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News Legge 104, assegno di 1900 euro e nuovi benefici assistenza disabili

News Pubblicato il 14 settembre 2017

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In arrivo incentivi fiscali, previdenziali e contributi per chi assiste un familiare disabile o non autosufficiente.

Assegno di 1900 euro, contributi figurativi per le assenze dal lavoro, detrazione fiscale delle spese sostenute per l’assistenza: sono solo alcune delle misure che potrebbero essere attuate a breve a favore dei caregivers, cioè di coloro che assistono un familiare disabile o non autosufficiente, grazie a una sintesi di tre disegni di legge [1].

La nuova norma, che dovrebbe diventare una sorta di testo unico sull’assistenza,  è finalizzata a riordinare e ad aumentare gli incentivi previsti per chi assiste un familiare disabile ai sensi della Legge 104 o un familiare dagli 80 anni in su: agli attuali permessi retribuiti, congedo straordinario, Ape social e incentivi fiscali potrebbero dunque aggiungersi dei contributi economici, nuove detrazioni per le spese e ulteriori agevolazioni per la pensione.

Ma procediamo per ordine e vediamo tutte le novità allo studio.

Detrazione fino a 1900 euro per l’assistenza di ultraottantenni

In aggiunta alle attuali detrazioni fiscali previste per chi assiste un familiare non autosufficiente, è stata proposta una nuova detrazione fiscale (cioè una somma che diminuisce le imposte)per le spese di assistenza, pari al 19% sino a un tetto massimo di 10mila euro, quindi ad un massimo di 1.900 euro. In parole semplici, se per l’assistenza del familiare si spendono 10mila euro in un anno, 1.900 euro vengono scomputati dalle tasse.

La detrazione spetterà a chi assiste un familiare, entro il 3° grado, di almeno 80 anni, se senza reddito o con un indice Isee entro 25mila euro, purché convivente da almeno 6 mesi.

Ad oggi gli incentivi fiscali previsti per le spese di assistenza sono soltanto a favore di portatori di handicap o persone non autosufficienti: estendere le agevolazioni agli over 80 amplierà sicuramente la platea dei beneficiari, anche se il limite Isee di 25mila euro dovrebbe evitare il ricorso all’agevolazione da parte di un numero insostenibile di contribuenti.

Assegno di 1900 euro per chi assiste un familiare over 80

Per chi assiste un familiare entro il 3° grado di almeno 80 anni, convivente da almeno 6 mesi, spetta invece un assegno, a titolo di rimborso spese, pari a 1900 euro all’anno, nel caso in cui sia privo di reddito o incapiente ai fini fiscali. In pratica, se chi assiste l’ultraottantenne non ha reddito, o non può fruire della detrazione perché questa supera le imposte dovute, l’Inps è tenuto a corrispondere una somma a titolo di rimborso spese sino a 1.900 euro annui.

Diritto alla trasformazione del tempo pieno in part time

Un’altra importante previsione del nuovo disegno di legge, a favore di chi assiste un ultraottantenne, è la possibilità di chiedere al datore di lavoro la trasformazione del rapporto full time in contratto a tempo parziale. L’orario part time non può superare il 50% dell’orario ordinario (ad esempio, se l’orario ordinario è pari a 40 ore, non si possono superare le 20 ore), e il periodo a tempo parziale non può superare i 2 anni.

Contributi figurativi per chi assiste un portatore di handicap grave

Per chi assiste un familiare invalido al 100% portatore di handicap grave ai sensi della Legge 104, sono proposti dei nuovi benefici previdenziali, oltre a quelli in vigore.

In particolare, per i periodi di assistenza e cura a favore del familiare disabile convivente, è stato previsto il riconoscimento di contributi previdenziali figurativi equiparati a quelli da lavoro domestico.

Tali contributi saranno a carico dello Stato, potranno essere accreditati a partire dal momento del riconoscimento di handicap grave del familiare assistito e si sommeranno a quelli eventualmente già versati per attività lavorative, per consentire l’accesso all’Ape social in qualità di caregiver.

Riconoscimento della qualifica di caregiver

I disegni di legge prevedono anche il riconoscimento “ufficiale” della qualifica di caregiver. I requisiti per avere tale qualifica, però, sono più specifici rispetto a quelli richiesti per ottenere l’Ape sociale (il pensionamento anticipato a 63 anni a carico dello Stato).

Uno dei tre disegni di legge che dovrebbero confluire nel testo unico (il ddl Bignami), difatti,  introduce il riconoscimento della qualifica di caregiver a coloro che, in ambito domestico e gratuitamente, si prendono cura di un familiare invalido al 100% e in possesso di handicap grave,  che necessita di assistenza continua per almeno 54 ore settimanali, se si tratta di:

  • un parente o un affine entro il secondo grado che risulti convivente;
  • un minore dato in affidamento.

La qualifica di caregiver, secondo il ddl, può essere riconosciuta limitatamente ad un familiare per ogni assistito e preclude agli altri familiari lavoratori, fatta eccezione per i genitori, di godere delle agevolazioni della Legge 104, in relazione allo stesso soggetto assistito.

