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Lo sai che? Infortunio sul lavoro: se fuori orario spetta il risarcimento?

Lo sai che? Pubblicato il 8 settembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 8 settembre 2017

Datore di lavoro responsabile anche quando il lavoratore sia stato imprudente e disattento o nel caso in cui non doveva trovarsi sul luogo di lavoro e dell’incidente.

Se un dipendente entra in azienda prima del proprio turno di lavoro o vi rimane anche oltre la fine, e in quel frangente si fa male, la responsabilità resta sempre del datore che, pertanto, dovrà risarcirlo. Lo ha chiarito la Cassazione con una recente e interessante sentenza [1]. Secondo la Corte non rileva in quale momento il lavoratore si sia infortunato, ma solo il contesto in cui l’evento è avvenuto, ossia l’azienda. Ma procediamo con ordine e prima di spiegare perché, in caso di infortunio sul lavoro fuori dall’orario spetta il risarcimento, facciamo un esempio.

Immaginiamo una persona che, addetta a un reparto vendita, arrivi prima in negozio e si intrattenga, qualche minuto, a parlare con un collega di lavoro il quale sta svolgendo alcune operazioni di carico e scarico di merce. In quel frangente, però, perde il controllo del montacarichi che finisce addosso all’amico. Quest’ultimo chiede al datore l’indennizzo per l’infortunio sul lavoro, ma il capo glielo nega sostenendo che, a quell’ora, lui non doveva essere presente sul luogo e che, in ogni caso, è risaputo che bisogna stare a debita distanza dagli apparecchi preposti allo spostamento di oggetti pesanti. Il dipendente insiste nella propria richiesta perché – a suo dire – l’infortunio è comunque avvenuto sul posto di lavoro e, pertanto, a prescindere dalle mansioni svolte, l’imprenditore è sempre responsabile. Chi dei due ha ragione?

Secondo la Cassazione la responsabilità del datore di lavoro e/o del responsabile sicurezza per gli infortuni sussiste anche quando il lavoratore infortunato sia stato imprudente, disattento o negligente e anche nel caso in cui non avrebbe nemmeno dovuto essere presente sul luogo di lavoro e dell’incidente. Difatti il rispetto della normativa antinfortunistica mira a salvaguardare l’incolumità del lavoratore anche dai rischi derivanti dalle sue stesse imprudenze e negligenze o dai suoi stessi errori, purché connessi all’attività lavorativa.

La connessione tra l’infortunio e l’orario di lavoro è quindi del tutto ininfluente ai fini dell’ottenimento del risarcimento e del riconoscimento dell’infortunio sul lavoro. Difatti, l’osservanza dell’orario o dei turni di lavoro non serve mica a garantire la sicurezza dei dipendenti, ma è volta solo ad organizzare l’attività lavorativa nell’azienda.

note

[1] Cass. sent. n. 40706/2017.


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