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Lo sai che? Le spese non soggette al controllo del fisco

Lo sai che? Pubblicato il 7 settembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 7 settembre 2017

Tutte le spese non soggette al redditometro: i metodi che ha il contribuente per non farsi rintracciare dall’Agenzia delle Entrate.

Toc-toc… «Chi è?». «Delinquenti». «Ah! Meno male. Temevo fosse la finanza…»

Una barzelletta popolare che si adatta perfettamente al tema che stiamo per trattare. Nessuno vorrebbe avere problemi con il fisco: né chi ha commesso piccole evasioni, né chi ha la coscienza pulita ed è in regola coi conti. Ma tant’è: a volte i computer dell’Agenzia delle Entrate rilevano delle piccole incongruenze anche nella dichiarazione dei redditi di chi ha la coscienza pulita e allora sono guai. Basta infatti una virgola messa male – si sa – per scontare pene a volte salatissime. Ed è vero che, se il fisco quando deve «dare» si prende tutto il tempo che vuole, quando invece deve «prendere» è puntualissimo. Mica per niente si dice «Come sei fiscale!». Ecco perché, per non avere problemi con qualche funzionario assetato di scovare le evasioni e, magari, ricevere uno scatto di carriera o prendere qualche premio di produzione, è sempre bene sapere come evitare un accertamento fiscale e, soprattutto, quali sono le spese non soggette al controllo del fisco. Procediamo dunque con ordine e cerchiamo di fornire qualche utile suggerimento.

I beni al consumo più pericolosi

In questo articolo ci occuperemo degli «acquisti» fatti dal contribuente e, quindi, del modo migliore per evitare il cosiddetto «accertamento sintetico», quello cioè eseguito con il redditometro. Il redditometro è un sistema per verificare la compatibilità tra il reddito dichiarato dal contribuente e il suo tenore di vita. Se le spese complessivamente sostenute superano di almeno il 20% la dichiarazione dei redditi, tre sono le cose: o il contribuente ha ricevuto soldi in regalo (e di ciò deve darne prova), o li ha vinti al gioco (e anche in questo caso deve dimostrarlo) oppure li ha nascosti al fisco (soluzione automatica se manca qualsiasi prova contraria). Ecco perché nell’articolo Quali spese fanno arrivare un controllo fiscale ti abbiamo voluto mettere in guardia da determinati acquisti “pericolosi”. In base infatti alla giurisprudenza della Cassazione e al decreto delle Finanze del 2015 [1], esistono dei beni al consumo il cui acquisto fa accendere la spia rossa negli uffici dell’Agenzia delle Entrate. Quali sono questi beni? La lista è lunghissima, anche se, all’atto pratico, solo alcuni di questi beni fanno davvero rischiare un accertamento fiscale: vale per le case, l’auto (anche d’epoca), i viaggi, i premi assicurativi, le rate del mutuo troppo alte. Se però vuoi la lista completa – e ti avverto: potresti spaventarti come nel leggere il bugiardino di una semplice aspirina – puoi cliccare qui.

Come evitare il controllo fiscale se acquisti tramite contanti

Detto ciò, per esclusione, possiamo ora vedere le spese non soggette al controllo del fisco. Innanzitutto però voglio darti un consiglio. Se devi acquistare un oggetto di valore (ad esempio l’anello di fidanzamento alla tua innamorata) e non vuoi problemi col fisco non devi lasciare molte tracce. Questo non vuol dire commettere un illecito. La legge ti consente – ed è quindi del tutto lecito – di pagare in contanti fino a 2.999 euro. Dunque, a meno che non vuoi acquistare un trilogy, puoi farlo con il cash. Senza tracciabilità del pagamento, nessuno ti verrà a chiedere perché ti sei privato del pane quotidiano pur di dire «ti amo» a una donna. Fare in modo che l’acquisto non transiti dal conto non significa avere la coscienza sporca o voler eludere il fisco: significa solo evitare di dover, un giorno, dare spiegazioni per le quali si potrebbero perdere i documenti (ad esempio lo scontrino di acquisto).

