Cartelle di pagamento 2017 da rottamare

16 Settembre 2017
Cartelle di pagamento 2017 da rottamare

Con la rottamazione bis si avvantaggeranno anche i contribuenti che hanno ricevuto le cartelle fino al 30 aprile 2017.

Anche le cartelle di pagamento ricevute dai contribuenti nel 2017 potranno essere rottamate. È questa la direzione in cui si sta muovendo il Governo nel definire le linee della rottamazione bis delle cartelle esattoriali (leggi Cartelle Equitalia: arriva la rottamazione bis). Si tratterà, più in particolare, di tutte le cartelle ricevute nei primi 4 mesi del 2017 e, quindi, sempre a firma Equitalia. Continuano a rimanere escluse della definizione agevolata le richieste di pagamento spedite da Agenzia Entrate Riscossione che, come noto, ha aperto i battenti a partire dal 1° luglio 2017.

Come per la rottamazione 1.0, anche quella bis prevede la cancellazione di sanzioni e interessi. Ad avvantaggiarsene sarà sia chi non ha aderito alla prima sanatoria, sia chi si è visto cestinare la domanda (ossia commesso che hanno commesso errori nella presentazione o compilazione dell’istanza di adesione o quei contribuenti che non erano in regola con i vecchi piani di rateizzazione dei loro debiti), sia chi non ha potuto pagare le rate ed è decaduto. In più, ovviamente, ci saranno tutti quei contribuenti che hanno ricevuto le cartelle di pagamento fino al 30 aprile 2017. In somma, a giochi fatti, si tratta di due nuove rottamazioni: la prima a favore degli esclusi dalla versione precedente, la seconda per quelli che hanno ricevuto le cartelle di pagamento dopo il 31 dicembre 2017.

Perché c’è bisogno di una rottamazione bis? Sicuramente per trovare la copertura per consentire alcune delle misure che si vogliono approvare con la prossima legge di bilancio per la quale servono ancora 15-16 miliardi di euro, mentre la nuova sanatoria delle cartelle di pagamento ne garantirà poco più di 1,5 miliardi. Queste entrate potrebbero servire a finanziare gli interventi sul mercato del lavoro e in particolare le assunzioni di giovani. Inoltre a riapertura per i ruoli datati 2017 (primi 4 mesi, ma anche in questo caso la data sarà definita con la presentazione della manovra di finanza pubblica) potrebbe assicurare nel 2018 circa 600 milioni e almeno altri 400 nel 2019. Mentre con la seconda possibilità di adesione che si vorrebbe concedere agli “esclusi” dalla prima rottamazione si potrebbero recuperare circa 400 milioni nel 2018 e poco più di 150 nel 2019.



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