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Miscellanea Mediazione obbligatoria: a volte ritornano

Miscellanea Pubblicato il 5 novembre 2012

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> Miscellanea Pubblicato il 5 novembre 2012

Troppi investimenti erano stati fatti nel nuovo sistema della mediazione obbligatoria (organismi, corsi di formazione, titoli, aspettative di lavoro, ecc.) perché qualche parlamentare non presentasse almeno un paio di emendamenti alla “Legge Sviluppo” per tentare una resurrezione dell’istituto dopo la cancellazione, dello scorso ottobre, operata dalla Corte Costituzionale.

Ci ha pensato il senatore Stefano De Lillo (PdL) che ha comunicato ieri di aver presentato un emendamento “salva-mediazione” (per il testo, vedi sotto). Se la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la mediazione per “eccesso di delega”, il nuovo emendamento si propone di sanare tale vizio, attraverso due correttivi:

– un limite temporale alla mediazione, che così entrerebbe nel nostro ordinamento solo in via sperimentale e con una data di scadenza prefissata: la data sarebbe fissata per il 2017, momento nel quale si dovrebbero tirare le somme e verificare se proseguire nell’esperienza o meno;

– l’obbligo di assistenza degli avvocati durante la mediazione (nella prima versione, le parti potevano difendersi anche da sole).

Per il resto, la mediazione obbligatoria rimarrebbe la stessa che abbiamo conosciuto negli scorsi mesi: resterebbe sempre una condizione di procedibilità per poter ricorrere in tribunale, con tutte le agevolazioni e le sanzioni collegate.

Nel frattempo, il Forum Nazionale degli Organismi di Mediazione e dei Mediatori Civili ha indetto, per il 12 novembre prossimo, una giornata di mobilitazione nazionale della categoria. La manifestazione si terrà a Roma per invitare a sostenere il Parlamento a salvare la “mediazione obbligatoria”.

La manifestazione si terrà in Piazza Montecitorio, nella zona consentita per le manifestazioni, dalle ore 11:00 alle ore 16:00, senza occupazione di suolo pubblico. I mediatori in tale circostanza, con la modalità speakers’ corner, spiegheranno ai politici, alla gente, ed ai media le loro ragioni.

Di seguito il testo dell’emendamento.

 

Art. X Mediazione delle controversie civili e commerciali: condizione di procedibilità.

Al decreto legislativo 4 marzo 2010 n. 28, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) l’articolo 5 comma 1 è sostituto dal seguente:

“1. Sino al 31 dicembre 2017, chi intende esercitare in giudizio un’azione relativa a una controversia in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari, è tenuto preliminarmente a esperire il procedimento di mediazione ai sensi del presente decreto, ovvero il procedimento di conciliazione previsto dal decreto legislativo 8 ottobre 2007, n. 179, ovvero il procedimento istituito in attuazione dell’articolo 128-bis del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni, per le materie ivi regolate. L’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale. L’improcedibilità deve essere eccepita dal convenuto, a pena di decadenza, o rilevata d’ufficio dal giudice, non oltre la prima udienza. Il giudice ove rilevi che la mediazione è già iniziata, ma non si è conclusa, fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui all’articolo 6 del presente decreto. Allo stesso modo provvede quando la mediazione non è stata esperita, assegnando contestualmente alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione. Il presente comma non si applica alle azioni previste dagli articoli 37, 140 e 140-bis del codice del consumo di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, e successive modificazioni.

b) All’articolo 11, comma 1, dopo le parole “Quando l’accordo non è raggiunto, il mediatore” e prima delle parole “può formulare una proposta di conciliazione.”, sono inserite le seguenti: “, se le parti partecipano al procedimento di mediazione e sono assistite da un avvocato,”

 


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