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Film autoprodotto: distribuzione sul web e nei cinema

30 settembre 2017


Film autoprodotto: distribuzione sul web e nei cinema

> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 settembre 2017



Ho in lavorazione un film autoprodotto che vorrei presentare ad un festival o in tv, anche in caso locali. Non ho però un budget né una società. Su alcuni siti per videomaker  ho letto che i film “no budget” sono illegali e non possono essere proposti per la distribuzione (pena sanzioni fiscali per il distributore), perché gli attori hanno diritto ad un contratto e al contributo minimo Enpals, a prescindere da che si offrano gratuitamente e abbiano firmato una liberatoria.
Sui siti delle Film commission vi sono però annunci di casting aperti al pubblico dove si specifica chiaramente che per gli attori non è previsto compenso, né si fa riferimento all’obbligo dell’iscrizione Enpals.
Pertanto le norme in materia valgono davvero per ogni tipo di produzione, indipendentemente dall’esistenza o meno di scopi di lucro e dai canali di destinazione (web, tv locali, cinema, tv nazionali, festival)? Sono possibili delle eccezioni? Eventualmente, si potrebbe risolvere appoggiandosi a un’associazione FITA o UILT e facendo recitare i soli attori iscritti?

 

Le caratteristiche del film che il lettore intende realizzare sono quelle del cinema indipendente, ossia del cinema totalmente svincolato dalle grandi case di produzione italiane o internazionali autoprodotto dal regista, dagli attori, dai privati o da tutti questi soggetti in cooperativa tra loro, oppure dalle commissioni cinematografiche presenti lungo tutto il territorio nazionale.

Il problema dei film indipendenti è il budgeting: ossia il preventivo dei costi tenendo conto delle spese per il cast tecnico e artistico, per il set e i materiali, per la post-produzione e infine per la distribuzione e il marketing. Nonostante sia possibile lavorare con addetti che possono decidere di prestare la propria attività gratuitamente, purtroppo, ai fini della distribuzione e della divulgazione del film è necessario il rispetto ad esempio di un numero legale di componenti della troupe, della presenza di determinati compensi ecc.

Le norme si rivolgono alla materia del cinema, delle fiction e della televisione in quanto i contenuti, una volta realizzati, devono essere necessariamente presi in carico da una casa di distribuzione e presentati al grande pubblico.

Il web invece fa storia a sé in quanto è possibile ad esempio pubblicare un proprio contenuto video autoprodotto sui propri social network, sul proprio blog o, ad esempio, sulla piattaforma Youtube, senza alcun tipo di controllo circa il numero delle maestranze ecc.

La serie della Del Santo, The Lady, ad esempio, è una web series, diffusa su Youtube, di cui la stessa è ideatrice, regista e sceneggiatrice. Poiché quando si realizza un film, seppur totalmente autoprodotto, l’intento è quello di distribuirlo nelle sale cinematografiche affinchè venga visto dal pubblico, se non si rispettano i criteri evidenziati dal lettore, questo, in base alla normativa italiana non è possibile. Inoltre, il fatto che sui siti delle Film commission, vengano pubblicati annunci di ricerca di attori a titolo gratuito non esclude che la distribuzione del contenuto girato sia stata fatta a titolo oneroso, anzi, è proprio l’attività di distribuzione che per avere validità necessita dei requisiti predetti.

Quando ci si appresta a realizzare un film tra gli ostacoli più difficili da superare c’è la ricerca dei finanziamenti e la vendita del film a un distributore che lo porti nelle sale.

Pertanto, se l’idea è quella di realizzare un film da portare nelle sale cinematografiche, è necessario trovare i fondi, un produttore o un investitore che impegni delle somme destinate alla realizzazione, come ad esempio il Ministero delle Attività culturali per i progetti considerati meritevoli di attenzione.

Se invece l’idea è quella di realizzare un film da diffondere in maniera indipendente, attraverso Youtube, le web tv, i digital network dedicati al cinema, il proprio blog o social network, è possibile procedere senza budget e con operatori, attori e collaboratori che, dietro apposita liberatoria, prestano il proprio lavoro a titolo gratuito.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Rossella Blaiotta

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