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Mobilità sostenibile: nuovi obblighi del decreto Dafi

7 settembre 2017 | Autore:


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Una guida alle nuove regole in materia di costruzione di infrastrutture per i combustibili alternativi e di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici.

In tema di mobilità sostenibile i nuovi obblighi contenuti nel decreto Dafi (directive alternative fuel iniziative) hanno lo scopo essenziale di incentivare lo sviluppo in Italia del settore dei trasporti ecologici.

Gli scopi del Dafi

Il Dafi non è altro che un insieme di norme [1] che recepisce in Italia una serie di direttive europee che hanno come scopo primario quello di ridurre la dipendenza del nostro paese dal petrolio (oltre il 90% dei trasporti europei è infatti ancora basata sul petrolio) e limitare il devastante impatto ambientale provocato dal parco mezzi circolante.

Le regole contenute nel Dafi, infatti, mirano ad incentivare una mobilità sostenibile attraverso la diversificazione delle fonti energetiche riducendo, per tale via, le conseguenze sull’ecosistema del traffico esistente sulle nostre strade.

A questi importanti obiettivi il Dafi si prefigge di giungere fissando in linea generale requisiti minimi cui ci si dovrà attenere nella costruzione delle infrastrutture per i combustibili alternativi, ivi compresi i punti di ricarica necessari per i mezzi elettrici e i punti di rifornimento di gas liquefatto e compresso, idrogeno e gas di petrolio liquefatto.

Il Dafi contiene regole per incentivare combustibili eco compatibili.

Le regole contenute nel Dafi

Venendo quindi ai nuovi obblighi contenuti nel Dafi, evidenziamo che il decreto prevede: in materia di mobilità elettrica che entro il 31 dicembre 2020:

  • venga realizzato un numero adeguato di punti di ricarica accessibili al pubblico;
  • che i veicoli elettrici siano quelli a circolare con assoluta priorità nell’ambito sia dei centri urbani maggiori che nelle aree urbane che nell’ultimo triennio abbiano registrato il superamento dei limiti di legge relativi alle sostanze inquinanti e, quindi, sulle principali vie extraurbane, strade statali e autostrade.

Entro il 31 dicembre 2017 invece, sempre per incentivare la mobilità elettrica, i comuni dovranno adeguare i propri regolamenti edilizi prevedendo che, per poter ottenere il titolo abilitativo utile a poter edificare un immobile nuovo o da ristrutturarsi per uso non residenziale con superficie utile superiore ai 500 metri quadri oppure un immobile residenziale di nuova costruzione che abbia almeno dieci appartamenti, sia inserito obbligatoriamente nel progetto e poi realizzata la predisposizione all’allaccio per la infrastruttura necessaria alla ricarica dei veicoli elettrici (gli spazi auto muniti di colonnina per la ricarica elettrica devono essere non meno del venti per cento di tutti quelli esistenti).

Per le Regioni è poi previsto, in ipotesi di autorizzazione alla realizzazione di nuovi impianti di distribuzione di carburanti o di ristrutturazione di quelli già esistenti, l’obbligo di realizzare infrastrutture per la ricarica elettrica di potenza compresa tra 22 e 50 kw.

Tutti gli enti locali, infine, sono obbligati quando decideranno di sostituire il loro parco autovetture, autobus e altri mezzi di pubblica utilità (ad esempio quelli per la raccolta dei rifiuti urbani), ad acquistarne almeno il 25% alimentati a gas naturale compresso (GNC), gas naturale liquefatto (GNL) o veicoli elettrici a funzionamento ibrido.

Naturalmente il tutto dovrà essere corredato da un’ampia azione di informazione rivolta ai cittadini ai quali dovranno essere fornite adeguate indicazioni nei punti di rifornimento e ricarica perché solo cittadini informati potranno dare la giusta e decisiva spinta per diffondere pratiche di mobilità sostenibile.

Il Dafi consentirà la diffusione capillare delle colonne per la ricarica dei veicoli elettrici.

note

[1] D. lgs. n. 257 del 2016.

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