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Cyberbullismo, come difendersi

14 Settembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 Settembre 2017



Puoi difenderti dal cyberbullismo rivolgendoti al questore, alla procura, al gestore del sito o al garante della privacy

Se sei vittima di cyberbullismo, puoi difenderti in vari modi. Innanzitutto, puoi chiedere al gestore del sito (o anche al garante per la privacy) la cancellazione degli scritti (o delle foto e dei video) denigratori, al questore di ammonire il bullo che ti offende o, infine, puoi denunciare il colpevole presso la procura della repubblica per minacce, diffamazione o per altri possibili reati penali. Ma analizziamo come difendersi dal cyberbullismo. 

L’ammonimento del questore

La vittima di cyberbullismo che abbia compiuto 14 anni (o i suoi genitori se non ha ancora compiuto i 14 anni) prima di agire giudizialmente con una denuncia-querela, può chiedere al questore di ammonire il colpevole. L’ammonimento (ad opera della questura), previsto anche per il reato di stalking, prevede:

  • la convocazione (da parte del questore) del minore e di almeno uno dei suoi genitori (o altro soggetto esercente la responsabilità genitoriale);
  • l’assunzione (se necessario) di informazioni da parte degli organi investigativi e (se la richiesta della vittima appare fondata) l’escussione delle persone informate sui fatti;
  • l’ammonimento orale (da parte del questore) del soggetto nei cui confronti è stato richiesto il provvedimento, con espresso invito a tenere una condotta conforme alla legge [2].

La richiesta di emettere il provvedimento di ammonimento può essere consegnata direttamente a mano al questore o inviata a mezzo lettera raccomandata con ricevuta di ritorno. Deve contenere:

  • i dati del richiedente (vittima di cyberbullismo);
  • i dati di chi viene indicato come colpevole degli atti di bullismo;
  • i nominativi (ed i dati personali) degli eventuali soggetti in grado di riferire sui fatti in qualità di testimoni;
  • i documenti idonei a confermare i fatti descritti nell’istanza di ammonimento (per esempio pagine internet in cui ci sono foto o video con insulti o frasi denigratorie o anche solo l’indicazione del link attraverso il quale si accede a tale pagina).

L’istanza di ammonimento può avere come destinatario chiunque e può essere redatta:

  • personalmente dal minore che abbia già compiuto 14 anni;
  • qualora la vittima dello reato sia un minore di anni 14, dai genitori o da chi esercita la responsabilità genitoriale sul minore.

La denuncia – querela

Se gli episodi di cyberbullismo non cessano con l’ammonimento da parte del questore, puoi passare alla denuncia vera e propria da presentare alla procura della repubblica.

Sappi che la denuncia può essere presentata anche come prima scelta (a prescindere dall’ammonimento) ma, una volta fatta, non potrai più rivolgervi al questore: l’ammonimento, in sostanza, può essere richiesto solo prima della denuncia e mai dopo averla presentata.

Il cyberbullismo:

  • si manifesta attraverso vari sistemi, tra i quali il mezzo di internet che determina una più rapida e dilagante diffusione delle notizie denigratorie;
  • consiste in qualsiasi attività di denigrazione, pressione, molestia, ricatto o (persino) nel furto d’identità, il cui scopo è quello di isolare un minore, provocarne la sofferenza psicologica o anche la sua mera messa in ridicolo.

Ma quali tra questi comportamenti rappresentano un reato penale suscettibile di denuncia?

Immaginiamo degli amici di classe che pubblicano in internet la foto di una compagna con il viso di una scimmia, in questo caso possono essere denunciati per diffamazione [3], reato che è integrato tutte le volte in cui, comunicando con due o più persone, si offende l’altrui reputazione e quindi l’onore e il decoro della vittima. Ma i reati che scaturiscono dal fenomeno del cyberbullismo sono diversi:

  • in alcuni casi (come sentiamo purtroppo dalla cronaca nera) potrebbero configurarsi i reati di istigazione al suicidio [4] oppure di atti persecutori [5], nella veste del cosiddetto stalking informatico;
  • in altri casi potrebbero, invece, realizzarsi i reati di minaccia [6] o di sostituzione di persona [7] e tanti altri ancora.

Dunque, la vittima dei comportamenti di cyberbullismo potrà recarsi presso la polizia o i carabinieri e raccontare i fatti; sarà cura delle autorità (o meglio del pubblico ministero che riceverà l’atto) individuare il reato che corrisponde alla condotta. E’ consigliabile che la vittima si avvalga dell’aiuto di un avvocato (per la redazione della denuncia e per l’inquadramento dei fatti nella fattispecie più consona) in modo che il legale provveda a depositare l’atto presso gli uffici della procura della repubblica. Il procedimento derivante dalla denuncia – querela si svolgerà davanti al tribunale per i minorenni (che, a differenza dei processi con imputati maggiorenni, non consente alle vittime di costituirsi parte civile e chiedere il risarcimento del danno): quindi, per ottenere il risarcimento, sarà necessario instaurare un autonomo processo civile.

 

Istanza al garante della privacy

La vittima del cyberbullismo può anche chiedere il blocco (o la rimozione e l’oscuramento) dei contenuti offensivi e denigratori. Queste richieste vanno inviate prima al titolare del trattamento, o al gestore del sito internet o dei social media sui quali sono pubblicate le foto (i video e le informazioni) ritenuti atti di cyberbullismo: nel caso in cui non vi sia alcun riscontro, si può ricorrere al garante per la protezione dei dati personali che dovrebbe provvedere entro 48 ore. Il minore che ha compiuto 14 anni può fare tutto da solo, senza l’aiuto dei genitori.

note

[1] L. n. 71 del 29.5.2017.

[2] Art. 8 L. n. 38/2009.

[3] Art. 595 cod. pen.

[4] Art. 580 cod. pen.

[5] Art. 612 bis cod. pen.

[6] Art. 612 cod. pen.

[7] Art. 494 cod. pen.


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