| Editoriale

Come fare per tutelare un’auto con un trust?

19 settembre 2017


Come fare per tutelare un’auto con un trust?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 settembre 2017



Vorrei costituire un trust per mettere al riparo un’auto di un mio cliente (il mio cliente dovrebbe essere il trustee a l’attuale intestatario il disponente) . Come devo fare?

La legge, in generale, prevede che il trust sia riferibile ad almeno tre soggetti che, per evitare l’insorgere di problematiche fiscali, devono essere diversi fra loro:

  • il disponente (settlor);
  • il beneficiario (beneficial owner);
  • l’amministratore fiduciario (trustee).

Nel caso del lettore, sembra mancare uno dei soggetti necessari per la costituzione valida del vincolo di destinazione in capo al bene che si vuole proteggere. Si ritiene, tuttavia, che la soluzione possa essere la seguente: una volta individuati i tre soggetti di cui sopra si può validamente costituire il trust nel quale il disponente, con atto unilaterale, mette a disposizione il bene (autovettura) da proteggere, a favore del beneficiario. Il consiglio pratico che si dà, qualora lo schema sopra evidenziato possa essere rispettato, è quello di approfondire le ragioni dell’operazione e di verificare le variabili ad essa connesse. Ad esempio, occorrerà definire le modalità con le quali il trustee dovrà gestire il bene e verificare se dall’impiego del bene possano derivare proventi, i quali potranno poi essere reinvestiti nel trust o messi a disposizione del beneficiario. Inoltre, dovrebbe essere precisata la durata del trust e dovrebbero essere stabilite le eventuali condizioni della consegna, al beneficiario, dei beni protetti, alla scadenza del vincolo. Il trust naturalmente potrebbe anche essere utilizzato sia per vendere che per acquisire beni (sia mobili, che immobili). Sono veramente molte le variabili che occorre valutare durante la procedura di costituzione di un trust, senza contare le numerose impostazioni giurisdizionali diverse, da valutare e da adattare al caso specifico. Si evidenzia ancora che, al momento della costituzione, occorrerà l’intervento del notaio e che l’Agenzia delle entrate esigerà l’imposta di donazione sul valore del bene, nella misura applicabile (4%, 6% oppure 8%), a seconda dei rapporti, di parentela o meno, esistenti fra disponente e beneficiario. Per tale motivo è opportuno sempre valutare, a priori, la convenienza economica dell’operazione di conferimento di beni in trust e del successivo costo di mantenimento, rispetto al valore del bene che si intende proteggere. Si deve inoltre tenere conto del fatto che il trustee dovrà gestire, anche contabilmente, i beni sottoposti al vincolo e redigere annualmente la dichiarazione dei redditi del trust. Infine, si fa presente che la trascrizione del trust come intestatario di autovetture nel Pubblico registro automobilistico, è possibile.

 

Articolo tratto da una consulenza del dr. Mauro Finiguerra

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