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Il casco in bici è obbligatorio?

12 settembre 2017 | Autore:


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I conducenti e i passeggeri di motocicli e ciclomotori hanno l’obbligo di indossare il casco, la stessa regola vale anche per le biciclette oppure no?

«Sotto questo sole è bello pedalare» senza casco: questo è ciò che ritiene il nostro Legislatore. Ci sono varie disposizioni, infatti, che regolano l’utilizzo delle biciclette, ma nessuna prevede l’obbligo di indossare il casco.

Le bicilette

Le biciclette sono indicate, nel codice della strada [1], con il termine <<velocipedi>>.

Questo nome è dato dal fatto che le biciclette sono veicoli a due o più ruote funzionanti grazie alla spinta motoria data dal conducente attraverso i pedali.

A questa tipologia di bicicletta è equiparata quella elettrica, dove alla propulsione data dalla pedalata si affianca quella data dal motore.

L’attrezzatura

La bici non può superare 1,30 m di larghezza, 3 m di lunghezza e 2,20 m di altezza e dev’essere munita di:

  1. a) pneumatici;
  2. b) un campanello per le segnalazioni acustiche;
  3. c) di luci bianche o gialle sulla parte anteriore e di luci rosse e catadiottri (dispositivi di plastica a luce riflessa) su quella posteriore, oltre a catadiottri gialli sui pedali e sui lati per le segnalazioni visive;
  4. d) seggiolino o carrello per il trasporto di un bambino.

In mancanza o non conformità di quanto indicato alle lettere a) b) e c) è prevista una sanzione che va da € 25 a €100; mentre, nel caso della lettera d), in caso di seggiolino o carrello non omologato, la sanzione va da € 41 a € 169.

Norme per la circolazione

Il codice della strada individua alcuni comportamenti che i ciclisti devono osservare per garantire la propria sicurezza e, più in generale, quella della circolazione.

In particolare, ai ciclisti è fatto obbligo di transitare sulle piste ciclabili laddove presenti o, altrimenti, in strada senza arrecare intralcio alla circolazione.

Quanto appena detto si sostanzia nel fatto che i ciclisti devono procedere su di un’unica fila.

E’ ammesso che due ciclisti procedano affiancati solo se uno di essi sia minore di dieci anni, per cui è obbligato a procedere alla destra del ciclista che lo affianca.

Il ciclista che circola nelle ore notturne fuori dai centri abitati, così come quello che circola in galleria, è obbligato a fare uso del giubbotto o delle bretelle retroriflettenti ad alta visibilità.

In ogni caso, ovunque e a qualsiasi ora, i ciclisti hanno l’obbligo di condurre la bici a mano se per le condizioni della viabilità possano costituire un pericolo per la circolazione; in tal caso, sono equiparati ai pedoni.

Altre prescrizioni normative riguardano il trasporto di persone che è ammesso solo sui velocipedi appositamente attrezzati e omologati.

Nulla, invece, per quanto attiene all’obbligo di indossare il casco, nemmeno ove a condurre la bici sia un minore.

Le proposte di legge

Nel tentativo di colmare alcune lacune normative del codice della strada in materia, sono attualmente pendenti diverse proposte di legge.

La più recente e la più nota è, senza dubbio, la c.d. proposta di legge “salvaciclisti”, presentata agli inizi del 2017 con l’obiettivo di modificare l’articolo del codice della strada in tema di sorpassi [3].

L’attuale articolo 148, infatti, prescrive che i sorpassi vadano effettuati mantenendo una distanza laterale “adeguata” rispetto al veicolo da sorpassare.

Il disegno di legge presentato, ad oggi al vaglio del Senato, prescrive invece che la distanza laterale da tenere, nel corso di un sorpasso di un ciclista, è adeguata se è almeno pari a 1,5 metri.

A parte ciò, il disegno null’altro prevede.

Ma facendo un salto indietro di qualche anno vediamo che, nell’ambito del disegno di legge per la riforma del codice della strada, è stato presentato un emendamento che prevede l’inserimento dell’obbligo, per i conducenti di biciclette, di indossare caschi protettivi [2].

Ad oggi, tuttavia, questo disegno non è ancora divenuto legge ed è fermo in Senato in attesa di essere approvato.

In ogni caso, tralasciando la normativa nazionale, a livello regionale la Liguria si è dotata di una legge che espressamente prescrive che, salvo quanto previsto dal codice della strada, nella pratica della mountain bike è fatto obbligo di indossare un casco protettivo con omologazione CE EN 1078.

A livello nazionale, non vige per i ciclisti l’obbligo di indossare il casco protettivo.

In attesa di una prescrizione normativa in tal senso, è consigliabile dotarsi e dotare i bambini di casco protettivo, perché la sicurezza è una priorità ancor prima che si traduca in obbligo normativo.

note

[1] Decreto legislativo n. 285/1992.

[2] Emendamento presentato dal senatore Esposito al disegno di legge S.1638, recante la delega al Governo per la riforma del codice della strada.

[3] Disegno di legge S.2658, presentato dal senatore Davico, contenente le modifiche all’articolo 148 del codice della strada in materia di tutela della sicurezza dei ciclisti.

[4] Legge regionale 30 giugno 2017, n. 16, articolo 1 comma 10.

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