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Lo sai che? Cosa significa infortunio sul lavoro

Lo sai che? Pubblicato il 15 settembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 15 settembre 2017

Farsi male nello svolgimento dell’attività lavorativa ha un significato ben preciso, diverso dalla disgrazia accidentale: cosa significa infortunio sul lavoro?

Durante la propria attività lavorativa può succedere a chiunque di infortunarsi, con differenti modalità e conseguenze che purtroppo, a seconda dei casi, possono essere molto gravi, con pesanti ripercussioni non soltanto sulla salute dell’individuo, ma anche serie e limitanti ricadute sull’effettiva capacità lavorativa futura del lavoratore infortunato. Analizziamo cosa si intende quando ci si riferisce ai casi di infortunio sul lavoro e quali sono le sue caratteristiche: cosa significa quindi infortunio sul lavoro?

Infortunio sul lavoro: definizione ed elementi

L’infortunio sul lavoro (dal latino “fors” – che significa sorte, destino – e “in”, cioè avverso, contrario) è un evento lesivo provocato da una causa violenta e veloce, verificatosi in occasione della prestazione lavorativa. Può avere come conseguenza la causazione di danni alla capacità avorativa del lavoratore o, nei casi più gravi, può comportare il decesso dell’infortunato.

È qualificato da tre elementi di differente natura: eziologica, circostanziale e consequenziale. L’elemento eziologico è integrato dal realizzarsi di una causa violenta, quello circostanziale è legato alla circostanza dellevento, cioè l’occasione di lavoro, mentre l’elemento consequenziale si rifirisce al verificarsi di un evento dannoso, che può essere la morte o l’inabilità.

Essendo quindi caratterizzato dagli elementi citati, l’infortunio sul lavoro non va confuso con la disgrazia accidentale, ed allo stesso modo deve essere tenuto distinto dalle ipotesi di malattia professionale (per definizione e caratteristiche della malattia professionale, si rimanda a questo approfondimento).

Infortunio sul lavoro: caratteristiche e tutele

Affinchè si possa parlare di infortunio sul lavoro occorre altresì tenere a mente alcuni aspetti. Bisogna anzitutto precisare che l’evento che si è verificato deve essere anomalo rispetto al normale corso dell’attività lavorativa dell’infortunato ed al suo svolgimento regolare: deve sussistere un rapporto di accidentalità fra la causa del danno ed il lavoratore, non rilevando pertanto le ipotesi di caso fortuito o forza maggiore. Il fatto dannoso inoltre non è né voluto né previsto dal lavoratore stesso, in quanto legato alla pericolosità della prestazione d’opera.

L’infortunio sul lavoro può verificarsi anche per dolo o per colpa di terze persone (ad esempio del datore di lavoro), ma questo non comporta il venir meno, nei casi in cui spetti, dell’indennizzabilità dell’infortunio stesso.

Gli infortuni vengono poi classificati a seconda dell’entità della menomazione causata nel lavoratore, cioè a seconda della loro gravità, potendo pertanto individuarsi le seguenti tipologie:

  • gli infortuni-medicazione consentono ai lavoratori che si siano infortunati di riprendere il lavoro dopo la medicazione della lesione subita: in tali casi l’infortunio è a carico del datore di lavoro;
  • gli infortuni in franchigia sono quelli in cui l’abbandono della prestazione professionale da parte del lavoratore si limita al periodo di franchigia o di non indennizzabilità (3 giorni) da parte dell’INAIL: anche in queste ipotesi l’infortunio risulta a carico del datore di lavoro;
  • gli infortuni indennizzabili, che comportando un periodo di assenza dal lavoro superiore al periodo di franchigia vengono indennizzati direttamente dall’istituto assicuratore.

note

Autore immagine: Pixabay.


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