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La tutela dei lavoratori esposti al rumore

12 Settembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 Settembre 2017



I lavoratori possono andare incontro a patologie causate dall’esposizione al rumore sul luogo di lavoro: per tali danni sono previste apposite tutele.

Le produzioni industriali meccanizzate e i progressi della tecnologia hanno comportato un ampliamento delle fonti di rumore sui luoghi di lavoro. Di conseguenza sempre più lavoratori sono esposti al rumore, che rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo di malattie professionali. Non bisogna peraltro cadere nell’errore di ritenere che solamente nelle industrie o nelle fabbriche ci sia la concreta possibilità di essere esposti a forti rumori: al contrario, anche nelle attività del settore terziario, commerciali e nei pubblici servizi, la somma del rumore delle attrezzature necessarie all’attività lavorativa ed il rumore dei clienti possono raggiungere soglie molto elevate. Basti pensare non solo all’esempio di una discoteca, in cui il volume della musica è necessariamente alto, ma anche ad un bar o un supermercato nell’ora di punta: in questi casi, infatti, tra il rumore dei carrelli, delle casse, delle macchinette per il caffè, delle tazzine, ed il vociare dei clienti alla cassa o al bancone, magari con la musica in sottofondo, i lavoratori di questi esercizi commerciali sono esposti per molte ore di seguito, tutti i giorni, ad elevate soglie di rumore.

Ancora, artigiani, operai qualificati, lavoratori agricoli e membri delle forze armate sono le categorie maggiormente esposte a livelli di rumore elevati. Come sono tutelati i lavoratori esposti al rumore?

Esposizione e patologie

L’esposizione al rumore ha un effetto che può definirsi cumulativo: il danno uditivo da rumore risulta proporzionale all’energia sonora complessiva che colpisce l’apparato uditivo, e che dipende sia dal livello sonoro che dal tempo di esposizione al rumore, nonché dalla differente suscettibilità individuale (che comprende fattori come l’età, il sesso, precedenti patologie). Sia in ambito industriale che nel settore agricolo la quasi totalità delle lavorazioni comporta un’esposizione quasi inevitabile a livelli rischiosi di rumore, essendo dunque necessaria una tutela sia preventiva che come ristoro del danno che si focalizzi sulla salute del lavoratore.

L’esposizione al rumore può provocare diversi danni, fra i quali rientra l’ipoacusia da rumore, che è una sordità che interessa le due orecchie, causata dalla continua e prolungata esposizione al rumore. Questa patologia, definita anche ipoacusia occupazionale, costituisce una delle principali problematiche connesse all’ambiente lavorativo, e non va sottovalutata.

In caso di esposizione prolungata per lungo tempo ad intensità sonore elevate si può rischiare il trauma acustico cronico, una delle malattie professionali più frequentemente denunciata e indennizzata dall’INAIL.

Danni da rumore ed accertamenti sanitari

Le malattie professionali e, nello specifico, le ipoacusie, costituiscono in Italia ancora una delle prime tecnopatie, e sono pertanto da considerarsi un problema rilevante non solamente dal punto di vista umano, ma anche sotto il profilo sanitario, sociale ed economico.

Occorre infatti non solo ridurre il rumore, ma anche prevenire i danni uditivi sia nei settori industriali che negli ambienti di lavoro in cui si svolgono attività intellettuali richiedenti concentrazione e comunicazioni non disturbate.

Una volta che l’ipoacusia sia stata classificata come da rumore, e si sia di conseguenza accertato l’indebolimento permanente dell’udito del lavoratore che ne soffre, si effettueranno gli accertamenti sanitari necessari, che nel caso della sorveglianza dei lavoratori esposti a rumore sono rappresentati dalla visita medica e dall’esame della funzione uditiva.

Il medico provvederà all’inoltro di un certificato medico di infortunio o di malattia professionale, che ha finalità assicurativo- previdenziali, della denuncia – segnalazione di infortunio e, qualora debba essere segnalato un episodio su cui l’autorità giudiziaria deve indagare per accertare eventuali responsabilità penali, un referto di malattia professionale.

note

Autore immagine: Piaxabay.


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