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Danno alla salute da superlavoro: datore non responsabile

11 Giugno 2013 | Autore:
Danno alla salute da superlavoro: datore non responsabile

Il datore di lavoro non è responsabile per i danni alla salute del dipendente che volontariamente lavora troppo.

Il logorio fisico e mentale del lavoratore che volontariamente ha sostenuto una intensa attività lavorativa non determina in automatico la responsabilità del datore di lavoro [1]. Ciò in quanto il dipendente ha sempre la facoltà di astenersi dall’esecuzione di prestazioni che possano nuocere alla propria salute. Lo ha stabilito la Cassazione in una recente sentenza [2].

 

Il caso di specie riguarda un dirigente che ha rivolto al proprio datore di lavoro una richiesta di risarcimento per danno biologico, ossia per un danno alla propria salute causato dall’eccessiva attività lavorativa svolta.

La Suprema Corte ha tuttavia stabilito che la responsabilità dell’imprenditore non scatta nel caso in cui il lavoratore si è sottoposto volontariamente a una attività lavorativa molto impegnativa per un periodo di tempo più o meno lungo.

Il lavoratore, infatti, può sempre rifiutarsi di fornire quelle prestazioni la cui esecuzione inciderebbe negativamente sulla propria salute psico-fisica. Ciò vale ancor di più per chi ricopre il ruolo di dirigente che, in quanto tale, ha la possibilità di gestire in piena autonomia l’organizzazione del proprio lavoro.

Tale facoltà di astenersi, in determinati casi, dall’attività lavorativa è giustificata dalla tutela del bene-salute, diritto fondamentale costituzionalmente garantito [3].


note

 

[1] In base all’art. 2087 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 12725 del 23.05.2013.

[3] Art. 32 Cost.


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