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Precariato Pa: riforma Madia, assunti dopo 3 anni

15 Febbraio 2017
Precariato Pa: riforma Madia, assunti dopo 3 anni

L’Europa chiede chiarezza: al via il piano straordinario per il superamento del precariato nelle Pa.

Si preme l’acceleratore sulla riforma delle pubbliche amministrazione, cercando di dare risposte all’Europa, che ha da tempo denunciato l’instabilità dei contratti di lavoro nelle Pa.

L’inversione di tendenza degli ultimi anni: verso il precariato

L’inversione di tendenza che ha portato il nostro paese dal binomio pubblico impiego-tempo indeterminato al precariato a lungo termine non piace all’Europa: comprensibile, data la precarietà che ne deriva per giovani e non e l’instabilità complessiva del sistema.

Come arginare il precariato? Si guarda al privato

Nell’ottica di arginare il problema la riforma Madia ha prospettato un periodo minimo oltre il quale diventa obbligatorio per assumere.

Ancora una volta la soluzione viene dal parallelismo Pa – privati, in linea con quel graduale percorso che ha caratterizzato le riforme delle pubbliche amministrazioni negli ultimi 10 anni e che guarda ad esse come azienda tout-court, ricercando l’efficacia ed efficienza tipiche del settore privato.

Piano di assunzioni straordinario: assunti dopo 3 anni di precariato

Nelle bozze fino ad oggi circolate relativamente al piano di assunzioni, tuttavia, non vi era alcun riferimento temporale, con il rischio che il principio enunciato rimanesse tale, senza conseguenze sul piano materiale.

Secondo quanto circolato nelle ultime ore avranno diritto ad essere assunti regolarmente coloro i quali abbiano maturato 3 anni di precariato, anche non continuativo.

Lo stesso limite previsto nel mondo dei contratti privati, che prevedono i 3 anni come tetto massimo.

Da quando partono i tre anni?

Nota dolente. Al momento non è ancora definito il lasso di tempo nel quale calcolare il periodo di 3 anni. Data la non continuità richiesta, infatti, la platea degli interessati risulta essere particolarmente numerosa.

Da quando partono le assunzioni?

Il piano partirà dal biennio 2018-2020. Si seguirà l’ormai frequente logica del doppio binario: nel tentativo di conciliare gli avanzamenti di carriera dei precedenti impiegati e l’inserimento dei nuovi, si riserverà il 50 % dei posti disponibili al personale interno a tempo determinato entrato tramite concorso, permettendo a questi di stabilizzarsi nel tempo indeterminato.

Mercoledi l’incontro con i sindacati

È previsto per mercoledì l’incontro tra i sindacati e il ministero sulla riforma. Vi terremo aggiornato sulle nostre pagine.



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