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Lavoro autonomo occasionale con più committenti

23 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 ottobre 2017



Se il lavoratore autonomo occasionale svolge l’attività per più committenti ha l’obbligo di aprire la partita Iva?

Sono lavoratore autonomo occasionale e ho alcuni committenti; per ciascuno di loro non ho mai fatturato più di 5000 euro, ma nella totalità dei compensi supero questo limite: devo aprire la partita Iva?

Relativamente ai limiti del lavoro autonomo occasionale, il tetto pari a 5000 euro di compensi è valido unicamente ai fini dell’obbligo d’iscrizione alla Gestione separata dell’Inps. In pratica, se il lavoratore autonomo occasionale (da non confondere col lavoratore occasionale, retribuito con i nuovi voucher) supera 5000 euro di “fatturato”, non è obbligato ad aprire la partita Iva, ma soltanto ad iscriversi all’Inps ed a pagare i contributi previdenziali (dovuti in misura uguale ai lavoratori parasubordinati e per due terzi a carico del committente).

Non esiste, quindi, un limite relativo ai compensi che determini, di per sé, la decadenza del requisito dell’occasionalità e comporti l’apertura della partita Iva.

Attività saltuaria

Chiarita l’irrilevanza dei compensi nel determinare la saltuarietà dell’attività, va detto che questa si può desumere dall’assenza di un impegno continuativo nel tempo, quindi dall’assenza di una certa costanza nel lavoro: ad esempio, è più probabile che possa essere contestata una prestazione resa, nei confronti dello stesso committente, per un paio di giornate ogni mese e con un compenso esiguo, se vertente sempre nello stesso ambito, piuttosto che un’unica prestazione, anche se molto impegnativa e con compensi notevoli.

Presenza di più committenti

Fatturare nei confronti di più committenti non comporta di per sé il venir meno dell’occasionalità dell’attività, a prescindere dagli importi fatturati: in questi casi, per evitare contestazioni, può venire in aiuto la diversità dell’oggetto delle prestazioni (ad esempio, se lo stesso lavoratore autonomo, ipotizziamo consulente aziendale, aiuta un committente nella redazione di un business plan e un altro committente nell’effettuazione di pratiche amministrative, trattandosi di prestazioni con oggetto differente non può ravvisarsi continuità).

Autonoma organizzazione

Bisogna porre particolare attenzione, poi, alla presenza di un apparato organizzativo per lo svolgimento dell’attività lavorativa: sono indici di un’attività organizzata la disponibilità di un ufficio o la presenza di un sito e-commerce o, in generale, la pubblicizzazione dei servizi erogati. Riguardo al mero possesso di pc e cellulare, queste attrezzature sino a poco tempo fa erano considerate indice di autonoma organizzazione: considerando però gli enormi progressi degli ultimi decenni e il possesso di cellulare e pc da parte della generalità dei privati, dal loro possesso non è possibile desumere automaticamente la presenza di un’attività autonomamente organizzata.

Purtroppo, stante l’assenza di precisi riferimenti normativi, non è possibile avere dei “punti fermi” in materia, che diano la certezza di non fuoriuscire dal lavoro autonomo occasionale per evitare l’apertura della partita Iva: la valutazione avviene, difatti, caso per caso, e per questo motivo è oggetto di non pochi contenziosi con l’Amministrazione finanziaria.


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