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Come versare contanti senza segnalazione

12 Settembre 2017
Come versare contanti senza segnalazione

Possibile dividere i soldi tra parenti e amici e farsi bonificare l’importo a titolo di regalia; c’è chi ricarica Paypal con contanti e chi fa tanti piccoli versamenti.

Dopo aver letto il nostro articolo sulla tassazione dei contanti è probabile che, ora, ti stia chiedendo se esiste un modo per depositare i soldi sul conto corrente senza rischiare una segnalazione da parte della banca o dell’Agenzia delle Entrate. Un problema non solo tuo, a quanto pare: in molti ormai sanno che i versamenti non giustificati al fisco si presumono «ricavi» e, come tali, vengono tassati. Certo, il contribuente può sempre fornire la prova contraria, ossia dimostrare da dove provengono i soldi, che gli stessi sono ad esempio già stati tassati alla fonte o sono esentasse, ma non è cosa agevole visto che, per questa prova, ci vuole sempre un documento scritto. Ma allora come fare le cose in regola e non rischiare accertamenti?

La prima cosa da sapere è che, nel momento in cui si esegue un versamento sul conto corrente bancario o postale o si riceve un bonifico, l’operazione viene subito «registrata» presso l’Anagrafe dei rapporti finanziari cui ha accesso l’Agenzia delle Entrate (e ora anche l’Agente della riscossione). Quest’ultima è quindi in grado di risalire, in qualsiasi momento, alla data e all’importo oggetto del versamento in caso di indagini bancarie. Per finalità di contrasto al riciclaggio del denaro, anche il dipendente della banca potrebbe chiedere spiegazioni scritte in merito alla provenienza del denaro in caso di prelievi o versamenti di rilevanti somme di contanti. Ma in tutti questi casi, i sospetti si incentrano solo sulle operazioni particolarmente rilevanti. Procediamo dunque con ordine e vediamo come versare contanti senza segnalazione.

Quando si fa un versamento in contanti bisognerebbe sempre conservare, per almeno sette anni, le prove documentali della provenienza dei soldi. Solo in questo caso si può versare contanti senza rischi, poiché, se anche un giorno dovesse venire l’Agenzia delle Entrate a richiedere chiarimenti, ci sarebbe sempre la prova cartacea a tutelare il contribuente.

È anche vero, come si diceva, che i sospetti si incentrano solo sulle grosse cifre o anche su quelle piccole, se ripetute sistematicamente e con cadenza regolare, la cui somma però raggiunge importi elevati. Il che è un chiaro indice di intento elusivo.

Il mezzo migliore resta quindi quello di effettuare piccoli versamenti, distanti l’uno dall’altro anche di mesi, in modo tale da non generare allarmanti sospetti.

Sicuramente il modo migliore per “ricaricare” il conto corrente è tenere la tracciabilità del denaro e, quindi, operare tramite assegni e bonifici bancari e, a tal fine, ci si può servire del conto di terzi “insospettabili” su cui prima accreditare l’importo e poi bonificarlo da questi a titolo di “regalia”. Questo non è ovviamente un suggerimento a riciclare denaro sporco, comportamento che costituisce reato e potrebbe creare problemi anche a chi si presta ad aiutare il titolare della somma. Ma in determinati casi, quando si possiede una disponibilità liquida di provenienza lecita, tuttavia difficilmente dimostrabile, che non si vuol lasciare in casa, esistono alcuni escamotage per dormire sonni più tranquilli.

Se, ad esempio, hai mille euro in contanti e vuoi versarli sul tuo conto senza rischio di segnalazioni puoi operare come fanno molti:

  • dividi l’importo tra alcuni parenti più fidati, possibilmente non lavoratori autonomi o imprenditori (i quali sono di solito sempre nell’occhio del fisco). Meglio è optare per disoccupati, pensionati o lavoratori dipendenti;
  • questi procederanno a versare la somma ciascuno sul proprio conto corrente (o, se non vogliono rischiare, potranno tenerla liquida in casa, magari per le spese quotidiane);
  • in occasione della prima festività utile (ad esempio Natale o il compleanno), queste persone ti gireranno con bonifico l’importo che hai dato loro, specificando nella causale «regalie».

