HOME Articoli

Lo sai che? Come ricevere soldi dai familiari e non avere problemi con il fisco

Lo sai che? Pubblicato il 14 settembre 2017

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 14 settembre 2017

Solo gli aiuti economici fatti dai conviventi possono consentire di giustificare spese più elevate dei redditi dichiarati al fisco.

Se compri un bene che non puoi permetterti il fisco ti chiede come hai fatto a pagarlo e come riesci a mantenerlo. Puoi sempre dire che i soldi te li hanno dati tuo padre o tua madre, ma a una sola condizione: che convivano con te. Per tutti i soggetti infatti estranei al nucleo familiare è necessario invece dimostrare la donazione di denaro tramite bonifico. È questo, in buona sintesi, il succo di una interessantissima sentenza pubblicata oggi dalla Cassazione [1] che offre anche modo di stabilire come difendersi dal redditometro. Non tutti i sostegni in denaro ottenuti dai parenti, infatti, aiutano a salvarsi dall’Agenzia delle Entrate, ma solo gli aiuti economici dei familiari conviventi. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di capire il significato di questo principio.

Abbiamo più volte parlato del redditometro: un sistema che controlla le spese sostenute dal contribuente e le confronta con il reddito da questi dichiarato. Se le prime superano del 20% il secondo, il fisco è autorizzato a chiedere chiarimenti: «Da dove hai preso questi soldi?» e il contribuente deve rispondere «Sono regali» oppure «Sono soldi in contanti che però sono già stati tassati alla fonte: mi sono stati cioè dati al netto delle tasse» (ad esempio una vincita al Superenalotto). Se il contribuente non riesce a documentare (carte alla mano) una di queste condizioni, l’accertamento fiscale è pressoché scontato. Ma la giurisprudenza ha anche avvertito gli agenti della Finanza: «Prima di fare un accertamento, controllate anche il reddito dei familiari conviventi; questo perché è normale che, nel normale spirito solidaristico di una famiglia, ci si aiuti a vicenda. Quindi è ben possibile che, ad esempio, il figlio paghi il bollo dell’auto o la benzina con i soldi che gli dà il papà». In altre parole, nel valutare la compatibilità del tenore di vita di un contribuente con la sua dichiarazione dei redditi bisogna anche considerare i redditi del nucleo familiare nel suo complesso perché è facile farsi regali in casa con soldi contanti, non tracciabili e quindi non dimostrabili. Il contribuente – in definitiva – non deve essere messo nella condizione di far firmare un foglietto al papà anche se gli vuole dare i soldi per la benzina del sabato sera.

Ma questo vale solo per i regali «in casa», per quelli cioè provenienti dal nucleo familiare composto da coniuge, genitori e figli conviventi. In tutti gli altri casi, i sostegni economici devono essere dimostrabili. Come? Con un bonifico o altri strumenti tracciabili.

Risultato: chi compra un’auto con i soldi del nonno che, altrimenti, non potrebbe permettersi, se l’Agenzia delle Entrate gli chiede come ha fatto ad acquistarla, egli deve dare una prova documentale. E se non c’è stato un bonifico a tracciare il passaggio di denaro, per il giovane le cose si mettono molto male.

Leggi Quali spese fanno arrivare un controllo fiscale.

Vuoi dire al fisco che hai comprato un’auto anche con un “aiutino” derivante dai soldi che ti ha dato tuo padre o tua madre? Puoi certo farlo, e così salvarti dall’accertamento fiscale qualora la tua dichiarazione dei redditi sia troppo “bassa” rispetto all’acquisto e al possesso del bene. Ma non puoi dire che ti sei servito dei soldi di tuo nonno o di una tua vecchia zia se non hai un loro assegno o un bonifico bancario.

La Cassazione, contrariamente a quanto espresso in altre occasioni, ha sancito che la convivenza con un parente e le sue elargizioni in denaro non sono circostanze sufficienti a far cadere l’atto impositivo. Per la Suprema Corte, infatti, solo il denaro del nucleo familiare è rilevante ai fini dell’accertamento. E il nucleo familiare dice a chiare lettere Piazza Cavour «è costituito dai coniugi conviventi e dai figli, soprattutto minori, atteso che la presunzione del loro concorso alla produzione del reddito trova fondamento, ai fini dell’accertamento suddetto, nel vincolo che li lega, e non già nel mero fatto della convivenza, così escludendosi la desumibilità da quest’ultima del possesso di redditi prodotti da un parente diverso o da un affine, in quanto tale estraneo al nucleo familiare».

note

[1] Cass. sent. n. 21334/2017.

Autore immagine: 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI