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Cellulari: i clienti pagano la tredicesima

16 settembre 2017


Cellulari: i clienti pagano la tredicesima

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 settembre 2017



Operatori telefonici alle strette. Tim, Wind, Tre, Vodafone e Fastweb sanzionati per piani tariffati a 28 giorni piuttosto che a tariffe mensili. 

Mai più bollette ogni 28 giorni anziché una volta al mese: è questo il monito del Garante delle Comunicazioni che, dopo aver multato nuovamente le cinque compagnie telefoniche più importanti, Tim, Wind, Tre, Vodafone e Fastweb, ha anche intimato loro di cessare i comportamenti scorretti ai danni del consumatore.

In pratica le compagnie telefoniche, creando un proprio “calendario” (diverso da quello comune), hanno deciso di emettere le fatture non una volta al mese (come tradizione vuole), ma una ogni 28 giorni, ossia ogni 4 settimane. Risultato: si sono accaparrate un diritto alla tredicesima anche loro perché, se l’anno è diviso per 28 giorni, i mesi diventano 13 e non più 12. Una “tredicesima al contrario”, visto che, in questo caso, a pagarla non è il soggetto forte, ma quello debole.

«Ma tu hai accettato le condizioni con il contratto» potrà dire chi è ligio alle regole dell’autonomia privata stabilite dal codice civile. Tuttavia, se tutte le compagnie fanno lo stesso, allora non è più una scelta del cliente, ma una imposizione, un «cartello». Risultato: la concorrenza se ne va all’aria. Ed è proprio a tutela della concorrenza e dei consumatori che è intervenuto l’Agcom a interrompere questa pratica.

L’AgCom ha deciso di avviare procedimenti sanzionatori nei loro confronti per il mancato rispetto delle disposizioni relative alla cadenza delle fatturazioni e dei rinnovi delle offerte di comunicazioni elettroniche. La decisione discende dalla delibera n. 121/17/CONS con la quale aveva stabilito che per fini di trasparenza e confrontabilità dei prezzi vigenti, nonché di controllo dei consumi e della spesa, per la telefonia fissa e per le offerte convergenti, l’unità temporale per la cadenza delle fatturazioni e del rinnovo delle offerte dovesse avere come base il mese o suoi multipli. Le compagnie telefoniche in questione non hanno provveduto ad adeguarsi a tale nuova disciplina, pertanto, l’Autorità oltre all’avvio di procedimenti sanzionatori sta valutando anche l’adozione di ulteriori iniziative, per evitare che tali condotte possano avere effetti anche su altri settori.

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3 Commenti

    1. Che domanda ………la risposta è una sola …… andranno ancora una volta a riempire le tasche dei nostri Politici. (Altrimenti come possono vivere) poverini Loro…….

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