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Come inserire spese mediche nel 730

7 settembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 settembre 2017



Breve guida operativa alla detrazione delle spese sanitarie nel 730.

Le spese sostenute per le cure mediche proprie e dei propri familiari possono essere detratte dalle tasse.

Cos’è la detrazione

Le spese per motivi di salute (ma anche per altre spese trattate in altri articoli) possono essere utilizzate per diminuire l’imposta da pagare.

In questo caso si parla di detrazioni.

La misura di queste agevolazioni varia a seconda del tipo di spesa. Per le spese sanitarie la detrazione corrisponde al 19% del costo sostenuto.

In caso di incapienza, cioè quando l’imposta dovuta è inferiore alle detrazioni alle quali si ha diritto, la parte di detrazione che supera l’imposta non può essere rimborsata.

Spese sostenute per familiari a carico

Le spese sanitarie danno diritto alla detrazione anche se sono stati sostenuti nell’interesse delle persone fiscalmente a carico.

Il documento che certifica la spesa deve essere intestato al contribuente o al figlio fiscalmente a carico. In quest’ultima ipotesi le spese devono essere suddivise tra i due genitori nella misura in cui sono state effettivamente sostenute.

Se i genitori intendono ripartire le spese in misura diversa dal 50 per cento devono annotare la percentuale di ripartizione nel documento che comprova la spesa.

Se uno dei due coniugi è fiscalmente a carico dell’altro, l’intera spesa sostenuta può essere attribuita al coniuge non a carico.

Spese sostenute per familiari non a carico affetti da patologie esenti

Le spese sanitarie sostenute nell’interesse dei familiari non a carico, affetti da patologie che danno diritto all’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria pubblica (ticket), danno diritto alla detrazione per la parte che non trova capienza nell’imposta dovuta dal familiare non a carico.

Spese sostenute dagli eredi

Gli eredi hanno diritto alla detrazione d’imposta per le spese sanitarie sostenute per il defunto.

Spese sanitarie rimborsate

Non possono essere indicate le spese sanitarie sostenute, ma che nello stesso anno sono state rimborsate, come ad esempio:

  • – le spese risarcite dal danneggiante o dalla sua assicurazione;
  • – le spese sanitarie rimborsate a fronte di contributi per assistenza sanitaria versati.

Possono, invece, essere indicate le spese rimaste a carico del contribuente, come per esempio:

  • – le spese sanitarie rimborsate per effetto di premi di assicurazioni sanitarie da lui versati;
  • – le spese sanitarie rimborsate sulla base di assicurazioni sanitarie stipulate dal datore di lavoro o ente pensionistico o pagate direttamente dallo stesso.

Nella grande categoria delle spese sanitarie rientrano diverse voci di spesa che vanno indicate in righi differenti del modello 730.

Rigo E1 – Spese sanitarie

Colonna 2 (Spese sanitarie)

Questo è il rigo dove va indicata la maggior parte delle spese sanitarie. Si inserisce qui l’intero importo delle spese sanitarie sostenute per sé e per i familiari a carico.

Chi presta l’assistenza fiscale calcolerà la detrazione del 19 per cento solo sulla parte che supera la franchigia non detraibile di 129,11 euro.

È possibile fruire della detrazione del 19 per cento per le spese sostenute per:

  • prestazioni chirurgiche;
  • analisi, indagini radioscopiche, ricerche e applicazioni;
  • prestazioni specialistiche;
  • – acquisto o affitto di protesi sanitarie;
  • prestazioni rese da un medico generico (comprese le prestazioni rese per visite e cure di medicina omeopatica);
  • ricoveri collegati a una operazione chirurgica o a degenze. In caso di ricovero di un anziano in un istituto di assistenza e ricovero, la detrazione non spetta per le spese relative alla retta di ricovero e di assistenza, ma solo per le spese mediche che devono essere separatamente indicate nella documentazione rilasciata dall’Istituto (nel caso di ricovero di anziano disabile portatore di handicap;
  • – acquisto di medicinali;
  • – spese relative all’acquisto o all’affitto di dispositivi medici (ad esempio apparecchio per aerosol o per la misurazione della pressione sanguigna) purché dallo scontrino o dalla fattura risulti il soggetto che sostiene la spesa e la descrizione del dispositivo medico che deve essere contrassegnato dalla marcatura CE;
  • – spese relative al trapianto di organi;
  • – importi dei ticket pagati, se le spese sopraelencate sono state sostenute nell’ambito del Servizio sanitario nazionale.

Per le spese sanitarie relative all’acquisto di medicinali, la detrazione spetta se la spesa è certificata da fattura o da scontrino fiscale (c.d. scontrino parlante) in cui devono essere specificati la natura e la quantità dei prodotti acquistati, il codice alfanumerico (identificativo della qualità del farmaco) posto sulla confezione del medicinale e il codice fiscale del destinatario.

Colonna 1 (Spese per patologie esenti)

In questo rigo vanno indicate le spese sanitarie relative a patologie esenti dalla spesa sanitaria pubblica.

Si tratta di alcune malattie e condizioni patologiche per le quali il Servizio Sanitario Nazionale ha riconosciuto l’esenzione dal ticket in relazione a particolari prestazioni sanitarie.

Un elenco completo delle patologie è consultabile sul sito del Ministero della salute.

Le spese indicate in questa colonna non possono essere comprese tra quelle indicate nella colonna 2 del rigo E1.

Per queste spese spetta un’agevolazione che consiste nella possibilità di non perdere la parte di detrazione che non ha trovato capienza nell’imposta dovuta.

