HOME Articoli

Lo sai che? Conto corrente: che fare se il cointestatario è indebitato?

Lo sai che? Pubblicato il 13 settembre 2017

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 13 settembre 2017

Un conto corrente cointestato può essere bloccato fino a massimo metà e, comunque, non oltre il debito per il quale si procede maggiorato delle spese.

Avere un conto corrente cointestato può essere vantaggioso per chi ha i creditori alle calcagna, ma di certo non lo è per coloro che hanno sempre pagato i propri debiti. Questo perché, in caso di conto intestato a due o più persone, il creditore può “bloccare” solo la quota di proprietà del debitore e non le altre, anche se il debito è superiore a detta quota. Significa che su un conto cointestato a due persone, il pignoramento si può estendere fino a massimo la metà. Inoltre, in assenza di prove contrarie, il conto cointestato si considera diviso per quote uguali. Ma procediamo con ordine e vediamo, con specifico riferimento al conto corrente, cosa fare se il cointestatario è indebitato.

Per comprendere come stanno le cose immaginiamo marito e moglie, in regime di separazione dei beni, che abbiano un conto corrente cointestato dedicato esclusivamente alle spese per la famiglia. Su di esso entrambi i coniugi versano, di tanto in tanto, i risparmi del mese in modo da contribuire alle esigenze comuni in misura proporzionale alle rispettive possibilità. L’uomo però è un imprenditore e su di lui gravano diversi debiti. La moglie teme che i creditori possano pignorare anche la sua parte di risparmi. Cosa deve fare per tutelarsi se il cointestatario del conto è indebitato?

In realtà il problema è fittizio. Difatti, in presenza di un conto corrente cointestato a due o più persone, il creditore può pignorare solo la quota di proprietà del debitore. Il conto si presume diviso per quote uguali salvo diversa prova. Così, nell’esempio di poc’anzi, il creditore potrà pignorare solo il 50% del deposito. L’altro 50% continua a restare svincolato (fermo restando che le somme “libere” possono essere prelevate non solo dalla moglie ma anche dal marito in quanto cointestatario, benché debitore, salvo poi regolare i rapporti con la prima). Il pignoramento del conto corrente cointestato in misura superiore alla quota del debitore è illegittimo.

In un’altra ipotesi di conto cointestato a quattro persone il creditore può pignorare fino a massimo il 25% e così via.

Vien fatta salva la possibilità di dimostrare che le quote del conto corrente non sono paritarie ma differenti; in tal caso sarà necessaria una prova documentale avente data certa (ad esempio una scrittura privata su cui vi sia un timbro postale o che sia stata registrata). Che significa? Immaginiamo che su un conto venga versato mensilmente lo stipendio del marito ma che questi accetti di cointestare il rapporto bancario anche alla moglie al fine di agevolarla nei prelievi per il ménage domestico. Se la moglie ha debiti e i suoi creditori aggrediscono il 50% del conto, il marito può dare prova che la cointestazione è in realtà fittizia e “di comodo”, essendo il conto alimentato solo dalle sue buste paga. In tal caso potrà evitare il pignoramento del conto in qualsiasi misura. Lo stesso discorso potrà tornare utile in sede di separazione: se la moglie pretendesse la metà dei soldi presenti sul conto, l’ex marito potrebbe difendersi dimostrando che tali soldi sono solo “formalmente” intestati alla donna, ma nella sostanza gli appartengono per intero. Così non si procederebbe alla divisione del conto cointestato.

C’è un ultimo importante chiarimento. Il pignoramento del conto cointestato può avvenire sì nella misura massima del 50% ma sempre che il credito per il quale si agisce sia almeno pari a tale importo. Se, ad esempio, un creditore avanza mille euro da un soggetto che ha il conto cointestato con la moglie e su tale conto sono depositati 5mila euro, il creditore può pignorare non certo il 50% (2.500 euro) ma fino a massimo 1.500 euro (ossia la misura del credito aumentata della metà per coprire le spese legali e gli interessi).


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI