilevare dalle specifiche dello smartphone.

Se il telefonino ha una certificazione IP67 vuol dire che può resistere anche a immersioni fino a 1 metro di profondità per brevi periodi. La certificazione IP68, invece, rappresenta un livello superiore di impermeabilità e permette di usare il telefonino anche fino a 1,5 metri di profondità e per un tempo continuato senza subire alcun danneggiamento.

Purtroppo la maggior parte degli smartphone non è impermeabile. Se il telefonino cade in acqua potrebbe danneggiarsi irreparabilmente. Di norma questo tipo di problema non è coperto dalla garanzia. Nessun panico: agendo in fretta e adottando alcuni semplici accorgimenti possiamo salvare (o almeno provare) il nostro fedele smartphone.

È bene premettere che non esiste una soluzione efficace al 100% per riparare un telefono danneggiato da una caduta in acqua. Niente può garantirci che il telefonino possa tornare a funzionare di nuovo, ma con alcuni accorgimenti possiamo aumentare le probabilità che questo avvenga.

È importante però agire in fretta: più a lungo il telefonino rimane sott’acqua, minori sono le probabilità di salvarlo. Bisogna quindi tirarlo fuori dall’acqua subito, anche se è caduto nel water.

Cosa non fare se lo smartphone è caduto in acqua

Prima di affrontare le cose da fare per riparare il danno, vediamo cosa invece è importante non fare: un’azione sbagliata potrebbe peggiorare la situazione e ridurre le probabilità di recupero. Ecco quindi una serie di cose da non fare assolutamente dopo che il telefonino è caduto in acqua.

  • Non accendere lo smartphone: i componenti elettrici non funzionano bene con l’acqua.
  • Non collegare nulla, compresi i cavi di alimentazione, quello USB per la sincronizzazione, auricolari e così via.
  • Non premere alcun tasto: questo potrebbe spingere l’acqua più in profondità.
  • Non scuotere o soffiare sullo smartphone: anche questo potrebbe spingere l’acqua in aree più profonde del dispositivo.
  • Non usare il fon, forni o altre fonti di calore: le temperature elevate possono danneggiare lo smartphone.
  • Non trasportare il telefonino in luoghi lontani: continui spostamenti potrebbero muovere l’acqua al suo interno e farla penetrare più a fondo.

Cosa fare per riparare lo smartphone caduto in acqua

Dopo aver visto le cose da non fare, passiamo ad analizzare ciò che invece possiamo fare per provare a riparare il nostro smartphone dopo che è caduto in acqua.

  • Spegnere lo smartphone, anche se sembra funzionare correttamente.
  • Rimuovere eventuali custodie protettive.
  • Se possibile, aprire la parte posteriore e rimuovere la batteria. Rimuovere inoltre la scheda SIM e la scheda microSD.
  • Usare un panno o una salviettina di carta per asciugare delicatamente il telefonino e le varie componenti, facendo attenzione a non spargere l’acqua.
  • A questo punto si deve riporre il telefonino in un luogo sicuro ad asciugarsi. Si può riporlo in un cassetto, ma l’ideale è metterlo in un ambiente che facilita il processo di essiccazione.  Una pratica comune consiste nel mettere il telefono in un sacchetto per il freezer pieno di riso. Il riso è ottimo per assorbire l’umidità nell’aria e quindi aiuta anche ad asciugare meglio il telefonino. In alternativa ci sono altre soluzioni come i sacchetti di gel di silice, ma è più difficile reperirli.
  • Lasciare lo smartphone nel sacchetto col riso o comunque non utilizzarlo per circa 2 o 3 giorni. Durante questo periodo, se necessario, si può usare la propria Sim con un altro telefonino, ma non cedere alla tentazione di accenderlo per provare se funziona.
  • Trascorso il periodo necessario perché si asciughi, rimuovere lo smartphone dal sacchetto col riso, inserire la batteria e accenderlo. Se non si accende, provare a caricarlo. Se non si dovesse caricare, potrebbe dipendere dalla batteria che si è danneggiata. Provare quindi con una batteria di ricambio.
  • Se lo smartphone si accende e funziona correttamente, prima di cantare vittoria è necessario attendere qualche giorno per verificare che non ci sia qualcosa che non va. Provare ad utilizzare tutte le funzioni, come il vivavoce, la riproduzione di un brano musicale, scattare qualche foto e così via.
  • Se dopo aver seguito tutti i suggerimenti il telefonino non dovesse funzionare, non resta che rivolgersi a un centro di assistenza.

Un ultimo tentativo

C’è un’ultima soluzione per provare a riparare uno smartphone caduto in acqua. Si tratta di un metodo che pochi conoscono e che dà buoni risultati soprattutto se il telefonino è caduto in acqua salata, con cloro o semplicemente acqua dolce in cui però potrebbero esserci prodotti chimici, minerali e altri sedimenti.

Questo metodo consiste nell’immergere lo smartphone in alcool puro al 99% (alcool isopropilico) per circa 20-30 minuti.  L’alcool è un liquido non conduttivo, quindi non causerà danni e penetrerà in tutte le fessure del telefonino. Inoltre rimuove quei minerali presenti nell’acqua che possono corrodere i delicati componenti metallici. Una volta tolto dall’alcool, lasciare lo smartphone ad asciugare per un’intera notte e poi provare ad accenderlo.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI