Professionisti L’imprenditore agricolo professionale: requisiti e agevolazioni

Professionisti Pubblicato il 16 settembre 2017

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Chi è l’imprenditore agricolo professionale (Iap), quali Requisiti e agevolazioni: l’efficacia retroattiva della Qualifica di Iap sino a tre anni consente di costruire Strutture agricole senza l’autorizzazione edilizia da Parte del Comune?

Il Decreto Legislativo n. 99/2004 all’articolo 1, comma 5 ter consente una sanatoria retroattiva per tutte le strutture edilizie quali ricoveri, stalle, capanni e qualunque altra costruzione realizzata da coloro che hanno i requisiti per diventare IAP ossia imprenditori agricoli professionali. Questo significa che lo IAP può costruire sin da subito e poi chiedere l’autorizzazione edilizia cosiddetta SCIA edilizia (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) sanando il verosimile abuso edilizio e facendo retroagire sino a tre anni gli effetti della sanatoria in virtù della qualifica di IAP.

La fonte normativa del Decreto Legislativo n. 99/2004 e il successivo Decreto legislativo n. 101/2005 ha inteso regolamentare l’accesso all’attività agricola da parte di soggetti che già non si dedicano per tradizione famigliare a tale attività. In altri termini il legislatore si è reso conto che le restrizioni imposte dalla legislazione urbanistica all’edificazione nelle zone agricole (e cioè la necessità del requisito soggettivo di imprenditore agricolo in capo a chi intende realizzare costruzioni in zone agricole) avrebbe costituito una palese violazione della libertà di iniziativa economica garantita dalla Costituzione.

Per chiarezza si ritiene di prospettare un semplice esempio che rispecchia, in forma schematica, la situazione di un soggetto preso ad esempio: una persona che svolge l’attività di consulente del lavoro e decide di dedicarsi all’agricoltura una volta acquisita in proprietà o in affitto la necessaria estensione di terreno, deve poterla attrezzare in funzione della produzione o dell’allevamento che si ripropone di attuare.

Tuttavia, per fare ciò, secondo le disposizioni urbanistiche, dovrebbe già disporre della qualifica soggettiva di coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale (IAP), ma tale qualifica di può ottenere solo dimostrando:

  • di avere idonee competenze professionali nel campo agricolo come (un diploma in campo agrario o l’avvenuta frequentazione di un apposito corso);
  • di dedicare la maggior parte del proprio tempo lavorativo nell’attività agricola (a tal fine si applica una specifica tabella regionale redatta sulla base dei tempi di lavoro richiesti per le diverse coltivazioni e i diversi allevamenti);
  • di percepire dall’attività agricola la maggior parte del proprio reddito da lavoro (tutte le altre fonti di reddito non vengono prese in considerazione).

Da quanto detto consegue che se il legislatore non fosse intervenuto con il Decreto Legislativo n. 99/2004, il consulente del lavoro preso ad esempio, non potrebbe entrare nel mondo agricolo perché, non potendo realizzare, per la mancanza del requisito soggettivo, le strutture che gli occorrono per poter lavorare e poter conseguire un reddito di fonte agraria, sarebbe forzatamente escluso da tale attività economica.

Per porre rimedio a tale situazione è quindi intervenuto il Decreto Legislativo n. 99/2004 che all’art. 1, comma 5 ter consente a tutti coloro che si affacciano al mondo dell’ agricoltura di iniziare tale attività senza previamente chiedere le autorizzazioni amministrative poiché – tramite il meccanismo dell’efficacia retroattiva del riconoscimento della qualifica di IAP– consente di far retroagire gli effetti sino a tre anni. In tal modo il soggetto che intende divenire imprenditore agricolo ha la possibilità di iniziare a svolgere attività di impresa in modo da poter soddisfare i requisiti di cui è originariamente carente e chiedere in un momento successivo la SCIA edilizia al Comune competente.

Di Avv. LORENZA TASSI

C.so Italia 43, Milano


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