Andare a prostitute diventa reato

17 settembre 2017


Andare a prostitute diventa reato

> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 settembre 2017



Punito con l’arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino a 206 euro chi viene trovato a far salire in macchina una escort e a consumare un rapporto sessuale: a consentirlo è il decreto Minniti.

Chi l’avrebbe mai detto: anche la pubblica amministrazione trova il modo di «aggirare» (o meglio «raggirare») la legge. Perché se è vero che in Italia la prostituzione è legale, c’è però chi ha trovato il modo di far andare in carcere chi si apparta con le escort. Succede a Firenze dove il sindaco ha emesso un’ordinanza nella quale si vieta di chiedere o accettare prestazioni sessuali a pagamento. Ma se è vero che il sindaco non può emettere norme di natura penale, essendo materia riservata al Parlamento, l’ostacolo può essere superato in un altro modo: un articolo del codice penale [1] prevede il reato per chi non ottempera agli ordini della pubblica autorità, ivi comprese le ordinanze del sindaco. Risultato: nel capoluogo toscano chi andrà a prostitute rischia un procedimento penale che prevede l’arresto fino a 3 mesi o una ammenda fino a 206 euro per aver violato l’ordine del primo cittadino. Un artificio giuridico che scavalla una regola che tutti gli italiani avevano dato, sino ad oggi, come incontrovertibile: la prostituzione è legale. E cosa rischia invece la prostituta? Nulla. Secondo infatti il provvedimento comunale, il reato scatta solo per i clienti delle escort.

A chi però crede che si tratta solo di una delle tante ordinanze “scritte ma non applicate”, emesse solo per intimorire la collettività e far in modo che certi comportamenti non avvengano alla luce del sole, si sbaglia di grosso: nelle scorse ore è già partito il primo arresto. E altri ne seguiranno nelle altre città d’Italia se vorranno conformarsi all’indirizzo fiorentino.

L’atto firmato dal sindaco, volto a sanzionare chi chiede o accetta prestazioni sessuali e a tutelare le persone che sono o possono essere oggetto di sfruttamento, è stato reso possibile dal decreto Minniti, convertito in legge lo scorso mese di aprile, che per la prima volta consente ai sindaci di emettere un’ordinanza contro coloro che consumano un rapporto con una prostituta. Sulla base del decreto, il sindaco ha quindi adottato un provvedimento mirato che punta alla riduzione del fenomeno.

«L’ordinanza firmata oggi dal sindaco è un contributo ulteriore al lavoro che già da tempo viene svolto in città per il contrasto dello sfruttamento della prostituzione, in particolare da magistratura e forze dell’ordine e con il contributo importante delle associazioni per la tutela delle vittime di tratta – ha detto l’assessore alla Sicurezza Federico Giannassi – dal momento dell’entrata in vigore la polizia municipale sarà attiva per contrastare le violazioni dell’ordinanza».

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

6 Commenti

  1. Affermo che, anche con le nuove disposizioni legislative, le Ordinanze Sindacali ed i Regolamenti di Polizia Urbana devono essere conformi ai principi generali dell’Ordinamento, secondo i quali la prostituzione su strada non può essere vietata in maniera vasta ed indeterminata. Di conseguenza, i relativi verbali di contravvenzione possono essere impugnati in un ricorso. In più per le medesime ragioni, i primi provvedimenti suddetti non possono essere emessi per problematiche permanenti ed i secondi non possono riguardare materie di sicurezza e/o ordine pubblico.
    Quindi, cercate di non mistificare la realtà dei fatti, visto che la stessa Ordinanza n. 2017700275 del Sindaco di Firenze, non solo tratta materie ordinarie e permanenti, ma non ha nemmeno nel suo testo la data di scadenza!

  2. Che significa “è già partito il primo arresto”? In caso di violazione dell’art. 650 c.p. non è MAI previsto l’arresto quale provvedimento precautelare; invece, l’arresto quale sanzione penale è irrogabile solo con sentenza di condanna a seguito di giusto processo. Quindi è una cavolata pazzesca quanto scritto nell’articolo! E inoltre c’è ampia giurisprudenza di legittimità secondo cui l’art. 650 c.p. non è applicabile in caso di violazione di ordinanze sindacali dirette erga omnes. Quindi io ribadisco che trattasi di ordinanza diretta solo ad intimorire la collettività.

    1. Hai perfettamente ragione, considerando che l’articolo 650 del Codice Penale sulle Ordinanze Sindacali sulla sicurezza urbana può essere applicato solo se i connessi divieti sono diretti a persone determinate (art. 54 comma 7 del D.Lgs. 267/2000).

  3. Per la verità mi intendo solo di due articoli, quello determinativo e indeterminativo per gli atri sono quasi a totale digiuno. Però, andando a “lume di naso”, se il cliente della prostituta viene sanzionato perché con il servizio richiesto contribuisce o, peggio, facilita lo sfruttamento della medesima, in che modo, dal momento che la prostituzione è legale, tale “datore di lavoro”(cliente) può venire a conoscenza se la prestatrice d’opera opera in autonomia o su concessione o obbligo di una organizzazione illegale?

  4. In Italia non dovrebbero essere vietate le relazioni intime, comunque, consumate tra persone adulte. Bensì dovrebbero essere vietate quelle negoziazioni e, quindi, quelle contrattazioni che abbiano per oggetto diritti assolutamente indisponibili e che perseguano finalità contrarie all’ordine pubblico; quali, ad esempio, la prostituzione indotta da necessità, o quella praticata al fine di arrecare discredito e malanni ad una o più persone.

  5. Ma poi come dimostrano che il rapporto è stato consumato? Non possono certo i vigili spiare la coppia nell’intimità!!

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI