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Aumento delle pensioni più alte dal 2019

11 settembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 settembre 2017



Dal 2019 aumentano le rivalutazioni sulle pensioni superiori a 3 volte il minimo.

Addio al blocco delle perequazioni, si torna alle vecchie rivalutazioni sulle pensioni: è quanto emerge dall’analisi della normativa attuale, che prevede un particolare sistema di rivalutazioni che penalizza le pensioni più alte, ma solo sino al 2018. Dal 2019, in assenza di interventi normativi, si tornerà al vecchio sistema delle rivalutazioni, con adeguamenti consistenti anche per le pensioni superiori a 3 volte il minimo (nel 2017 pari a 501,89 euro mensili), cioè sopra i 1500 euro circa.

Ma procediamo per ordine e cerchiamo, innanzitutto, di capire come funziona l’attuale sistema delle perequazioni, per poi capire il funzionamento del vecchio sistema, che ritornerà dal 2019.

Che cos’è la perequazione della pensione

La perequazione della pensione consiste nell’adeguamento dell’importo del trattamento all’inflazione. Dal 2011 l’adeguamento, o rivalutazione, della pensione in misura pari al 100% dell’inflazione, è stato applicato soltanto per le pensioni d’importo sino a 3 volte il minimo.

Come viene rivalutata la pensione

Rispetto al 2011, il meccanismo di rivalutazione della pensione è tuttavia cambiato. In particolare, dal 2014, sull’intero importo della pensione si applica un adeguamento al costo della vita:

  • per le pensioni fino a 3 volte il minimo, l’adeguamento è pari al 100%;
  • per le pensioni oltre 3 e fino a 4 volte il minimo è del 95%;
  • per le pensioni oltre 4 e fino a 5 volte il minimo è del 75%;
  • per le pensioni oltre 5 e fino a 6 volte il minimo è del 50%;
  • per le pensioni oltre 6 volte il minimo risulta del 45%.

L’aliquota relativa all’inflazione si applica, come anticipato, a tutto l’importo della pensione: in pratica, chi incassa 1.800 euro mensili di pensione (quindi si trova nella fascia da 3 a 4 volte il trattamento minimo) si vede riconosciuto il 95% dell’inflazione sull’intero assegno, senza che questo sia suddiviso in scaglioni.

Questo sistema sarà valido sino al 2018,mentre dal 2019 si dovrebbe tornare al vecchio sistema, quello in vigore prima del 2011.

Nuove rivalutazioni delle pensioni

Il vecchio sistema, nel dettaglio, che sarà comunque quello utilizzato dal 2019, funzionava “per scaglioni”, o fasce. Nel dettaglio:

  • le fasce di importo fino a 3 volte il trattamento minimo venivano rivalutate in misura pari al 100% dell’inflazione;
  • per le fasce d’importo tra 3 e 5 volte il minimo si applicava il 90% dell’inflazione;
  • per le fasce d’importo superiore a 5 volte il minimo si applicava il 75% dell’inflazione.

In pratica, con questo sistema, chi possiede una pensione pari a 1.800 euro si vedrà applicare una rivalutazione pari al 100% dell’inflazione sui primi 1500 euro (3 volte il minimo), mentre per l’importo che supera 3 volte il trattamento minimo si vedrà applicare una rivalutazione pari al 90% dell’inflazione, anziché vedersi applicare un adeguamento corrispondente al 95% dell’inflazione sull’intero importo del trattamento. Questo risulterà senz’altro vantaggioso per chi ha diritto a un trattamento superiore a 3 volte il minimo.

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