C’è infine chi si vale di PayPal: trattandosi di una banca estera, i controlli sono meno mirati. In realtà, se l’Agenzia delle Entrate volesse, potrebbe acquisire informazioni anche in merito ad eventuali utilizzi di tale conto. Come versare contanti sul conto PayPal? È molto semplice: per ricaricare PayPal tramite contanti devi recarti nei punti vendita convenzionati Lottomaticard, dire all’addetto presente che desideri ricaricare la tua carta PayPal, comunicare l’importo da ricaricare e i dati della tua carta, consegnare i contanti. Il gioco è fatto: il tuo conto PayPal è ricaricato.


note

Autore immagine: 123rf com


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11 Commenti

  1. Vi invito ad approfondire la questione PayPal. L’operazione di ricarica nelle ricevitoria Lottomatica non si riferisce al conto PayPal ma ad una Carta prepagata PayPal Lottomaticard emessa da Cartalis Imel S.p.A., ossia un emettitore di moneta elettronica registrato in Italia, in collaborazione con PayPal. Con questa procedura non si ricarica il Conto Paypal, che è invece un servizio diverso che permette di pagare usando la proprie carte o Conti Correnti online e di ricevere perr-to-peer piccole somme di denaro. L’unico vantaggio di possedere una prepagata PayPal e il conto PayPal è che da quest’ultimo la carta può essere comodamente ricaricata ma per farlo dovrete prima avere dei soldi sul conto (regali, divisione del conto della cena ecc…).

      1. Eh già perchè se devi acquistare un auto, una casa o un oggetto da 5000 euro te pensi di poterlo pagare in contanti eh? Mi sa che ti è sfuggito qualcosa….

    1. Per cercare di investire i soldi in più ed uscire quanto più possibile dalla corsa del topo. Le persone in genere tengono la colonna dei redditi al pari di quella delle spese, ma sarebbe opportuno riempire la colonna degli attivi e svuotare quella dei passivi mettendo i soldi a lavorare per te e non te a lavorare per i soldi.
      Per questo serve mettere i soldi sul conto e passarli a piattaforme di investimento. Per far lavorare i soldi per te e generare attivi che servano a coprire le tue spese mensili e che continuino ad accumularsi automaticamente.

  2. Cosa si intende per piccole cifre ripetute sistematicamente e con cadenza regolare? E’ possibile quantificare un importo mensile minimo che faccia scattare gli accertamenti?

    1. prego la redazione di cancellare questo commento, perchè ho indicato per errore la mia email come nome utente, rendendola in tal modo involontariamente pubblica. Questo messaggio è comunque un duplicato del successivo. Grazie.

  3. Cosa si intende per piccole cifre ripetute sistematicamente e con cadenza regolare? E’ possibile quantificare un importo mensile minimo che faccia scattare gli accertamenti?

  4. poi dicono che gli italiani fanno i furbetti… guarda cosa c.zo bisogna fare con i propri soldi semplicemente perchè la legge ci insegna.. “dimostra che non hai fatto del nero e poi io interpreto” così si creano sceneggiature da film.. pensate veramente che 30 o 40 persone in italia che riciclano denaro (attività criminali) tengono sotto scopa uno stato e 60 mln di italiani.. ma a chi la danno a bere? con queste misure secondo loro hanno sconfitto criminali e grosse aziende che riciclano.. siamo agnelli guradati da lupi, chiusi in un recinto. per spendere i nostri soldi dobbiamo fare come i bambini andare da papà (stato o banca) e dirgli che vogliamo comprare il gelato.. per sentirsi dire passi tra 48 che verifichiamo se può mangiare il gelato.. poi bisogna pagare pure le spese per averli disturbati… e se una banca fallisce nessuno ti risarcisce.. mi raccomando chiamateli eroi e non parassiti qualcuno li incontra per strada e si fa pure i selfie, paese senza sbocchi.. e se qualcuno scende in piazza, arrivano gli eroi e prendono a bastonate coloro che gli danno lo stipendio… a volte sembra tutto così irreale per quanto è sconcertante la verità… tenetevi i soldi e dateci i bollini per il pane l’olio e lo zucchero e metteteci il chip nello stomaco per verificare che non mangiamo cose diverse dai bollini assegnati… parassiti!!!!

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