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Lo sai che? Pensione di vecchiaia anticipata per chi ha figli a carico

Lo sai che? Pubblicato il 12 settembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 12 settembre 2017

Contributi figurativi e anticipo dell’età per la pensione delle lavoratrici con figli a carico.

 Pensione di vecchiaia anticipata di 4 mesi per ogni figlio, sino a un massimo di 12 mesi: non si tratta di una nuova proposta di legge, ma del trattamento riservato alle lavoratrici la cui pensione si calcola esclusivamente col sistema contributivo. In alternativa a questo beneficio, le donne possono optare per un calcolo della pensione con coefficiente di trasformazione maggiorato di 1 o 2 anni, in modo da ricevere un assegno più alto.

Infine, a prescindere dall’anticipo o dall’aumento della pensione, le lavoratrici “contributive” possono ricevere 170 giorni di contributi figurativi per le assenze dal lavoro per l’educazione e l’assistenza di ciascun figlio sino ai 6 anni di età.

Ma procediamo per ordine e vediamo quali sono i benefici riservati alle donne la cui pensione si calcola esclusivamente col sistema contributivo, ossia alle lavoratrici che non possiedono contributi accreditati prima del 1996.

Che cos’è il calcolo contributivo della pensione

Innanzitutto, bisogna capire come funziona il calcolo contributivo della pensione. Si tratta di un metodo di quantificazione della pensione che determina l’assegno sulla base dell’età pensionabile e dei contributi versati, e non, come il metodo retributivo, sulla base degli ultimi stipendi o redditi.

Per calcolare la pensione col sistema contributivo, in parole semplici, si applica al montante, cioè alla somma dei contributi accantonati e rivalutati, il coefficiente di trasformazione, che aumenta al crescere dell’età pensionabile. Ad esempio, se una lavoratrice possiede 300.000 euro di montante contributivo e si pensiona a 65 anni, le si applica un coefficiente di rivalutazione del 5,326% ed ottiene un assegno annuale di 15.978 euro, dunque una pensione mensile di 1229 euro circa.

Aumento della pensione per le lavoratrici con figli a carico

Compreso, per grandi linee, il meccanismo di calcolo contributivo della pensione, si può capire meglio il beneficio dell’aumento del coefficiente di trasformazione per le lavoratrici con figli a carico.

L’agevolazione, nel dettaglio, consiste nella possibilità di aumentare di 1 anno il coefficiente di trasformazione per chi ha sino a 2 figli, e di 2 anni per chi ha da 3 figli in su.

Tornando all’esempio della lavoratrice con 300.000 euro di montante contributivo che si pensiona a 65 anni, ipotizzando che abbia avuto 3 figli non le si applicherà più il coefficiente di trasformazione del 5,326%, ma del 5,7%, ossia quello valido per chi si pensiona a 67 anni: otterrà così una pensione annuale di 17.100 euro e mensile di 1315 euro circa, anziché un assegno annuale di 15.978 euro e una pensione mensile di 1229 euro.

Anticipo della pensione di vecchiaia per le lavoratrici con figli a carico

In alternativa all’aumento del coefficiente di trasformazione, le lavoratrici con calcolo esclusivamente contributivo della pensione e con figli a carico possono scegliere di anticipare l’età per la pensione di vecchiaia.

In particolare, contando che l’età per questo trattamento sarà pari a 66 anni e7 mesi per tutti, dal 2018, e considerando che l’anticipo concesso è pari a 4 mesi per ogni figlio sino a un massimo di 1 anno, con tale agevolazioni le donne con almeno 3 figli potranno pensionarsi a 65 anni e 7 mesi.

In relazione alla pensione di vecchiaia, bisogna comunque ricordare che sono necessari, oltre al possesso dell’età pensionabile, almeno 20 anni di contributi: inoltre è necessario, per l’accesso alla pensione, che l’assegno sia pari ad almeno 1,5 volte l’assegno sociale, ossia a 672 euro circa.

Contributi figurativi spettanti per ciascun figlio

A prescindere dalla richiesta di anticipo della pensione o di aumento del coefficiente di trasformazione, alla lavoratrice la cui pensione si calcola col solo sistema contributivo spettano 170 giorni di contributi figurativi per ciascun figlio.

Nel dettaglio, è possibile chiedere l’accredito della contribuzione figurativa per le assenze dal lavoro per l’educazione e l’assistenza ai fini gli fino al 6° anno di età, con un massimo di 170 giorni per ciascun figlio. Se la necessità di assistenza si riferisce a figli portatori di handicap, i contributi figurativi riconoscibili sono aumentati a 25 giorni l’anno, per un complessivo limite massimo pari a 24 mesi per tutto l’arco della vita lavorativa.


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