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Come riscuotere buoni postali ereditati

12 Settembre 2017 | Autore:
Come riscuotere buoni postali ereditati

Alla morte dell’intestatario i buoni postali cadono in successione: subentrano pertanto gli eredi, i quali dovranno dimostrare la loro legittimazione.

I buoni postali sono strumenti di risparmio che garantiscono sempre la restituzione del capitale versato, maggiorato degli interessi eventualmente maturati. A differenza di molti altri strumenti finanziari, i buoni fruttiferi postali (Bfp) sono un’esclusiva delle Poste Italiane. Si tratta di titoli emessi dalla Cassa depositi e prestiti, società per azioni a partecipazione statale controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. I buoni postali, pertanto, sono garantiti direttamente dallo Stato e vengono collocati presso gli uffici delle Poste Italiane. I buoni postali sono strumenti finanziari equiparabili ai Buoni del Tesoro ma, a differenza di questi ultimi, la cui oscillazione sul mercato può comportare dei rischi per l’investitore, sono sicuri perché sono sempre rimborsati al loro valore nominale: in altre parole, il capitale versato viene sempre restituito. Vediamo ora come riscuotere i buoni postali ereditati.

Successione

Il buono postale rientra pacificamente tra i rapporti giuridici patrimoniali del titolare; pertanto, alla sua morte, esso cade in successione così come tutti gli altri suoi beni. Le persone interessate al rimborso del titolo dovranno presentare il certificato di morte del defunto e compilare tutti documenti inerenti all’apertura della successione. Nel caso di più intestatari, i superstiti dovranno convocare gli eventuali eredi, i quali, come detto, subentrano nei diritti nel deceduto. I moduli da sottoscrivere saranno somministrati dal responsabile dell’ufficio postale chiamato ad effettuare il rimborso. Gli eredi dovranno dimostrare la propria qualità presentando il testamento o, in assenza, certificazione che comprovi la loro parentela con il defunto. Ad ogni modo, ai fini della presentazione dell’atto notorio, le poste italiane, dispongono di appositi modelli prestampati. V’è da dire che la pratica difficilmente verrà sbrigata in pochi giorni: normalmente si tratta di un’attesa di almeno due o tre settimane.

Documentazione

Per avere un’idea di ciò che gli eredi dovranno presentare agli uffici postali, si riporta la documentazione normalmente richiesta in questi casi. Occorre innanzitutto l’estratto dell’atto di morte del defunto titolare dei buoni, dal quale risultino le generalità della persona deceduta, la data e il luogo dove è avvenuto il decesso, il suo ultimo domicilio o residenza e il nominativo del coniuge (ove vi sia). Serve poi un atto notorio o una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che indichi tutti gli eredi legittimi e le loro generalità. Se la successione è testamentaria, invece, occorrerà munirsi del verbale di pubblicazione del testamento olografo o del testamento segreto in copia conforme all’originale o, nel caso di testamento pubblico, copia conforme all’originale dell’atto pubblico. Serviranno poi i documenti (carta d’identità e codice fiscale) di tutti gli aventi diritto

Cointestazione, successione e clausola di pari facoltà di rimborso

Nel caso in cui i buoni siano cointestati, cioè siano stati sottoscritti da più persone, le Poste bloccano il loro rimborso fintantoché non si sia completata la successione come sopra brevemente descritta. La procedura illustrata, tuttavia, dovrebbe di gran lunga semplificarsi nel caso in cui sul buono vi sia la clausola di pari facoltà rimborso: in questa circostanza, ogni cointestatario può autonomamente richiedere il rimborso dell’intera cifra. Eppure non sempre è così facile. Se la suddetta clausola non incontra limitazioni quando tutti i cointestatari siano viventi, è prassi frequente delle Poste Italiane negare il rimborso quando uno di loro sia deceduto. In altre parole, in caso di decesso di uno dei titolari, la clausola di pari facoltà di rimborso viene resa inefficace. Il punto è molto discusso ma la giurisprudenza sembra essersi schierata dalla parte del cittadino: la Corte di Cassazione, infatti, ha ritenuto illegittima la condotta delle Poste Italiane che, pur in presenza della clausola “Pfr”, neghi il rimborso del buono ad uno dei titolari [1]. Quanto sostenuto dalla giurisprudenza è pienamente in linea con quanto affermato dalla legge a proposito dei titoli garantiti dallo Stato, i quali non devono essere inseriti nella dichiarazione di successione.

Buoni postali e dichiarazione di successione

In caso di decesso dell’unico intestatario del buono fruttifero postale, gli eredi non dovranno menzionare il titolo nella dichiarazione di successione. Secondo il testo unico delle successioni, infatti, non rientrano nella dichiarazione di successione gli altri titoli di Stato, garantiti dallo Stato o equiparati, nonché ogni altro bene o diritto, dichiarati esenti dall’imposta da norme di legge[2]. Secondo la legge, quindi, i buoni postali non concorrono a formare l’attivo ereditario, per cui essi non devono essere dichiarati.


note

[1] Cass. sent. n. 12385 del 03.06.2014; n. 15231/2002 e n. 13979/07 (sezioni unite).

