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Lo sai che? Autovelox vecchio di due anni, multa nulla

Lo sai che? Pubblicato il 10 settembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 10 settembre 2017

Verbale annullato perché la taratura dell’autovelox risale a due anni prima dell’infrazione.

Dal 2015 – non tutti lo sanno – gli autovelox, per essere a norma, vanno sottoposti a revisione almeno una volta all’anno. In caso contrario, o se non vi è traccia del verbale delle operazioni di check up, tutte le multe elevate con la macchinetta sono nulle. Ciò è la conseguenza di una importantissima sentenza della Corte Costituzionale [1] che è andata ad annullare una delle norme più importanti del codice della strada in materia di multe per eccesso di velocità. Ora, la questione è stata affrontata dal Tribunale di Bari [2] in una delle prime sentenze che hanno ad oggetto proprio il discorso della taratura periodica dell’autovelox. Ma procediamo con ordine.

Chi la scorsa estate, sotto l’ombrellone, ha letto i quotidiani, sa già che – come ogni periodo estivo – ci sono state grosse novità in materia di codice della strada. Quest’anno è stato il turno della cosiddetta direttiva Minniti che, riprendendo la famosa circolare Maroni, ha scritto una sorta di testo unico su tutte le regole relative alle multe stradali e, in particolar modo, a quelle sugli autovelox. In essa sono sanciti gli obblighi di distanza tra l’apparecchio e il cartello di avviso del controllo elettronico della velocità, le modalità di segnalazione del controllo stesso, ma anche e soprattutto viene ripresa la sentenza della Corte Costituzionale, di cui abbiamo appena parlato, che ha sancito l’obbligo di taratura dell’autovelox una volta all’anno (leggi Come deve essere l’autovelox a norma?).

Ma cos’è più precisamente la taratura dell’autovelox? Il paragone che ci aiuta a capire di cosa stiamo parlando è la bilancia del mercato rionale. Anche questa, dopo numerosi usi, deve essere “tarata” per settarla e verificare che non abbia disfunzioni, disfunzioni comunque normali per via del ripetuto uso e trasporto. Ebbene – dice la Corte Costituzionale – se la bilancia del mercato deve essere, di tanto in tanto, tarata, non si vede perché non debba esserlo invece uno strumento di precisione come l’autovelox. E che taratura sia, quindi, anche per la famigerata macchina fotografica della polizia.

Pertanto, da due anni a questa parte, la multa per eccesso di velocità non è valida se l’autovelox non subisce una taratura periodica, ossia una volta ogni 365 giorni. Il regolare controllo agli strumenti che subiscono variazioni in quanto ad obsolescenza e deterioramento riveste ancora più rilevanza sociale se si pensa alla sicurezza stradale.

Le operazioni di controllo dell’efficienza delle apparecchiature di misurazione della velocità vanno eseguite «necessariamente mediante la verifica e la taratura, non potendosi ritenere tali controlli sostituibili da altri mezzi quali le certificazioni di omologazione e conformità». Applicando tali indicazioni, il tribunale di Bari ha notato nel caso concreto che l’autovelox utilizzato per l’accertamento dell’infrazione era stato sottoposto a taratura ben due anni prima, cosa che ne pregiudica l’efficienza e il buon funzionamento.

note

[1] C. Cost. sent. n. 113/ che ha dichiarato illegittimo l’art. 45, co. 6, del decreto legislativo 285/92.

[2] Trib. Bari, sent. n. 1306/17.


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