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Cosa va dichiarato nella denuncia dei redditi

26 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 ottobre 2017



I redditi da riportare nella dichiarazione dei redditi e le spese da detrarre o da dedurre: cosa va inserito nel 730 o nel modello Unico.

Che piaccia o non piaccia, le tasse vanno pagate. Piacerebbe di più, certo, vedersele tornare indietro. Il ché non è affatto impossibile. Passaggio indispensabile, comunque, è quello di compilare e presentare la dichiarazione dei redditi. Comunicare al Fisco quello che è stato incassato e quello che è stato speso durante l’anno. Quanto entra e quanto esce, tenendo conto che su quest’ultima voce, quella delle uscite, ci sono delle agevolazioni fiscali (detrazioni e deduzioni).

Ma cosa va dichiarato nella denuncia dei redditi per avere diritto a recuperare una parte di quanto pagato in eccesso durante l’anno? Lo vediamo in questa guida.

Che cos’è la denuncia dei redditi

Ogni contribuente deve dichiarare allo Stato la propria situazione patrimoniale. Perché durante l’anno si guadagna e si spende in tasse e, alla fine dell’anno, bisogna tirare una riga e fare due conti: chi deve i soldi a chi?

La denuncia dei redditi, dunque, serve a far sapere al Fisco i redditi avuti dal lavoro o dalla pensione e quello che si possiede (immobili, investimenti, conti correnti). Ma anche a dire al Fisco quello che si ha diritto ad avere indietro dallo Stato perché anticipato durante l’anno.

La denuncia dei redditi cambia a seconda della natura stessa del contribuente, cioè se si tratta di una persona fisica (un normale lavoratore) o di una persona giuridica (un imprenditore o un professionista titolare di un’attività). Se il contribuente è titolare di partita Iva dovrà compilare il modello Redditi (il modello Unico). Le persone fisiche non titolari di partita Iva possono presentare, invece, il modello Persone fisiche, il caro vecchio 730 che, tra l’altro, arriva ormai precompilato. 

Cosa va dichiarato nella denuncia dei redditi?

Nella denuncia dei redditi bisogna dichiarare:

  • redditi di pensione o di lavoro dipendente (compresi quelli da collaborazione coordinata e continuativa e le indennità sostitutive di reddito di lavoro dipendente). Questi redditi sono certificati nel Cud rilasciato dal datore di lavoro o dall’Inps;
  • redditi di terreni e fabbricati;
  • redditi di capitale;
  • redditi diversi, per i quali non è prevista la partita Iva;
  • redditi a tassazione separata.

Non possono compilare il modello Persone fisiche i titolari di partita Iva, i contribuenti non residenti in Italia, gli eredi di contribuenti deceduti e tutti coloro i cui datori di lavoro non sono tenuti a versare le ritenute d’acconto (colf, giardinieri, ecc.).

Cosa si può detrarre e dedurre sulla denuncia dei redditi?

Come detto, grazie alla denuncia dei redditi è possibile recuperare dei soldi spesi in anticipo e sui quali si ha diritto ad una detrazione o ad una deduzione fiscale.

Il contribuente può, dunque, scaricare le spese sostenute per sé o per i familiari a carico (coniuge, figli, genitori, ecc.) purché non abbiano concorso alla formazione del reddito complessivo in misura superiore a 2.840,51 euro.

L’elenco è lungo, ma vale la pena di guardarlo attentamente per sapere cosa va dichiarato nella denuncia dei redditi per recuperare un po’ di soldini.

  • spese mediche generiche senza franchigia. Tali spese, sono trasmesse direttamente all’Agenzia delle Entrate, elaborate ed inserite nel 730 precompilato. Chi non vuole usare questi dati, deve comunicarlo all’Agenzia compilando il modulo opposizione, tramite sistema Tessera Sanitaria o non dando il proprio codice fiscale alla farmacia, in caso di acquisto di farmaci o prodotti medicali;
  • oneri contributiprevidenziali e assistenziali;
  • oneri contributi fondi integrativi servizio sanitario nazionale;
  • oneri contributi forme pensionistiche complementari e individuali se di importo inferiore a 5.164,57 euro;
  • spese assistenza ai portatori di handicap;
  • assegni periodici di mantenimento al coniuge separato o divorziato, ad esclusione degli assegni periodici di mantenimento ai figli;
  • beneficienza a favore di istituti religiosi o a favore delle organizzazioni non governative, a favore di Onlus al 26% con limite massimo a 30.000 euro;
  • cedolare secca (dal 2018 in poi al 15%);
  • erogazioni liberali ai partiti: 26%;
  • beneficienza a favore di università, enti di ricerca al 26%;
  • rendite, vitalizi, assegni alimentari ed altri oneri;
  • spese contributi colf, badanti, baby sitter fino all’importo di 1.549,37 euro. Non è deducibile il contributo forfettario di 1.000 euro versato al fine di regolarizzazione lavoratori dipendenti stranieri;
  • ticket del Servizio sanitario nazionale;
  • assistenza infermieristica e riabilitativa disabili se prescritta da un medico;
  • spese assistenza e ricovero disabili per la parte che riguarda le spese mediche e paramediche di assistenza specifica;
  • contributi versati per l’assicurazione obbligatoria Inail riservata alle persone del nucleo familiare per la tutela contro gli infortuni domestici;
  • riscatto anni di laurea;
  • ricongiunzione contributi;
  • ecobonus (detrazione 65%);
  • ristrutturazione edilizia (detrazione 50%);
  • bonus elettrodomestici;
  • sismabonus;
  • canone locazione.

note

Autore immagine: 123rf.com


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