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Lo sai che? Avances, quando è violenza sessuale

Lo sai che? Pubblicato il 23 ottobre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 23 ottobre 2017

Un comportamento indesiderato di natura sessuale, come un’avance, è violenza sessuale solo se espresso in forma fisica.

Affinché si possa parlare di violenza sessuale non è sufficiente che ci sia un corteggiamento ossessivo, ma è necessario il contatto fisico (ad esempio un bacio o anche soltanto un palpeggiamento) accompagnato da violenza o minaccia. Le avances non gradite ed ossessive non costituiscono violenza sessuale, ma il (meno grave) reato di moleste.

Cosa sono le avances

Spesso le donne, soprattutto se belle ed avvenenti, sono corteggiate dagli uomini. Diversi possono essere i tipi di approccio: sfiorare una mano, fissare insistentemente seno o labbra, avvicinarsi alla donna, chiamarla al telefono, inviarle fiori o regali. Tutti questi gesti si definiscono, appunto, avances. Se l’interesse è ricambiato, è evidente che le avances sono gradite, ma quando (invece) l’attrazione non è corrisposta, le avances possono trasformarsi in molestie o, addirittura, in violenza sessuale. Il confine è molto labile per cui è opportuno analizzare entrambe le tipologie di reato.

Le molestie

Nel nostro codice penale non è previsto il reato di molestie sessuali per cui le avances non gradite rientrano nella disciplina della molestia semplice [1].

La molestia si realizza quando un soggetto:

  • in un luogo pubblico o aperto al pubblico;
  • ovvero col mezzo del telefono;
  • per petulanza o per altro biasimevole motivo;
  • reca a taluno molestia o disturbo.

In campo amoroso, commetterà il reato di molestie un uomo che fa ad una donna proposte oscene, che compie nei suoi confronti gesti volgari o che, addirittura, la tocca ma in zone non erogene [2]. In pratica, sarà punito per il reato di molestie (e non per il più grave reato di violenza sessuale) chi realizzi un comportamento che, pur essendo indesiderato, prescinda da contatti fisici e si estrinsechi in continue avances e corteggiamenti non graditi, telefonate o espressioni volgari, in cui il desiderio sessuale costituisce la ragione che anima la condotta ma non un momento della condotta stessa. Il reato di molestie è, nello specifico, una contravvenzione punita con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a 516 euro. Discorso diverso va fatto per la vera e propria violenza sessuale.

La violenza sessuale

Si ha violenza sessuale [3] in presenza di due importanti presupposti:

  • il requisito soggettivo, ovvero l’intenzione del molestatore di raggiungere l’appagamento dei propri istinti sessuali;
  • il requisito oggettivo, consistente nell’idoneità dell’atto (o degli atti) a violare la libertà di autodeterminazione della vittima nella propria sfera sessuale (cioè limitare la possibilità che quest’ultima possa ancora rifiutare l’avances senza timore).

La violenza sessuale si realizza quando un soggetto (con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità) costringa qualcuno a compiere (o subire) atti sessuali e per tale reato è prevista la pena della reclusione da cinque a dieci anni. Alla stessa pena soggiace chi induce taluno a compiere o subire atti sessuali:

  • abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto;
  • traendo in inganno la persona offesa per essersi il colpevole sostituito ad altra persona.

Nei casi di minore gravità la pena è, invece, diminuita in misura non eccedente i due terzi.

note

[1] Art. 660 cod. pen.

[2] Cass., sent. n. 38719 del 4.10.2012.

[3] Art. 609 bis cod. pen.

Le avances potranno essere punite come violenza sessuale solo in caso di toccamenti, palpeggiamenti e sfregamenti di parti del corpo della vittima comunemente ritenute come erogene. In caso contrario, invece, qualora si tratti solo di assillanti corteggiamenti, telefonate e contatti non fisici, questi potranno essere puniti come molestie.


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