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Classe di merito auto: in caso di incidente come funziona?

20 settembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 settembre 2017



La classe di merito è legata al sistema bonus/malus: in caso di sinistro, al responsabile verrà assegnata una classe più onerosa.

 Il contratto di assicurazione serve a trasferire il verificarsi di un determinato rischio dal singolo individuo all’impresa di assicurazione, dietro il pagamento di un corrispettivo. Nell’assicurazione della responsabilità civile l’assicuratore si obbliga, nei limiti di una somma determinata (cosiddetto massimale), a tenere indenne l’assicurato di quanto questi deve pagare a terzi a titolo di risarcimento danni. È noto a tutti gli automobilisti italiani l’obbligo di assicurare il proprio veicolo che circoli su strade di uso pubblico o su aree a queste equiparate: si tratta della cosiddetta R.c. Auto, cioè dell’assicurazione della responsabilità civile per la circolazione dei veicoli. Tale copertura assicurativa è un obbligo: chiunque trasgredisca è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 849 a euro 3.396, oltre al sequestro del veicolo. L’automobilista assicurato responsabile di un sinistro, quindi, non dovrà pagare il risarcimento del danno, poiché provvederà l’impresa di assicurazione. Vediamo ora in caso di incidente come funziona la classe di merito auto.

L’assicurazione obbligatoria della responsabilità civile

Come anticipato, una legge del 1969 [1] ha imposto a tutti i guidatori di assicurarsi per i danni derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore senza guida di rotaie e dei natanti. Cosa significa? Trattasi di una particolare specie di assicurazione contro i danni, definita assicurazione della responsabilità civile [2]. La sua funzione non è quella di risarcire il danno patito dall’assicurato, bensì quello di pagare in sostituzione del danneggiante (nei limiti di un massimale). La prospettiva, quindi, cambia: la normale assicurazione contro i danni tutela l’assicurato-vittima del sinistro; l’assicurazione della responsabilità civile, al contrario, tutela l’assicurato-autore del sinistro. È proprio quello che accade nell’assicurazione obbligatoria della responsabilità civile per la circolazione dei veicoli (cosiddetta R.C. Auto): il danneggiante non paga direttamente il danneggiato, sostituito in ciò dalla propria assicurazione (in determinati casi, il danneggiato potrà avvalersi dell’indennizzo diretto, ottenendo il risarcimento direttamente dalla propria assicurazione la quale, poi, si rivarrà su quella del danneggiante [3]). È chiaro che l’assicurazione ha un costo: l’autore del sinistro vedrà senza dubbio aumentato il premio assicurativo da versare annualmente.

Il sistema di classi di merito

La maggior parte delle assicurazioni propone agli automobilisti il cosiddetto sistema di classi di merito: significa che ad ogni assicurato viene attribuita una “posizione” a seconda del suo comportamento. Attraverso il meccanismo dei bonus/malus, ogni anno l’assicurato può scalare posizioni, raggiungendo una classe di merito superiore. Le classi sono diciotto: all’ultima (la diciottesima, appunto) corrisponde il premio assicurativo più alto, mentre alla prima quello più basso. Ogni anno privo di sinistri comporta la “promozione” alla classe superiore; in caso contrario, il declassamento verso il basso (normalmente di due classi). La formula bonus/malus basata sulle classi di merito è chiaramente incentivante: gli automobilisti virtuosi vengono ricompensati con l’assegnazione di una classe migliore, alla quale corrisponde un trattamento assicurativo più favorevole (premio più basso); al contrario, chi è responsabile di sinistri vedrà la propria posizione aggravarsi. La classe di partenza per i neo assicurati è la quattordicesima. Con la riforma apportata dalla legge Bersani [4], però, il nuovo assicurato può partire da una classe di merito superiore (cioè più vantaggiosa), corrispondente alla classe di un mezzo già in suo possesso o a quella di un componente del nucleo familiare convivente. Così, ad esempio, il neopatentato che voglia intestarsi l’assicurazione e che sia ancora nello stato di famiglia dei genitori, potrà stipulare una polizza che lo inserisca direttamente nella classe di merito equivalente a quella di uno dei genitori.

La classe di conversione universale

Il sistema bonus/malus consente di pagare in relazione alla classe di appartenenza. Il problema è che non tutte le assicurazioni fanno pagare gli stessi premi: ognuna di esse, infatti, è libera di adottare un proprio meccanismo di calcolo bonus/malus e di attribuzione della classe di merito contrattuale. Incomprensioni potrebbero sorgere quando si decide di passare da una compagnia all’altra: in questo caso, potrebbero esserci discrepanze tra la classe di merito di provenienza e quella di assegnazione della nuova polizza. Per evitare ciò, l’Ivass (l’autorità amministrativa indipendente che esercita la vigilanza sul mercato assicurativo italiano) ha predisposto la classe di conversione universale (CU), uno strumento volto a rendere comparabili le classi di merito (cosiddette “interne” o contrattuali) delle singole assicurazioni. Ogni compagnia, infatti, deve indicare, a fianco della classe di merito assegnata al contraente, la classe universale (CU), cioè quella a cui corrisponde secondo le tabelle dell’Ivass. Così facendo, l’assicurato potrà facilmente comprendere quale classe gli verrà assegnata se decidesse di cambiare compagnia.

La valutazione delle classi di merito

Abbiamo detto che a classe più alta corrisponde premio maggiore; ogni anno trascorso senza provocare sinistri (cioè, senza esserne responsabili) comporta l’aumento di una classe (da dieci a nove, da nove ad otto, ecc.); viceversa, se si è responsabili di un incidente, la perdita è duplice (dalla decima alla dodicesima, e così via). In realtà, il periodo di osservazione dell’assicurazione non corrisponde ai dodici mesi di validità della polizza: esso termina due mesi prima. Di conseguenza, un sinistro causato negli ultimi due mesi di copertura verrà preso in considerazione per l’anno successivo. Non sempre la responsabilità è esclusiva di un guidatore; anzi, i tribunali sono soliti valutare in percentuali spesso astruse le colpe dei soggetti coinvolti nel sinistro. Per le assicurazioni, il cliente è responsabile, e quindi gli si potrà aumentare la classe di merito, solamente quando gli è imputabile almeno il 51% di responsabilità. Ciò ha delle ripercussioni pratiche di non poco rilievo: se, infatti, l’assicurato viene coinvolto, nello stesso anno, in due sinistri, ma in entrambi la sua responsabilità viene determinata in maniera minima, egli non subirà un innalzamento del premio. Tutto dipende dalla percentuale sopra indicata: se ad esempio i due sinistri gli sono attribuiti rispettivamente al 20 e al 25%, la somma delle responsabilità non supererà la soglia del 51% e, pertanto, andrà esente da rincari assicurativi.

Il bonus protetto

Un modo per evitare il declassamento è quello di pattuire con la propria compagnia assicurativa la conservazione della classe di merito interna al verificarsi del primo sinistro con colpa. La clausola, definita bonus protetto, mette così al riparo l’assicurato dalla possibilità di immediati rincari. A fronte di quest’agevolazione, chiaramente, corrisponderà un premio iniziale più alto.

note

[1]  L. n. 990/1969 del 24.12.1969 (ora art. 122 del d. lgs n. 209/2005 del 07.09.2005, Codice delle assicurazioni private).

[2] Art. 1917 cod. civ.

[3] Art. 149 D. lgs. 209/2005 (Codice delle assicurazioni private).

[4]Legge n. 248/2006 del 04.08.2006.

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