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News Ape social rosa per le lavoratrici con figli

News Pubblicato il 8 settembre 2017

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> News Pubblicato il 8 settembre 2017

Sconto sui contributi per le donne con figli che richiedono l’anticipo pensionistico sociale.

Fino a 2 anni di contributi in meno per ottenere l’Ape social: è questa l’agevolazione proposta dal Governo, che dovrebbe essere riconosciuta alle lavoratrici con figli, nota come Ape sociale rosa. La misura, attualmente al centro delle discussioni in materia di previdenza, è finalizzata a rendere accessibile l’anticipo pensionistico sociale anche alle donne che, per via della cura della famiglia, hanno una carriera discontinua e non arrivano al minimo di contributi richiesti (30 o 36 anni, a seconda della categoria di appartenenza) per l’Ape social.

In pratica, con l’Ape social rosa, le lavoratrici otterrebbero la prestazione che, ricordiamo, consente l’uscita dal lavoro a 63 anni di età, con uno “sconto” di 6 mesi di contributi per ogni figlio, sino a un massimo di 2 anni.

Ma procediamo per ordine e vediamo, dopo aver analizzato le attuali condizioni per accedere all’Ape sociale, quali vantaggi concreti offrirebbe l’Ape rosa.

Come funziona l’Ape sociale

L’Ape social, o Ape sociale,  è una prestazione mensile a carico dello Stato, riconosciuta a chi possiede almeno 63 anni di età e 30 o 36 anni di contributi, a seconda della categoria di appartenenza.

L’Ape sociale, nel dettaglio, come la cosiddetta Ape volontaria, è un anticipo pensionistico, cioè una prestazione che anticipa la pensione e “accompagna” l’interessato sino alla data di maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia. Il trattamento, a differenza dell’Ape volontaria, però, è destinato solo a determinate categorie di lavoratori tutelati: disoccupati, invalidi, caregivers (persone che assistono un familiare portatore di handicap grave) e addetti a lavori faticosi e rischiosi.

A differenza dell’Ape volontaria, o di mercato, poi, la prestazione non è erogata grazie a un prestito bancario: l’Ape sociale, difatti, è direttamente a carico dello Stato. Per questo motivo, non comporta trattenute sulla futura pensione, in quanto l’interessato non deve restituire le somme ricevute.

L’assegno che spetta ai beneficiari dell’Ape sociale viene determinato secondo il normale criterio di calcolo della pensione, sino a un massimo di 1.500 euro mensili.

Chi può richiedere l’Ape sociale

Possono chiedere l’Ape sociale i lavoratori che, al momento della domanda, abbiano già compiuto 63 anni di età e che siano, o siano stati, iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria (Ago, che comprende gli iscritti al fondo pensione lavoratori dipendenti e alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi), alle forme sostitutive ed esclusive della stessa, o alla Gestione separata Inps, purché cessino l’attività lavorativa e non siano già titolari di pensione diretta.

Per quanto riguarda il requisito contributivo, i beneficiari dell’Ape sociale devono possedere almeno 30 anni di contributi se appartenenti a una delle seguenti categorie:

  • lavoratori che risultano disoccupati a seguito di licenziamento, anche collettivo, o di dimissioni per giusta causa, o per effetto di risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria; perché gli appartenenti a questa categoria possano beneficiare dell’Ape sociale, è necessario  che abbiano terminato da almeno tre mesi di percepire la prestazione di disoccupazione (il trattamento non spetta, dunque, a chi non ha percepito la Naspi o un sussidio analogo);
  • lavoratori che assistono, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave, ai sensi della Legge 104;
  • lavoratori che possiedono un’invalidità uguale o superiore al 74%.

Sono invece necessari 36 anni di contributi per un’ulteriore categoria beneficiaria dell’Ape sociale, gli addetti ai lavori faticosi e pesanti: si tratta di coloro che hanno prestato per almeno 6 anni negli ultimi 7 anni un’attività lavorativa particolarmente difficoltosa o rischiosa. L’attività rischiosa o pesante, nel dettaglio, deve far parte dell’elenco di professioni di seguito indicato:

  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; • conciatori di pelli e di pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • professori di scuola pre-primaria;
  • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
  • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

Quali sono le differenze tra Ape sociale e Ape sociale rosa

L’Ape sociale rosa, come anticipato, consentirebbe di ottenere l’Ape sociale con uno “sconto” di 6 mesi per ogni figlio avuto dalla lavoratrice.

In buona sostanza, le appartenenti alle prime 3 categorie di destinatari dell’Ape sociale (invalidi, disoccupati e caregivers) potrebbero ottenere la prestazione, anziché con 30 anni di contributi,  con:

  • 29 anni e 6 mesi di contributi, se hanno un figlio solo;
  • 29 anni, con 2 figli;
  • 28 anni e 6 mesi, con 3 figli;
  • 28 anni, se hanno dai 4 figli in su.

Le addette a lavori faticosi e rischiosi, invece, otterrebbero l’Ape social con:

  • 35 anni e 6 mesi di contributi, se hanno un figlio solo;
  • 35 anni, con 2 figli;
  • 34 anni e 6 mesi, con 3 figli;
  • 34 anni, se hanno dai 4 figli in su.

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4 Commenti

  1. Bene, ma io che non posso accedere all’ape sociale non avendo compiuto 63 anni di età (ne ho 60) pur avendo 33 anni di contributi ed avendo 2 figli da mantenere essendo divorziata, con in più l’assistenza a mio padre invalido al 100% (ma che abita però nel portone vicino al mio) che devo pensare?
    che chi è sposato (quindi due stipendi) che ha figli, che non ha invalidi da assistestere è più agevolato di me? come sempre in italia le cose vengono fatte male anzi malissimo! in più ho tanti problemi di salute !! grazie ma sono veramente nauseata nel veder andare in pensione parecchie persone che non ne hanno necessità e più giovani di me!!!! il lavoro ai giovani dove lo troviamo se si continua a far lavorare gli anziani, che non hanno più scopo, che hanno sempre di più problemi di salute e quindi una rimessa per aziende enti etc.???

  2. Ho 62 anni e 39 di contributi e sarei già in pensione con il sistema delle quote .Avendo la 104 per un familiare disabile in situazione di gravità potrei usufruire il prossimo anno dell’ape social ma sarei fortemente penalizzata perché il mio assegno sarebbe calcolato solo col metodo contributivo anziché misto e senza la tredicesima;anche l’opzione donna è penalizzante e non intendo fare beneficenza a questo stato che non assicura un welfare dignitoso a nessuno!Non mi resta che confidare nella “pietas “del padre eterno!

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