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Incidente stradale: quale assicurazione paga

20 settembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 settembre 2017



Chi risarcisce in caso di collisione tra due o più veicoli e che cosa succede dopo un tamponamento a catena tra veicoli fermi o in movimento. I rischi penali.

Passato lo spavento (e l’arrabbiatura) dopo un incidente stradale, quale assicurazione paga il danno? Dipende da chi l’ha provocato, dalla dinamica del sinistro e dalla polizza che è stata sottoscritta. Vediamo che cosa prevede la legge.

Incidente stradale: il risarcimento diretto

La prima ipotesi per sapere in caso di incidente stradale quale assicurazione paga è quella del risarcimento diretto. In questo caso, chi è rimasto vittima di un sinistro riceve l’indennizzo dalla propria compagnia e non da quella di chi ha provocato l’incidente, che risarcirà la prima in un secondo momento.

Questo avviene a patto che:

  • nell’incidente siano coinvolti due veicoli a motore;
  • che le auto siano identificate tramite il modulo di constatazione amichevole;
  • che i veicoli siano immatricolati in Italia, nella Repubblica di San Marino o nello Stato Città del Vaticano;
  • che entrambi abbiano l’assicurazione Rca obbligatoria stipulata con una compagnia autorizzata ad operare in Italia.

Il risarcimento diretto non avviene, invece, quando nell’incidente sono coinvolti più di due veicoli a motore oppure un’auto e una bicicletta. C’è, però, un’eccezione: il risarcimento diretto viene applicato se un primo incidente ne provoca un secondo. Ad esempio, un’auto tamponata da un’altra colpisce il guardrail e poi va a sbattere contro un altro veicolo. In questo caso sono due sinistri separati che coinvolgono – ciascuno di loro – due veicoli a motore.

Che cosa paga l’assicurazione

Il risarcimento diretto copre i danni:

  • al veicolo;
  • alle cose trasportate di proprietà dell’assicurato o del conducente;
  • al conducente non responsabile (purché si tratti di lesioni di lieve entità fino a un’invalidità permanente del 9%).

Che cosa non paga l’assicurazione

  • Il risarcimento diretto non copre i danni:
  • a cose non di proprietà dell’assicurato o del conducente;
  • a cose esterne al veicolo lese a seguito del sinistro (un cancello, un palo della luce, ecc.);
  • riportati da persone diverse dal conducente. Il terzo trasportato, può ottenere il risarcimento diretto dalla stessa assicurazione del veicolo in cui viaggiava, indipendentemente dalla causa dell’incidente;
  • riportati dal conducente in misura superiore al 10% di invalidità permanente.

In questi casi, quale assicurazione paga? Quella di chi ha provocato l’incidente.

Come chiedere il risarcimento diretto

In caso di incidente stradale, quando si ha diritto al risarcimento diretto, occorre fare richiesta alla propria compagnia di assicurazione. La domanda, insieme al modulo di constatazione amichevole (Cid) e a tutta la documentazione necessaria a provare il danno, potrà essere consegnata materialmente all’assicuratore oppure inviata mediante lettera raccomandata a.r. o a mezzo telegramma, fax o posta elettronica (a meno che quest’ultimo mezzo sia escluso dal contratto).

Ricevuta la richiesta, l’assicurazione deve formulare un’offerta entro:

  • 30 giorni, se il modulo di constatazione amichevole è stato firmato da entrambe le parti coinvolte nel sinistro;
  • 60 giorni, se il modulo di constatazione amichevole non è stato firmato da entrambe le parti;
  • 90 giorni, in caso di lesioni fisiche alle persone.

L’assicurato può:

  • accettare l’offerta formulata: in questo caso l’assicurazione deve pagare l’importo pattuito entro 15 giorni dall’accettazione;
  • contestarla e, se necessario, far valere i propri diritti in via giudiziale.

Incidente stradale per tamponamento: quale assicurazione paga?

La vecchia regola dice che chi tampona un altro veicolo ha sempre la colpa, perché non ha rispettato la distanza di sicurezza o perché la sua velocità era talmente elevata da non aver potuto evitare, nemmeno frenando di colpo, l’impatto con l’altro veicolo.

Tuttavia, bisogna distinguere tra i vari casi di tamponamento per sapere, in caso di incidente stradale, quale assicurazione paga: se si tratta di un tamponamento tra due veicoli o se invece si tratta di un tamponamento a catena e, in quest’ultimo caso, se le auto erano ferme o in movimento.