Rigo E2 – Spese sanitarie per familiari non a carico affetti da patologie esenti

In questo rigo vanno indicate le spese sanitarie sostenute per un familiare non fiscalmente a carico, ma affetto da patologie esenti, la cui detrazione non ha trovato capienza nell’imposta lorda da questi dovuta.

L’ammontare massimo delle spese sanitarie indicate in questo rigo non può superare 6.197,48 euro.

Rigo E3 – Spese sanitarie per persone con disabilità

In questo rigo vanno indicate le spese sanitarie sostenute per persone con disabilità e, in particolare:

  • – per i mezzi necessari all’accompagnamento, deambulazione, locomozione e sollevamento;
  • – per i sussidi tecnici e informatici che facilitano l’autosufficienza e l’integrazione.

Per queste spese la detrazione del 19 per cento spetta sull’intero importo.

Sono considerati persone con disabilità coloro che, avendo una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva che causa difficoltà di apprendimento, relazione o integrazione lavorativa e determina un processo di svantaggio sociale o di emarginazione, e che per tali motivi hanno ottenuto il riconoscimento da una commissione medica pubbliche che abbia l’incarico di certificare l’invalidità civile, di lavoro, ecc.

Le persone con disabilità possono attestare le loro condizioni personali anche con un’autocertificazione.

Rigo E6 – Spese sanitarie rateizzate in precedenza

Questo rigo interessa i soggetti che negli anni precedenti hanno sostenuto spese sanitarie superiori a 15.493,71 euro ed hanno scelto la rateizzazione nelle precedenti dichiarazioni dei redditi.

Se le spese sanitarie indicate nei righi E1, E2 ed E3 superano complessivamente i 15.493,71 euro la detrazione può essere ripartita in quattro quote annuali costanti e di pari importo. A questo scopo è sufficiente barrare l’apposita casella.

I contribuenti che nelle precedenti dichiarazioni hanno richiesto la rateizzazione delle spese sanitarie devono compilare il rigo E6.

Se la scelta si rateizzare è stata fatta in più dichiarazioni dei redditi precedenti, è necessario compilare più righi E6.

Rigo E25 – Spese mediche e di assistenza specifica per le persone con disabilità

In questo rigo va indicato l’importo delle spese mediche generiche e di quelle di assistenza specifica necessarie nei casi di grave e permanente invalidità o menomazione sostenute dalle persone con disabilità, indipendentemente dalla circostanza che fruiscano o meno dell’assegno di accompagnamento.

Le spese di assistenza specifica sostenute dalle persone con disabilità sono quelle relative a:

  • assistenza infermieristica e riabilitativa;
  • – personale in possesso della qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale esclusivamente dedicato all’assistenza diretta della persona;
  • personale di coordinamento delle attività assistenziali;
  • – personale con la qualifica di educatore professionale;
  • – personale qualificato addetto ad attività di animazione e/o di terapia occupazionale.

Le prestazioni sanitarie rese alla persona dalle figure professionali sopraelencate sono deducibili anche senza una specifica prescrizione da parte di un medico, a condizione che dal documento attestante la spesa risulti la figura professionale e la prestazione resa dal professionista sanitario.

Se la persona con disabilità viene ricoverata in un istituto di assistenza, non è possibile portare in deduzione l’intera retta pagata, ma solo la parte che riguarda le spese mediche e le paramediche di assistenza specifica che deve risultare distintamente nella documentazione rilasciata dall’istituto.

Le spese sanitarie per l’acquisto di medicinali sono deducibili se certificate da fattura o scontrino fiscale (c.d. scontrino parlante).

Le spese indicate in questo rigo sono deducibili anche se sostenute per i seguenti familiari, anche se non fiscalmente a carico:

  • – coniuge;
  • – generi e nuore;
  • – figli, compresi quelli adottivi;
  • – suoceri e suocere;
  • – discendenti dei figli (nipoti);
  • – fratelli e sorelle;
  • – genitori (compresi quelli adottivi);
  • – nonni e nonne.

Documentazione da conservare

Per le spese indicate nei righi E1, E2, E3, ed E25 occorre conservare la seguente documentazione fiscale rilasciata dai percettori delle somme:

  • – per le spese sanitarie relative all’acquisto di medicinali gli scontrini fiscali contenenti la natura e quantità dei medicinali acquistati, il codice alfanumerico posto sulla confezione di ogni medicinale e il codice fiscale del destinatario dei medicinali;
  • – per le protesi che non rientrano tra i dispositivi medici, oltre alle relative fatture, ricevute o quietanze, anche la prescrizione del medico curante. In alternativa alla prescrizione medica, può essere presentata un’autocertificazione per attestare la necessità per il contribuente o per i familiari a carico, e la causa per la quale è stata acquistata la protesi;
  • – per i sussidi tecnici e informatici, oltre alle relative fatture, ricevute o quietanze, anche una certificazione del medico curante che attesti che quel sussidio tecnico e informatico è volto a facilitare l’autosufficienza e la possibilità di integrazione del soggetto riconosciuto portatore di handicap.

Spese mediche all’estero

Le spese mediche sostenute all’estero sono soggette allo stesso regime di quelle analoghe sostenute in Italia; anche per queste deve essere conservata a cura del dichiarante la documentazione debitamente quietanzata.

Le spese relative al trasferimento e al soggiorno all’estero, sia pure per motivi di salute, non possono essere computate tra quelle che danno diritto alla detrazione in quanto non sono spese sanitarie.

Se la documentazione sanitaria è in lingua originale, va corredata da una traduzione in italiano; in particolare, se la documentazione è redatta in inglese, francese, tedesco o spagnolo, la traduzione può essere eseguita a cura del contribuente e da lui sottoscritta; se è redatta in una lingua diversa da quelle indicate va corredata da una traduzione giurata.


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