Diritto e Fisco | Articoli

Cosa va dichiarato in successione

7 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 ottobre 2017



Nella denuncia di successione vanno dichiarati una serie di beni di cui il defunto era titolare, con le dovute eccezioni.

Alla morte di una persona i suoi eredi devono predisporre la dichiarazione (o denuncia) di successione. Il documento va presentato telematicamente (o di persona, o a mezzo raccomandata a/r) all’Agenzia delle Entrate entro dodici mesi dall’apertura della successione (che coincide con il momento del decesso). Con la dichiarazione di successione l’Agenzia delle Entrate competente determina l’imposta di successione che gli eredi devono pagare. In questo articolo capiremo, quindi, cosa va dichiarato in successione

Chi presenta la dichiarazione di successione?

Sono soggetti obbligati a presentare la dichiarazione di successione:

  • gli eredi, ossia coloro che hanno già accettato l’eredità loro devoluta per legge o per testamento;
  • i chiamati all’eredità, che sono i successori identificati per testamento o per legge (in base alle norme del Codice Civile) che non hanno ancora accettato l’eredità;
  •  i legatari, ovverosia coloro ai quali, con testamento, è stato attributo dal defunto un singolo bene, e che per legge non partecipano al resto dell’eredità, né rispondono dei debiti ereditari;
  • i rappresentanti legali degli eredi o dei legatari (i genitori per il minore, il tutore per l’interdetto o per il minore sotto tutela);
  • gli immessi nel possesso dei beni, in caso di assenza del defunto o di dichiarazione di morte presunta (che sono fenomeni assimilabili, a fini successori, alla morte della persona);
  • i curatori delle eredità giacenti, che sono soggetti nominati dal tribunale anche d’ufficio per amministrare un’eredità in ordine alla quale sono stati individuati i chiamati, ma che non è stata ancora accettata;
  • gli esecutori testamentari, che sono soggetti nominati dal defunto nel suo testamento, incaricati di curare la corretta esecuzione dello stesso;
  • trustee (il trust è un istituto di derivazione anglosassone, di fatto poco diffuso in Italia perché potrebbe celare intenti fraudolenti; il trustee, in particolare, è un soggetto temporaneamente immesso nella proprietà dei beni di un soggetto, con lo scopo di amministrarli per conto di un terzo beneficiario).

Si rammenta, in ogni caso, che se più persone sono obbligate a presentare la denuncia è sufficiente presentarne una sola.

La denuncia di successione si compila mediante un modello prestampato scaricabile dal sito dell’Agenzia delle Entrate

Dove si presenta la dichiarazione di successione

La dichiarazione di successione si presenta (di persona, telematicamente o tramite raccomandata a/r) all’Agenzia delle Entrate provinciale cui fa riferimento l’ultima residenza del defunto. Se il defunto non aveva la residenza in Italia la denuncia deve essere presentata all’ufficio dell’Agenzia nella cui circoscrizione era stata fissata l’ultima residenza italiana. Se non si è a conoscenza neppure di quest’ultima, la dichiarazione va presentata alla Direzione Provinciale II di Roma (e la si può inviare anche con raccomandata).

Come si compila

La dichiarazione di successione si compone di quattro parti:

  1. il quadro A, dove si indicano le generalità degli eredi;
  2. il quadro B,dove si indica l’attivo ereditario;
  3. il quadro C, in cui si indicano le eventuali donazioni avvenute a favore degli eredi prima del decesso;
  4. il quadro D, riservato al passivo ereditario.

Cosa va dichiarato in successione?

Ai fini della determinazione della base imponibile dell’imposta di successione, gli eredi devono indicare nella denuncia la presenza nel compendio ereditario dei seguenti beni:

  • beni immobili come case e terreni, il cui valore da indicare è quello venale al momento dell’apertura della successione. Una volta registrata la denuncia sarà possibile procedere alla voltura delle intestazioni catastali;
  • beni mobili di valore (come i gioielli);
  • Crediti;
  • Conti correnti e cassette di sicurezza, che richiedono una serie di operazioni preliminari. La prima è quella di richiedere alla Banca l’estratto conto aggiornato alla data del decesso, nel quale, ai fini della dichiarazione di successione, verranno indicati anche i movimenti degli ultimi tre giorni di vita del defunto. La seconda operazione (alla quale si consiglia sempre vivamente di procedere) è quella di provvedere all’apertura della cassetta di sicurezza con un funzionario dell’Agenzia delle Entrate o un notaio, incaricati di redigere l’inventario del contenuto e di indicarlo nella dichiarazione di successione. Qualora non si proceda in tal senso, sarà poi necessario presentare un’ulteriore dichiarazione di successione, integrativa della precedente.
  • Azioni di società per azioni;
  • Le donazioni disposte in vita dal defunto;
  • I debiti.

Cosa, invece, non va dichiarato in successione?

Gli unici beni esclusi dalla denuncia sono i titoli di Stato e gli autoveicoli iscritti al Pubblico Registro Automobilistico (PRA): per questi ultimi si effettuerà solamente una voltura dell’intestazione, con presentazione, nei relativi uffici, di copia conforme dell’accettazione di eredità.

Quando la dichiarazione di successione non è obbligatoria

Non è obbligatorio presentare la dichiarazione di successione quando concorrono tre condizioni:

  1. l’attivo ereditario non comprende beni immobili;
  2. l’attivo ereditario non è superiore a centomila euro
  3. gli eredi sono il coniuge, i figli, i genitori e gli altri parenti in linea retta

Non è tenuto a presentare la dichiarazione di successione neppure chi ha rinunciato all’eredità (tuttavia, copia autentica della dichiarazione di rinuncia deve essere comunque trasmessa all’Agenzia delle Entrate competente mediante lettera raccomandata).

Cosa comporta la presentazione della dichiarazione di successione

La presentazione della denuncia di successione, essendo un adempimento di natura fiscale, non comporta accettazione tacita dell’eredità. La finalità di questa dichiarazione è infatti quella di comunicare all’Agenzia delle Entrate che gli eredi sono subentrati nel patrimonio del defunto, e che di conseguenza bisogna determinare le imposte dovute con questo passaggio, prima tra tutte l’imposta di successione. Chi presenta la dichiarazione deve comunque, prima di tutto, autoliquidare (eventualmente per il tramite del proprio commercialista o di altro professionista) e versare con il modello F23, in caso di immobili, le imposte ipocatastali, quella di bollo e le tasse ipotecarie.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI