Legge 104: novità su benefici e assistenza anziani

16 settembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 settembre 2017



Nuovo testo unico che riconosce agevolazioni e contributi per l’assistenza degli anziani e dei disabili.

Incentivi e agevolazioni non solo per chi assiste disabili, ma anche per chi presta assistenza a un familiare dagli 80 anni in su; inoltre, per la cura e l’assistenza dei familiari, assieme ai vecchi benefici, saranno riconosciute nuove detrazioni, un contributo sino a 1900 euro l’anno, contributi previdenziali figurativi per la pensione e la possibilità di chiedere part time e telelavoro da casa.

Sono queste le principali novità che dovrebbero essere contenute nel testo unico sul caregiver familiare, finalizzato a sostenere le attività di chi si prende cura di un familiare non autosufficiente (i cosiddetti caregivers). Il testo unico, in particolare, è una “fusione” di tre disegni di legge in materia di assistenza [1], che, secondo quanto espresso dal sottosegretario al welfare Biondelli, dovrebbe essere approvato entro la fine della legislatura.

Vediamo ora, nel dettaglio, quali sono le agevolazioni e i benefici previsti dai disegni di legge.

Detrazione di 1900 euro per chi assiste un familiare ottantenne

La persona che assiste un familiare convivente entro il terzo grado, di età  uguale o superiore agli 80 anni, se senza reddito o con un Isee entro 25mila euro annui, avrà diritto ad una detrazione Irpef (cioè a una somma che diminuisce l’imposta sul reddito delle persone fisiche) pari al 19% delle spese sostenute per l’assistenza, fino a un tetto massimo di 10mila euro annui. La detrazione, che potrà dunque ammontare a un massimo di 1900 euro,  si aggiungerà alle altre agevolazioni ed ai benefici fiscali per l’assistenza di disabili e non autosufficienti già esistenti.

Per ottenere la detrazione il contribuente dovrà conservare ed esibire, a richiesta, una certificazione dello stato di famiglia dalla quale risultino i nominativi del contribuente medesimo e della persona assistita, oltre alla copia della certificazione Isee.

Contributo di 1900 euro per chi assiste un familiare ottantenne

Se la persona che assiste il familiare di età uguale o superiore agli 80 anni non ha reddito, oppure è parzialmente o totalmente incapiente (l’imposta, cioè, supera il valore della detrazione), questi avrà diritto a ricevere dall’Inps una somma a titolo di rimborso spese pari a un massimo di 1.900 euro annui.

Part time per chi assiste un familiare ottantenne

Se la persona che assiste il familiare ottantenne è un lavoratore dipendente,  potrà richiedere al datore di lavoro la trasformazione reversibile del rapporto di lavoro full time in contratto a tempo parziale in misura non superiore al 50%, per un periodo massimo di 2 anni.

Riconoscimento della qualifica di caregiver familiare

Sono ben due i disegni di legge che si occupano di definire la qualifica di caregiver, cioè di colui che si occupa dell’assistenza di un familiare bisognoso di cure.

Il ddl Bignami riconosce tale qualifica, nel dettaglio, a chi si prende cura volontariamente e gratuitamente di un familiare o di un affine entro il 2° grado o di un minore affidato, purché:

  • risulti convivente;
  • a causa di malattia, infermità o disabilità, sia riconosciuto invalido civile al 100%;
  • necessiti di assistenza globale e continua ai sensi della Legge 104 per almeno 54 ore

Il secondo ddl, invece, riconosce la qualifica di caregiver familiare alla persona che volontariamente, in modo gratuito e responsabile, si prende cura di una persona non autosufficiente o comunque in condizioni di necessario ausilio di lunga durata, non in grado di prendersi cura di sé.

Contributi figurativi per i caregivers

Secondo il ddl Bignami, il caregiver familiare ha diritto al riconoscimento dei contributi previdenziali figurativi a carico dello Stato, equiparati a quelli da lavoro domestico, per il periodo di lavoro di assistenza e cura effettivamente svolto in costanza di convivenza col disabile, a decorrere dal momento del riconoscimento di handicap grave del familiare assistito. Questi contributi si sommano a quelli eventualmente già versati per attività lavorative, per consentire l’accesso all’Ape social al maturare dei 30 anni di contributi totali.

Tutela per malattie e assicurazione del caragiver

Chi assiste un familiare disabile, sempre secondo il ddl Bignami, ha diritto anche al riconoscimento delle tutele previste per le malattie professionali e per le tecnopatie riconosciute dall’Inail.

Inoltre, il caregiver ha diritto alla copertura assicurativa a carico dello Stato, con rimborso delle spese sostenute, nei periodi in cui è impossibilitato all’assistenza del familiare a causa di malattia e infortunio.

Telelavoro per i caregiver

Il ddl citato sottolinea, poi, che chi si occupa dell’assistenza del familiare disabile ha diritto a rientrare nelle categorie protette [2], ai fini del riconoscimento del diritto al lavoro. Il diritto al lavoro deve essere garantito, su richiesta del lavoratore caregiver, anche utilizzando la modalità del telelavoro; se le mansioni non lo consentono, il datore di lavoro ha l’obbligo di assegnare al dipendente delle mansioni compatibili col lavoro a distanza.

Permessi Legge 104 per i caregiver familiari e i co.co.co.

