HOME Articoli

Lo sai che? Se il treno fa ritardo chi risarcisce lo stress?

Lo sai che? Pubblicato il 7 settembre 2017

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 7 settembre 2017

Nessun risarcimento per il ritardo o per la cancellazione della corsa salvo la possibilità di prendere il treno successivo se l’utente non dimostra un danno effettivo e concreto.

Niente danni a chi, per colpa del treno, subisce solo lo stress del ritardo. Secondo una recente sentenza della Cassazione [1], al di là del rimborso del prezzo del biglietto, nulla è dovuto all’utente in assenza di valide prove. E la prova può consistere, ad esempio, nella perdita di una coincidenza e la rinuncia a una vacanza o a un importante appuntamento di lavoro; oppure l’aver dovuto sopportare le spese di soggiorno in una località sperduta per non essere arrivati in tempo per prendere la successiva corsa. Insomma, la Corte ricorda che il danno da stress non trova spazio nel nostro ordinamento.

La Cassazione respinge il ricorso di un pendolare contro Trenitalia per i danni causati dai ritardi del treno preso quotidianamente per andare al lavoro. Per la Cassazione il danno esistenziale da stress non è, come affermava il ricorrente, automatico, ma va provato, cosa che nel caso esaminato mancava. Tuttavia la Suprema corte ricorda che il risarcimento del danno derivato al viaggiatore dal ritardo, dalla soppressione del treno, dalla mancata coincidenza o da interruzioni del servizio, deve avvenire alle condizioni prescritte da un vecchissimo Regio Decreto del 1934 [2], tuttora in vigore ossia avvalendosi di un treno successivo per effettuare o proseguire il viaggio oppure rimborsando il prezzo corrisposto.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI