Case abbandonate: il Governo pensa di assegnarle agli abusivi


Case abbandonate: il Governo pensa di assegnarle agli abusivi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 settembre 2017



Le zone d’ombra della Circolare Minniti sugli sgomberi delle case occupate abusivamente fa pensare alla possibilità di uno “sfratto di Stato” quando vi siano esigenze abitative di ordine pubblico.

Non ci sarà più solo l’usucapione del vicino a preoccupare i proprietari di seconde case che non abitano l’appartamento nel corso dell’anno; ad esso si aggiunge ora anche il rischio che il Governo requisisca l’immobile e lo dia ai senza tetto, proprio come un tempo facevano i vecchi regimi comunisti. La recente direttiva Minniti sugli sgomberi delle case, partendo dall’iniziale intento di disciplinare il fenomeno delle occupazioni abusive, in modo da tutelare i titolari di quegli immobili al cui interno si barricano gli homeless e intere famiglie di Rom, presenta alcune zone d’ombra e getta più di un timore su quello che potrebbe essere il passo successivo dello Stato: quello di far fronte all’emergenza abitativa attingendo proprio dal patrimonio immobiliare inutilizzato. Come? La circolare chiede che venga effettuata una «ricognizione dei beni immobili privati e delle pubbliche amministrazioni inutilizzati» per consentire la predisposizione di «un piano per l’effettivo utilizzo e riuso a fini abitativi». Come giustamente commenta Tommaso Frosini dalle pagine del Sole 24 Ore, «lascia assai perplessi l’incursione statalista nel volere mappare gli immobili dei privati. È davvero compito dello Stato tenere sotto controllo quante sono le case dei privati, se sono abitate o piuttosto libere?» E visto che alle statistiche ci pensa già l’Istat  – che peraltro ha individuato circa sette milioni di immobili privati non abitati, quindi pari al 22,5% delle case nel Paese, con una maggiore concentrazione in Liguria e Valle d’Aosta e nelle regioni del Sud – c’è allora la più che fondata preoccupazione che lo Stato voglia conoscere quante sono le case private disabitate e varare un piano per l’effettivo utilizzo a fini abitativi al fine di avviare anche una requisizione «per motivi di interesse generale», come la Costituzione consentirebbe sebbene attraverso una sua forzatura interpretativa. E tutto questo si svolge in un clima già abbastanza incandescente, visto che proprio l’altro ieri la Cassazione ha detto [1] che la violazione di domicilio e l’occupazione abusiva di un appartamento diventano comportamenti legali se effettuati solo per una notte, al fine di ripararsi dal freddo e dalle intemperie, insomma per ragioni di sopravvivenza. Ragioni che evidentemente giustificano lo “sfratto autorizzato” dallo Stato nei confronti del proprietario (leggi Entrare in casa altrui: per una notte non è reato). Nello stesso tempo l’Associazione dei piccoli proprietari di casa ha denunciato, in un comunicato ufficiale diramato proprio in questi giorni che sono circa 49mila gli alloggi pubblici occupati abusivamente oltre a moltissimi e non quantificati alloggi di proprietà privata come dimostra il recentissimo caso di Via Curtatone a Roma. Che il fenomeno sia dilagante e preoccupante lo dimostra il fatto che tra il 2004 e il 2013 le occupazioni abusive sono aumentate del 20%.

Il Governo prepara un piano per l’effettivo utilizzo e riuso a fini abitativi delle case disabitate

A tranquillizzare però i titolari di immobili disabitati dalla possibilità che la circolare Minniti autorizzi uno sfratto di Stato ci sono due considerazioni. La prima: per il momento siamo in presenza solo di una circolare la quale, per sua natura, non vincola il cittadino, ma solo la pubblica amministrazione. Si tratta di un atto interno insomma che – per usare parole giuridiche – non è «fonte del diritto», non è insomma una legge. E se il Parlamento fosse chiamato ad emettere un provvedimento del genere c’è da immaginare che incontrerebbe forti opposizioni. Ma anche ammesso che la norma venisse approvata ci sarebbe pur sempre la possibilità di impugnarla davanti alla Corte Costituzionale per contrasto con il principio secondo cui lo Stato riconosce la proprietà privata come inviolabile.

Se davvero lo Stato vuol rimediare all’esigenza abitativa, prevenire le occupazioni abusive e nello stesso tempo dare case ai bisognosi potrebbe usare gli immobili sequestrati alla mafia. O ancora fare come ha sempre fatto: costruire case popolari da affittare a prezzi accessibili alle persone con reddito basso.

note

[1] Cass. sent. n. 40827/2017.

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3 Commenti

  1. Qui, come in tantissime altre cose (migranti, banche, ius soli etc.), bisogna che i nostri politicanti ci facciano capire: quello in cui viviamo è un sistema capitalistico o comunista? Non si può adottare un sistema a seconda della convenienza del momento.Ed allora giungo al paradosso di preferire un regime dittatoriale, dove uno solo (specialmente se quell’uno fossi io) comanda e gli altri si adeguano.

  2. COSAAA!?!?! ma stiamo scherzando?? la casa E’ MIA. pago una marea di tasse allo Stato per far valere il semplice fatto che E’ MIA e lo Stato come mi tutela? dicendo: ah, vabbè ma se non la usi allora la uso io! Siamo veramente al delirio più totale!!

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