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Posso riavere la casa data in comodato a mio figlio?

27 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 ottobre 2017



Comodato della casa, senza termine, al figlio: se questi si separa, non è possibile chiedere la restituzione della casa “prestata” senza un valido motivo.

Nell’ambito dei rapporti familiari, i genitori frequentemente assistono i propri figli. C’è, ad esempio, il padre che presta denaro al proprio figlio per aiutarlo in un progetto lavorativo, ci sono i coniugi che acquistano la casa alla figlia che sta per sposarsi (tecnicamente definita come una donazione indiretta), ci sono i genitori che concedono un’abitazione a titolo di comodato al proprio figlio e in funzione delle esigenze abitative familiari del medesimo. In quest’ultimo particolare caso, i proprietari credono di “prestare temporaneamente” l’immobile o comunque pensano di non perderne la definitiva disponibilità giuridica, come invece avverrebbe con una donazione della casa. Tuttavia, le buone intenzioni iniziali, si complicano maledettamente se la coppia “aiutata” scoppia irrimediabilmente.

Cosa accade, infatti, all’abitazione di proprietà concessa in comodato al figlio, se quest’ultimo si separa dalla moglie? I proprietari hanno diritto alla restituzione dell’immobile oppure corrono il rischio che ne siano di fatto espropriati, pur avendola soltanto “prestata”? Proviamo a rispondere alle seguenti domande.

Che cos’è il contratto di comodato e quanto dura?

Ne abbiamo già parlato nell’articolo comodato: l’usucapione non è possibile. Si tratta di un contratto a seguito del quale il proprietario di un bene affida esso ad un soggetto, detto comodatario, affinché questi possa usarlo per i propri determinati scopi. Questo accordo è solitamente a titolo gratuito, non necessita della forma scritta e prevede l’obbligo di restituzione della cosa ricevuta [1].

Ebbene a proposito della restituzione del bene concesso in comodato, essa può avvenire per tre motivi:

  • quando scade il termine pattuito per la restituzione e la durata del comodato;
  • quando non c’è un termine, ma il comodatario se n’è servito secondo l’uso pattuito;
  • quando, indipendentemente dall’esistenza di un termine o dagli scopi del comodatario non compiutamente raggiunti, il proprietario ha un bisogno urgente ed imprevisto della cosa [2].

Se mio figlio si separa, quando posso riavere la casa in comodato?

Se avete dato in comodato un immobile di vostra proprietà al proprio figlio, allo scopo di soddisfare le esigenze abitative del medesimo e della sua famiglia e non avete previsto alcun termine di durata, le cose possono complicarsi non poco, allorquando si dovesse malauguratamente verificare l’ipotesi di separazione della coppia. In questo caso, infatti, presumibilmente l’abitazione familiare sarà stata assegnata a vostra “nuora”, madre dei vostri nipoti e, di regola, individuata come soggetto affidatario prevalente dei minori in questione. Ebbene, secondo la giurisprudenza prevalente [3], il coniuge in esame (cioè la mamma) “ereditando” o meglio succedendo nel godimento a titolo di comodato dell’abitazione familiare, non è obbligato a restituire la cosa. In altri termini, il comodato non si estingue sol perché:

  • è stato sostanzialmente concesso dai suoceri e su una loro proprietà;
  • è stato concesso dai suoceri, sostanzialmente perché era coinvolto il loro figlio.

Pertanto, nel caso descritto in esame, sarà possibile revocare il comodato già concesso ed attualmente goduto dalla nuora assegnataria della casa coniugale, soltanto in presenza di un imprevisto quanto urgente bisogno di restituzione dell’immobile dato.

Per quale urgente bisogno posso riavere la casa in comodato?

Nel caso esaminato, i suoceri si trovano con la casa “bloccata”. È di loro proprietà, è stata originariamente concessa in comodato al figlio, senza termine, per le esigenze abitative della sua famiglia, ed stata assegnata alla nuora, dal Tribunale, dopo la separazione. Abbiamo, altresì, visto che per la Cassazione il comodato “continua” a favore del coniuge assegnatario ed un’eventuale revoca può essere prevista solo in caso di urgente ed imprevisto bisogno del proprietario. Ebbene, questa necessità impellente potrebbe essere rappresentato dal bisogno di dover abitare personalmente nell’immobile (ad esempio, perché nel frattempo i genitori sono stati sfrattati dal proprio) oppure dalle mutate condizioni economiche dei concedenti (detti anche comodanti) che impongono l’esigenza di vendere o locare l’immobile originariamente concesso in comodato.

Quindi solo in presenza di circostanze come quelle indicate, è possibile esigere la restituzione immediata dell’appartamento occupato dalla nuora assegnataria.

note

[1] Art. 1803 cod. civ.

[2] Art. 1809 cod. civ.

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