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Ape e pensione anticipata a 63 anni, quale conviene di più?

13 settembre 2017 | Autore:


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Anticipo pensionistico volontario e pensione anticipata contributiva: qual è il trattamento meno penalizzante per il lavoratore?

 

Ho 63 anni e oltre 30 anni di contributi, di cui 20 versati come dipendente prima del 1995 e 10 nella Gestione separata: mi conviene chiedere la pensione anticipata contributiva o l’Ape?

Considerando che il lettore possiede oltre 20 anni di contributi al 31 dicembre 1995, non è possibile, per l’interessato, domandare il computo nella Gestione separata della contribuzione accantonata nel Fondo pensione lavoratori dipendenti, per accedere al pensionamento anticipato contributivo a 63 anni di età.

Le condizioni per il computo nella Gestione separata (ricordiamo che il computo permette di far confluire tutti i contributi presenti nelle casse Inps  all’interno della Gestione separata e comporta il ricalcolo contributivo della pensione), difatti, sono le stesse previste per poter accedere alla cosiddetta opzione contributiva Dini [1].

Computo nella Gestione separata per ottenere la pensione a 63 anni

In particolare, per accedere al computo è necessario, oltre all’iscrizione alla Gestione separata con l’accredito di almeno 1 mese di contribuzione, possedere i seguenti requisiti:

  • avere almeno 15 anni di contributi complessivamente accreditati;
  • possedere meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • possedere almeno 5 anni di contributi dal 1° gennaio 1996 in poi.

In buona sostanza, sono esclusi dal computo sia i lavoratori la cui pensione è calcolata col sistema retributivo sino al 31 dicembre 2011, cioè coloro che, come il lettore, possiedono oltre 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995, sia coloro il cui calcolo della pensione è già interamente contributivo, in quanto non possiedono nemmeno un contributo precedente al 1996.

Purtroppo l’impossibilità di fruire del computo comporta anche l’impossibilità di beneficiare della pensione anticipata a 63 anni e 7 mesi di età (accessibile con un minimo di 20 anni di contributi ed un assegno di pensione pari almeno a 2,8 volte l’assegno sociale): questa pensione, difatti, è riservata a coloro il cui trattamento si calcola col sistema esclusivamente contributivo.

Anticipo pensionistico a 63 anni di età

A partire dai 63 anni di età, però, è possibile usufruire dell’Ape, cioè dell’anticipo pensionistico: si tratta di un assegno, erogato grazie a un prestito bancario, che può andare dal 75% al 90% della futura pensione, a seconda degli anni di anticipo del trattamento richiesti rispetto all’età utile per la pensione di vecchiaia (dal 2018, 66 anni e 7 mesi per uomini e donne).

L’Ape, una volta percepita la pensione, viene restituita a rate: le rate comportano una penalizzazione media sulla prestazione pari al 4,4- 4,6% per ogni anno di anticipo (non è possibile, al momento, fare delle stime definitive, in quanto non sono stati ancora conclusi gli accordi quadro che determinano i tassi del prestito e i costi dell’assicurazione).

Quanto costano la pensione anticipata contributiva e l’Ape a 63 anni

Rispetto alla pensione ricalcolata col sistema contributivo, comunque, l’Ape dovrebbe comportare un costo minore: la penalizzazione che mediamente comporta il ricalcolo contributivo della pensione rispetto al retributivo, difatti, si aggira intorno al 30%. Sarebbe ben più alta rispetto alla penalizzazione media per 3 anni di anticipo Ape, pari a circa il 14% della pensione.

Tuttavia, le penalizzazioni dell’Ape e del ricalcolo contributivo non sono uguali per tutti, ma possono variare notevolmente da lavoratore a lavoratore, a seconda della contribuzione versata, delle gestioni in cui sono accantonati i contributi, etc.

In ogni caso, il lavoratore, dopo aver ricevuto la stima della pensione, dell’Ape e il piano di ammortamento del prestito, ha 14 giorni di tempo per recedere, nel caso in cui le condizioni economiche non siano convenienti. L’applicativo per la richiesta dell’Ape dovrebbe essere operativo a breve, una volta che il decreto attuativo sull’Ape volontaria sarà pubblicato nella Gazzetta ufficiale.

note

[1] L. 335/1995.

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