Telelavoro per chi assiste un familiare disabile

Secondo il ddl Bignami, chi ha la qualifica di caregiver ha diritto ad entrare nelle categorie protette ai sensi della Legge 68 [2], ai fini del riconoscimento del diritto al lavoro. Tale diritto deve essere garantito, su richiesta del lavoratore caregiver, anche utilizzando la modalità del telelavoro, con l’obbligo per l’azienda di consentire il passaggio a mansioni che si prestino a tale modalità.

note

[1] S. 2048 Pagano, S. 2128 Bignami e S. 2266.

[2] L.68/1999.


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13 Commenti

  1. La legge 104 è una legge data 90 volte su cento a gente che la usa per farsi i cazzi propri e che spessissimo non ne ha diritto. Certi benefici guadagnati con la 104 sono assurdi, come le agevolazioni sul posto di lavoro, trasferimenti, avvicinarti e, financo, avanzamenti di carriera. Vergogna.

    1. Come al solito, in Italia, si fa di tutta l’erba un fascio. A causa di 4 dementi, riportati dalla cronaca, che usano questi permessi ingiustamente, vengono trascinati nel circo mediatico anche chi deve gestire situazioni di disabilità grave, abbandonato da tutti e tutto. E’ una legge civile è giusta. Non mi risulta che sia contemplato anche l’avanzamento di carriera nella legge. Per quanto mi riguarda, la mia azienda invece di aiutarmi, mi ha stroncato ogni possibilità di avanzamento e mi ha pure messo in un angolo, solo perchè sono costretto ad utilizzare questi permessi. Questa è la vergogna vera.

    2. Spero capiti anche a te di avere una persona cara tipo moglie o mamma così capirai cosa vuol dire prima di dire cazzate

    3. hai ragione, fai mettere tua moglie in fondo al garage e con la retromarcia gli rompi le gambe.
      bene adesso con una moglie su una sedia a rotelle, divertiti con tre giorni di assenza dal lavoro..
      ciao e buon divertimento

  2. Mio fratello invalido 80 % ha la 104 1comm 3 ha diritto a qualche giorno per le prestazione sanitarie ogni volta che deve fare analisi visite deve prendersi ore di permessi grazie

  3. SONO UN ARTIGIANO ASSISTO MIA FIGLIA NOTTE E GIORNO UN CASO ALLETTATO,VORREI SAPERE SE POSSO USUFRUIRE QUALCHE DIRITTO.

  4. Sono invalido al100% e percepisco la pensione d’ invalidità pari a 290 € mensili senza tredicesima con questo importo dovrei vivere pagare affitto bollette e spesa per nutrirmi fino ad arrivare all’età di pensione di vecchiaia ho 52 anni ho una malattia degenerativa del sistema nervoso centrale cioè la SM .
    E una vergogna ma siamo in Italia e con cio ho detto tutto a chi troppo e a chi niente grazie ma vorrei una consulenza da un ‘esperto grazie Luca !

  5. Sono un malato degenerativo che lavora e pertanto non percepisce i 290 € mensili (del resto come vivrei con moglie e 3 figli?). I permessi 104 mi servono per visite di controllo atte a monitorare la malattia. Non è forse scandaloso bollare come terminale un malato e costringerlo a lavorare per mantenersi mentre gli hotel offrono relax e benefit gratuiti a clandestini? Chi approfitta della 104 va denunziato, ma la legge è intoccabile! Ed è l’unica legge davvero civile in questo Paese davvero particolare dove 290 € (poco più di 9€ al giorno) dovrebbero ristorare una famiglia…..mentre per un solo individuo (non avente diritto fino a prova contraria) vengono stanziati oltre 35€ al giorno!!! Pertanto, prima di criticare la 104 bisognerebbe informarsi e se si scopre un abuso vanno informati gli organi competenti affinché intervengano per porre fine all’abuso! Diversamente meglio tacere per non sconfinare nel ridicolo!

  6. Queste persone che criticano la legge 104 del 5/2 /1992 sono fortunati a non avere un familiare disabile,spero per loro che non abbiano mai una persona cara da assistere perché in questo caso povero il disabile, o povero lui che non avrà la capacità di assistere neanche se stesso. POVERO IGNORANTE

  7. c,e qualcuno che vuole i benefici dei 3 giorni 104 per assistere mia madre ? Li cedo volentieri, (logicamente assistenza compresa).

  8. Io sono invalida all’80% e prossima ad ottenere, almeno credo, il 100% in quanto è insorto un serio problema oncologico che porterà ad un trapianto, insomma ancora lavoro tra un ricovero e l’altro, della 104 ne usufruiscono io ad ore, ma avendo superato negli ultimi 3 anni i 9 mesi di malattia sono soggetta a riduzione dello stipendio mentre chi assiste,anche per finta, ha diritto a 2 anni di assenza ( art. 42) retribuiti per intero. Vi pare giusto??

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