Per conciliare l’attività lavorativa con quella di cura e di assistenza, i permessi retribuiti Legge  104 saranno estesi anche ai caregiver familiari, compresi coloro che sono assunti con contratto di lavoro parasubordinato (cococo).

Ferie solidali per i caregiver

Inoltre, per tutelare la conciliazione tra lavoro e assistenza, sarà istituito nelle aziende un fondo ferie solidale, per dare la possibilità di cedere ferie e permessi in eccedenza ai minimi previsti per legge ai caregiver.

Detrazione fiscale per i caregiver

Infine, i disegni di legge, oltre alla detrazione per chi assiste un familiare ottantenne, hanno previsto una nuova detrazione fiscale, convertibile in credito d’imposta, anche per i caregiver: il beneficio ammonterà al 50% delle spese sostenute per la cura del proprio assistito, fino ad un importo massimo di 1.000 euro annui.

note

[1] S. 2048 Pagano, S. 2128 Bignami e S. 2266.

[2] L.68/1999.

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12 Commenti

    1. mio marito allettato invalido al 100% Alzheimer fase terminale ho la 104 prende l’indennità di accompagno ma non ha 80 anni…..ha 65 anni questa legge è valida anche per lui? e se valida anche per lui che ha 65 anni a chi mi devo rivolgere per aiutarmi ad ottenere questo diritto? grazie maria rita

      1. IO HO 3O ANNI, ED ASSISTO COSTANTEMENTE, DA CIRCA 2 ANNI, MIA MADRE, MALATA DI ALZHAIMER, DI ANNI 65. GRADIREI SAPERE, DI QUALI AGEVOLAZIONI O CONTRIBUTI HO DIRITTO, A NORMA DELLE LEGGI VIGENTI. RINGRAZIO ANTICIPATAMENTE, CHI MI DARÀ NOTIZIE E CHIARIMENTI.

  1. ATTENZIONE bisogna spiegare che nella realtà di oggi diverse istituzioni si riservano di oltre 6 mesi per accogliere la domanda cosa che il disabile sarà pure morto…questo da discutere e affrontare

    1. Non ho ricevuto risposta a ciò che ho chiesto cioè : se il malato non ha 80 anni il marito che assiste ha diritto alla pensione anticipata e un sussidio?

  2. Lavoro come badante/colf in una famiglia con signora disabile.però ho mia mamma invalida alla quale è stata riconosciuta la legge 104.perché io non posso usufruire dei 3 giorni mensili per accudirla ,come dice la legge 104 ?

    1. Assisto mio marito di 84 anni con legge 104 da oltre 20. Chiedo se ho diritto , non avendo nessun reddito, alla detrazione di € 1.900 sulla dichiarazione Irpef.

  3. Salve io che assisto la mamma ed ho un lavoro a parti me premetto la mamma invalida 81 enne cosa devo fare ?

  4. SALVE, SONO UN DIPENDENTE PUBBLICO E LAVORO IN UN ALTRO COMUNE, RISPETTO AL MIO COMUNE DI RESIDENZA, HO OTTENUTO PER MIO PADRE LA 104 SIA PER AGEVOLAZIONI FISCALI E SU ALCUNE PATOLOGIE DI MEDICINE E SIA L’ACCOMPAGNAMENTO, MA SENZA USUFRUIRE I 3 GIORNI DI PERMESSO E NE I SOLDI PER L’ACCOMPAGNAMENTO. HO PRESENTATO RICORSO TRAMITE SINDACATO PER RIVEDERE I DUE ARTICOLI SUDDETTI, IN QUANTO MIO PADRE SI E’ NEL FRATTEMPO AGGRAVATO, E SIAMO IN ATTESA CHE IL TRIBUNALE NOMINI UN CTU MEDICO PER FARE VISITA, NEL FRATTEMPO VOLEVO PRESENTARE AL MIO COMUNE DI RESIDENZA E IN QUELLO DOVE LAVORO UN’ISTANZA DI AVVICINAMENTO, PERCHE’ HO LETTO NEL VOSTRO SITO SEMPRE AGGIORNATO E INFORMATIVO DI TANTE LEGGI, CHE PUR NON AVENDO UNA PATOLOGIA GRAVE MA DI ALCUNE PATOLOGIE DI VECCHIAIA, NON TANTO AUTOSUFFICIENTE, 85 ENNE, ED TRA L’ALTRO UNICO FIGLIO RESIDENTE STESSO STABILE MA IN UN’ALTRO APPARTAMENTO SEMPRE ALLO STESSO CIVICO DI VIA, SE VI ERA POSSIBILITA’ DI ESSERE TRASFERITO NEL MIO COMUNE DI RESIDENZA PER STARE VICINO AI MIEI GENITORI ANZIANI, E DARMI UN MODELLO O TRACCIA PER POTER SCARICARE SUL VOSTRO SITO L’ISTANZA E COME PROCEDERE IN TAL CASO.. IN ATTESA DI UNA VOSTRA POSITIVA E CELERE RISPOSTA ALLA PRESENTE PORGO DISTINTI SALUTI ROBERTO S.

  5. BUONGIORNO .
    MIA MOGLIE 58 ANNI HA RICEVUTO IL 100 X100 DI INVALIDITÀ CON LA LEGGE 104 CON UN SUSSIDIO DI CIRCA 280 EURO IO SONO PENSIONATO DI ANNI 65 E MI OCCUPO DI LEI VORREI SAPERE SE MI ASPETTANO DELLE AGEVOLAZIONI FISCALI

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