Come evitare il controllo fiscale se acquisti tramite conto corrente

Se però non puoi fare a meno del conto corrente, allora ti consiglio questa guida Come spostare soldi senza allertare il fisco. Ti sintetizzo qui di seguito uno dei primi suggerimenti: è molto importante che il denaro utilizzato per acquistare un bene (bene che, in teoria, puoi permetterti) provenga da un altro conto, quello di chi te lo ha prestato o regalato (ad esempio, tuo padre o tua madre). Quindi non farti dare contanti per poi versarli in banca! Sarebbe un errore madornale, perché il fisco ti potrebbe chiedere, dopo diversi anni, da dove proviene quel versamento e, a meno che tu non abbia firmato un contrattino con i tuoi genitori e lo abbia portato all’Agenzia delle Entrate per farlo registrare – cosa alquanto inverosimile e fuori dal costume sociale (salvo si tratti di cifre consistenti) – non avresti modo di dimostrare il contrario e difenderti. Ti spiego allora cosa devi fare: o ti fai bonificare i soldi dal conto del donante al tuo (senza passare quindi per il  contante) oppure fai pagare direttamente il venditore dal tuo genitore (o da chi vuole darti i soldi). In questo modo la spesa non è soggetta al controllo del fisco, perché non risulterà che sia stata effettuata coi soldi tuoi (è il cosiddetto meccanismo della donazione indiretta).

In ogni caso, fai sempre attenzione a compilare correttamente la causale del bonifico: essa deve dare atto della finalità del trasferimento del denaro (ad esempio «donazione o regalia», «prestito infruttifero», «regalo di compleanno» o «regalo di nozze», ecc.).

Le spese non soggette al controllo del fisco

Veniamo ora al clou di questo articolo. Sarai a questo punto impaziente di sapere quali sono le spese non soggette al controllo del fisco. Elencarle sarebbe impossibile, ma ti do un’indicazione che sarà utilissima: si tratta di tutto ciò che viene acquistato senza usare il codice fiscale. Infatti, nel momento in cui acquisti dando un codice fiscale – magari perché hai bisogno di una fattura – stai certo che la spesa finisce negli archivi dell’Agenzia delle Entrate, ossia l’anagrafe tributaria. Non c’è bisogno di essere una «partita Iva»: molti acquisti che fai quotidianamente richiedono il codice fiscale. Vuoi qualche esempio? Le spese mediche: quando dai la tessera sanitaria in farmacia stai dando il tuo codice fiscale. Un altro esempio è l’assicurazione auto o il contratto di affitto: guai a stipulare una locazione per mille euro al mese se dichiari uno stipendio di 800 euro. Invece non subisci alcun controllo quando non dai il codice fiscale; con l’emissione dello scontrino, difatti, non vieni identificato e puoi vivere sonni tranquilli. Parliamo del caffè, della spesa al supermercato (a meno che non la paghi con carta di credito ovviamente), dell’oggetto tecnologico per il quale non richiedi la fattura. Anche la cena con gli amici: qualche furbetto, per scaricarla dalle tasse e recuperare poche decine di euro, chiede la fattura non sapendo che, in questo modo, rischia grosso.

Se poi vogliamo pescare nel torbido, c’è anche chi, acquistando un oggetto, dà il codice fiscale di un’altra persona. Ma lì ricadiamo nel penale e ci sono altri mezzi di difesa.

Usare lo schermo di una società

Se sei un esperto di elusione fiscale (o – usando una terminologia più giuridica – di «abuso del diritto») saprai anche dell’escamotage usato da molti di costituire una società con pochi euro e usarla come “schermo”. Sono in molti che intestano i beni che usano quotidianamente a una Srl. Come? Molto facile. Vanno dal notaio e creano la società, registrando il versamento di capitale sociale. Poi fanno un «finanziamento soci» alla stessa società la quale compra il bene, ad esempio un’auto. L’atto non viene comunicato all’Agenzia delle Entrate e così il socio, di fatto vero utilizzatore del bene, non viene “intercettato” dal redditometro.

In sintesi: cosa fare per evitare l’Agenzia Entrate?

È il momento di sintetizzare quanto ci siamo detti. Ma non dimenticare di andare a leggere anche questo importante suggerimento: Come evitare controlli fiscali.

In sintesi:

  • se acquisti con bonifico bancario un bene il cui prezzo supera le tue possibilità fallo pagare a chi ti presta i soldi o fatti fare un bonifico sul tuo conto per il prezzo corrispondente;
  • se acquisti in contanti, cerca di non dare mai il tuo codice fiscale.

note

[1] Min. finanze decreto del 16 settembre 2015.

Autore immagine: 123rf com


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