Nel caso di un normale caso di tamponamento tra due veicoli, cioè quando uno urta con la parte anteriore della sia auto il lato posteriore della macchina che lo precede, il tamponatore si prende la colpa e, quindi, paga la sua assicurazione il danno all’altro conducente. A meno che si riesca a dimostrare che la macchina che era davanti ha provocato l’incidente (ha frenato all’improvviso, ad esempio, per chiedere un’informazione, per salutare un amico o perché ha visto all’ultimo momento un parcheggio libero).

Tamponamento a catena con veicoli fermi in coda

Nel caso in cui il tamponamento coinvolga più veicoli che, al momento della collisione, si trovavano fermi in colonna (perché fermi ad un semaforo rosso o perché in coda per il traffico) quale assicurazione paga? Si riterrà responsabile quello che causa il primo colpo. Ad esempio: il veicolo A urta il veicolo B che, a causa del colpo, urta il veicolo C e questo, a sua volta, va addosso al veicolo D. Sarà il conducente del veicolo A quello che dovrà rispondere dei danni provocati alle auto B, C e D.

Se le auto sono ferme in colonna, ad esempio, a un semaforo rosso o in coda nel traffico, si ritiene che il “colpevole” sia il conducente dell’ultimo veicolo: egli, infatti, causa il primo urto da cui derivano i successivi e, pertanto, sarà lui a dover risarcire i conducenti delle altre auto coinvolte.

Tamponamento a catena con veicoli in movimento

Può darsi, invece, che il tamponamento a catena avvenga mentre i veicoli coinvolti erano in movimento, cioè stavano normalmente circolando. In questo caso, quale assicurazione paga? Tutte tranne quella del primo della fila, cioè quello che subisce il colpo da dietro ma che non va addosso a nessuno. Questo perché si ritiene responsabili tutti gli altri conducenti in quanto, teoricamente, non hanno rispettato la distanza di sicurezza tra loro e l’auto che avevano davanti. L’unico modo per non pagare il risarcimento è quello di dimostrare che il veicolo che ha urtato per primo procedeva a velocità eccessiva e che gli altri, pur mantenendo la distanza di sicurezza, non hanno potuto evitare i successivi scontri.

La persona trasportata su uno dei mezzi tamponati dovrà chiedere il risarcimento di un eventuale danno alla compagnia che ha assicurato il veicolo a bordo del quale si trovava.

Tamponamento a catena: ci sono dei risvolti penali?

Un tamponamento a catena può mandare in carcere la persona che lo ha provocato e toccherà a lui dimostrare, per evitare di finire in cella, che nemmeno gli altri veicoli avevano rispettato la distanza di sicurezza [1].

Quindi, di fronte ad un incidente stradale come questo in cui si provocano lesioni ad altri, chiedersi soltanto quale assicurazione paga può essere riduttivo. C’è un’altra domanda ben più seria da porsi ed è: quali conseguenze penali può avere l’incidente che ho provocato? Il conducente responsabile del tamponamento può essere accusato del reato di lesioni colpose [2]. Se le lesioni sono gravi, la pena va da tre mesi a un anno. Se, invece, sono gravissime, la pena aumenta da uno a tre anni. Se, invece, le lesioni provocate non sono gravi, è prevista la reclusione di tre mesi oppure la multa fino a 309 euro.

L’altro reato di cui può essere accusato riguarda il caso più estremo, cioè quello in cui il tamponamento abbia causato la morte di un’altra persona: il conducente potrebbe essere chiamato a rispondere di omicidio stradale.

Come evitare di rispondere del reato penale

Chi provoca l’incidente stradale deve riuscire a provare che almeno il veicolo tamponato (quando non anche tutti gli altri coinvolti nello scontro a catena) viaggiava senza osservare le norme di sicurezza e quelle sui limiti di velocità. Così, anche se il mezzo condotto dalla parte offesa viene multato per eccesso di velocità c’è buona possibilità di venire assolti perché «il fatto non sussiste».

A tal fine può risultare decisivo il rapporto della polizia stradale: quand’anche la volante accorsa sul luogo del sinistro accerti che l’auto del tamponante superava i limiti di velocità, qualora le condizioni della strada e del meteo imponevano di moderare la velocità a tutti gli altri guidatori coinvolti nel tamponamento a catena, ci si salva dal procedimento penale: mancano elementi di prova sufficienti per escludere che le lesioni subite dal/i tamponato/i siano da addebitare alla sua/loro stessa imprudente condotta di guida.

note

[1] G.d.P. Milano, sent. n. 169/2017.

[2] Art. 590 cod. pen.

Autore immagine: 123rf.com

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