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Dove va dichiarato il domicilio?

7 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 ottobre 2017



Il domicilio va dichiarato nel luogo ove la persona ha la sede principale dei suoi affari ed interessi; ecco come.

Termini come domicilio, residenza o dimora tendono spesso ad essere confusi nella vita di tutti i giorni. Fare chiarezza sul punto è estremamente importante perché spesso le conseguenze che la legge ricollega ai tre concetti sono molto diverse. Un esempio tra tutti: la «successione ereditaria» si apre nel luogo dell’ultimo domicilio del defunto [1],  mentre la dichiarazione di successione si presenta all’Agenzia delle Entrate provinciale del suo ultimo luogo di residenza.

Facendo le opportune distinzioni e chiarendo i vari concetti, vediamo dunque dove va dichiarato il domicilio.

La differenza tra domicilio, residenza e dimora

Il domicilio [2] di una persona è nel luogo in cui essa ha stabilito la sede principale dei suoi affari ed interessi. Per gli effetti che la legge connette alla individuazione della persona sul territorio  ogni individuo ha un unico domicilio generale (che può essere quello del luogo in cui vive con la sua famiglia, in cui abita per motivi di lavoro, e così via).

La residenza, invece, è nel luogo in cui la persona ha la dimora abituale [3], e corrisponde a una situazione di fatto. Per fissare la propria residenza in un determinato comune è necessario recarsi presso gli uffici comunali competenti (solitamente l’ufficio anagrafe), e compilare una dichiarazione in tal senso. Il compito di verificare se la persona è effettivamente residente in quel luogo sarà poi rimesso agli addetti a questo tipo di controlli (come ad esempio la  polizia municipale).

Residenza e domicilio possono anche non coincidere

La dimora, infine, è il luogo in cui una persona abita e svolge in maniera continuativa la propria vita personale.  Non si considera  dimora il luogo in un cui una persona si ferma solo per un breve periodo di tempo (si pensi ad  una camera d’albergo). Al contrario, può essere dimora il luogo in cui una persona soggiorna in maniera continuativa, eventualmente in base ad un titolo di una certa durata (come un contratto di locazione).

Quanti tipi di domicilio esistono

Una volta chiarito in cosa consiste il domicilio, bisogna puntualizzare che ne esistono diversi tipi:

  • Il domicilio volontario, che risulta dalla volontà dell’individuo che vive stabilmente in determinato luogo e che ha qui trasferito la sede principale dei suoi affari ed interessi.
  • Il domicilio legale, che è quello espressamente stabilito dalla legge per talune persone: il minore, ad esempio,  ha il suo domicilio presso la residenza della famiglia o del tutore; l’interdetto, invece, nel luogo di domicilio del tutore [4];
  • Il domicilio generale: è il luogo in cui il soggetto stabilisce in modo generale la sede principale e esclusiva dei propri interessi e affari. In ragione della sua generalità e delle esigenze della legge è unico;
  • Il domicilio speciale, su cui è bene soffermarci. Infatti, si tratta del  il luogo in cui il soggetto stabilisce la sede di determinati affari o atti, per un suo interesse o perché la legge lo richiede. Nel caso di domicilio speciale si dice che il soggetto “elegge domicilio”, e si parla allora di domicilio elettivo (si pensi al cliente che, al fine di ricevere tutte le comunicazioni relative ad un processo che lo riguarda, elegge domicilio presso lo studio dell’avvocato a cui ha rilasciato procura). Un soggetto può avere più domicili speciali in considerazione dei propri affari. In ogni caso, ogni elezione di domicilio deve farsi espressamente per iscritto [5]. Solitamente, l’elezione ha validità fino alla conclusione dell’affare, o comunque fino a nuova comunicazione nei casi di rapporti a tempo indeterminato (si pensi al proprietario di un appartamento in condominio), con l’obbligo di comunicazione della sua variazione.

Come va dichiarato il domicilio?

In generale, (eccezion fatta per il domicilio speciale, che abbiamo appena visto) la scelta del domicilio non segue nessuna formalità (non esiste un “certificato di domicilio”).
Tuttavia, cittadini italiani e comunitari possono attestare il proprio domicilio attraverso una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà : possono dichiarare, cioè, in un atto, sotto la propria personale responsabilità e consapevoli delle sanzioni penali previste per il reato di falso, di essere domiciliati in un certo luogo.

note

[1] Art. 456 cod. civ.

[2] Art. 43, co. 1, cod. civ.

[3] Art. 43, co. 2, cod. civ.

[4] Art. 45 cod. civ.

[5] Art. 47 cod. civ.

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