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Se all’assemblea di condominio il delegato vota in modo diverso

13 settembre 2017


Se all’assemblea di condominio il delegato vota in modo diverso

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 settembre 2017



Cosa si può fare se il delegato a partecipare all’assemblea vota in modo difforme dalle istruzioni del delegante?

Andare alle riunioni di condominio è, per chi ha un’indole pacifica e accondiscendente, una delle più grosse noie che la proprietà di un appartamento possa comportare. Così, la cosa migliore, quando si tratta di votare questioni di non particolare rilievo, è di dare la delega a chi invece non si lascerebbe scappare una assemblea per nessuna ragione al mondo. C’è poi chi è impossibilitato per cause oggettive, come il lavoro e la salute, e si fida del vicino dandogli disposizioni circa la volontà da esprimere in merito ad ogni punto dell’ordine del giorno. Ma che succede se il delegato vota in modo diverso da quanto gli era stato impartito dal delegante? La risposta è stata recentemente data dal Tribunale di Milano [1].

Secondo i giudici lombardi il voto, per quanto difforme dalla volontà del delegante, resta valido a meno che quest’ultimo non lo impugni espressamente. In caso di silenzio, invece, la manifestazione di volontà si considera ratificata e non può essere più contestata. Essa quindi produce effetti nelle sfere del rappresentato e nei rapporti tra quest’ultimo e i condomini. Ad esempio: il delegato non potrà più contestare una decisione a cui sia stato dato voto favorevole poiché, come noto, l’impugnazione della delibera spetta solo ai dissenzienti.

Il voto è quindi da considerarsi valido finché il delegante non decide di non ratificare l’operato del suo rappresentante e nulla possono il condominio e l’amministratore, che non hanno il potere di contestare tale operato. In tal caso, quindi, la votazione non avrà più valore.

Attenzione però: per procedere alla contestazione del voto espresso dal delegato è necessario anche dimostrare quali erano state le istruzioni a questi impartite, il che richiede quantomeno un documento scritto da cui si evincano le modalità della delega.

note

[1] Trib. Milano, sent. n. 2669/2017.

Autore immagine: 123rf.com

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