[2] Art. 12, lettera i), Decreto legislativo n. 346/1990 del 31.10.1990 (testo unico sulle successioni).


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8 Commenti

  1. Se i buoni fruttiferi sono dello stato,la posta dovrebbe accettare l autocertificazsione per quello che riguarda questi,altrimenti vengano gastiti da un ente statale ,se quando io ho messo i buoni la posta era statale lo stato ne risponde fino a quando io non lo ritiro

  2. I buoni fruttiferi inseriti in successione possono essere rimborsati agli eredi legittimi con accredito diretto ad ognuno o con vaglia? Il direttore dell’ufficio postale ci ha comunicato che il rimborso deve avvenire con pagamento diretto ad ogni erede presente nell’ufficio il giorno stabilito. Se gli eredi sono que indicati in successione non è possibile l’invio del vaglio o semplice te un accredito su cc

  3. Il rimborso dei buoni fruttiferi agli eredi presenti in successione, è possibile farlo tramite vaglia da inviare agli eredi o bisogna essere tutti presenti? Il direttore dell’ufficio postale, per gli eredi non residenti nel comune, chiede procura notarile. Limporto dei buoni fruttuferi a onta a euro 11.000,00 da ripartire a 28 eredi

  4. Il mio caso è il seguente:
    Buoni cointestati ad entrambi i genitori. Entrambi deceduti. Non c’è testamento.
    I buoni scadono tra 7 anni (sono del ’95).
    Gli eredi (i 3 figli) possono già dividersi i buoni presentando i documenti di successione alle poste ma non cambiarli?
    Alla scadenza sarà comunque necessaria la presenza di tutti gli eredi per cambiare i buoni?
    Grazie

  5. Buongiorno,
    Sono una dei tanti eredi dei miei zii deceduti entrambi .dopo anni sono stati ritrovati dei buoni postali di cui nessuno era a conoscenza .chiedo questi buoni vengono divisi in parti uguali a tutti gli eredi o seguono le regole della vecchia successione visto che era morto prima lo zio e dopo anni la zia.
    Grazie

  6. Buongiorno,
    io e mio fio figlio possediamo dei buoni postali a nome di mio marito che è deceduto 9 anni fa.Nella successione ci siamo scordadi di metterli.Per ritirarli cosa dobbiamo fare?
    Grazie

  7. Sono in possesso di alcuni Buoni Fruttiferi Postali con scadenza trentennale, COINTESTATI ai mia zia nubile deceduta e mia suocera anch’essa deceduta, possiamo procedete alla relativa riscossione dei relativi titoli?
    Grazie

    1. I buoni postali, come ogni rapporto patrimoniale, rientrano nella successione così come tutti gli altri beni del defunto. Per poter riscuotere i buoni fruttiferi postali di un defunto si devono presentare:
      -il certificato di morte del defunto;
      -i documenti che riguardano l’apertura della successione;
      -la dimostrazione del diritto degli eredi alla successione attraverso la presentazione del testamento (o del verbale di pubblicazione del testamento) o la certificazione che comprovi il legame di parentela con il defunto anche tramite presentazione dell’atto notorio.
      Nel caso gli eredi siano più di uno, dovranno essere convocati tutti per subentrare nei diritti del defunto.
      Il decesso del cointestatario di un buono postale determina il blocco del rimborso da parte di Poste Italiane. Nel caso in cui i buoni postali siano cointestati, cioè siano stati sottoscritti da più persone, le Poste bloccano il loro rimborso fintantoché non si siano completate le pratiche successorie. In realtà la prassi di bloccare il rimborso nel caso di buono cointestato con pari facoltà di rimborso è stata da più parti criticata. Sul punto leggi Buono Postale con Pfr: rimborsabile a vista. Infatti, in questa ipotesi, ogni cointestatario dovrebbe poter richiedere (ed ottenere) autonomamente il rimborso dell’intera cifra. Invero la clausola Pfr attribuisce al possessore del titolo un diritto esercitabile in modo autonomo, fatta salva la facoltà degli eredi di chiedere giudizialmente (ove la pretesa sia fondata) la restituzione della propria quota nei confronti di chi l’abbia integralmente riscossa. In altre parole, la successione degli eredi di uno dei cointestatari non può escludere o limitare i diritti dei terzi come pure quelli del contitolare superstite (che ben potrebbe, tra l’altro, non essere un erede), il quale ha pieno diritto di ottenere dalle poste il rimborso del titolo in modo del tutto autonomo.mentre la clausola detta di pfr non incontra limitazioni quando tutti i cointestatari sono in vita, è prassi frequente di Poste Italiane negare il rimborso quando uno di loro sia deceduto. In altre parole, in caso di decesso di uno dei titolari, la clausola di pari facoltà di rimborso diventa inefficace.
      Per approfondire l’argomento come riscuotere i buoni postali del defunto leggi il nostro articolo https://www.laleggepertutti.it/227750_buoni-postali-del-defunto-come-si-riscuotono

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