Donna e famiglia Pensione di vecchiaia, aumento dei requisiti per le donne

Donna e famiglia Pubblicato il 18 settembre 2017

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Dal 2018 aumenta il requisito di età richiesto per la pensione di vecchiaia delle lavoratrici dipendenti e autonome.

Aumento di un anno dell’età pensionabile per le lavoratrici dipendenti e di 6 mesi per le lavoratrici autonome dal 1° gennaio 2018: in questo modo, la pensione di vecchiaia sarà raggiunta a 66 anni e 7 mesi da tutti, uomini e donne. Si realizza così uno degli obiettivi della riforma delle pensioni Fornero [1], la parificazione dei requisiti di età per l’accesso alla pensione: l’aumento del requisito di età per le donne nel 2018, difatti, non è una novità, ma era previsto dalla stessa legge Fornero.

Per le lavoratrici, dunque, nonostante le numerose proposte sull’anticipo della pensione, come l’Ape rosa e la proroga dell’Opzione donna, l’unica certezza al momento è quella dell’aumento imminente dei requisiti per l’uscita dal lavoro.

Requisiti che, tra l’altro, continueranno ad aumentare nel 2019, poi nel 2021, nel 2023 e così via ogni biennio, secondo gli adeguamenti automatici alla speranza di vita.

Contro gli adeguamenti si stanno però mobilitando i sindacati, in particolar modo per l’aumento dell’età pensionabile a 67 anni per tutti dal 2019: si tratta di un aumento maggiore rispetto alle previsioni delle tabelle Fornero, secondo cui l’età pensionabile, nel 2019, dovrebbe essere pari a 66 anni e 11 mesi.

Ma procediamo per ordine e vediamo, secondo le previsioni della legge Fornero, come dovrebbero aumentare i requisiti per la pensione di vecchiaia nel tempo.

Aumento dei requisiti della pensione di vecchiaia

Per ottenere la pensione di vecchiaia è necessario possedere un determinato requisito anagrafico, che varia nel tempo, assieme ad almeno 20 anni di contributi (15 anni per chi rientra nella Deroga Amato o nell’Opzione Contributiva Dini); l’assegno di pensione, inoltre, non deve risultare inferiore a 1,5 volte l’assegno sociale (cioè a circa 672 euro) per chi ha diritto al calcolo esclusivamente contributivo della prestazione (basato cioè sui contributi versati e non sugli ultimi stipendi), cioè per chi non possiede contributi versati prima del 1996.

Vediamo, nella tabella, i requisiti d’età necessari per ottenere la pensione di vecchiaia, anno per anno:

  • 2017: 66 anni e 7 mesi per gli uomini e le dipendenti pubbliche, 66 anni e 1 mese per le lavoratrici autonome, 65 anni e 7 mesi per le dipendenti;
  • 2018: il requisito sarà pari a 66 anni e 7 mesi per tutti, uomini e donne;
  • 2019: 66 e 11 mesi; si vorrebbe però aumentare il requisito a 67 anni; i sindacati sono contrari sia all’aumento a 67 anni, sia a 66 anni e 11 mesi, in quanto non sono stati registrati aumenti, ma decrementi della speranza di vita;
  • 2020: 66 e 11 mesi ;
  • 2021: 67 e 2 mesi;
  • 2022: 67 e 2 mesi;
  • 2023: 67 e 5 mesi;
  • 2024: 67 e 5 mesi;
  • 2025: 67 e 8 mesi;
  • 2026: 67 e 8 mesi;
  • 2027: 67 e 11 mesi;
  • 2028: 67 e 11 mesi;
  • 2029: 68 e 1 mese;
  • 2030: 68 e 1 mese;
  • 2031: 68 e 3 mesi;
  • 2032: 68 e 3 mesi;
  • 2033: 68 e 5 mesi;
  • 2034: 68 e 5 mesi;
  • 2035: 68 e 7 mesi;
  • 2036: 68 e 7 mesi;
  • 2037: 68 e 9 mesi;
  • 2038: 68 e 9 mesi;
  • 2039: 68 e 11 mesi ;
  • 2040: 68 e 11 mesi;
  • 2041: 69 e 1 mese;
  • 2042: 69 e 1 mese;
  • 2043: 69 e 3 mesi;
  • 2044: 69 e 3 mesi;
  • 2045: 69 e 5 mesi.

I requisiti, successivamente a tale data, aumentano sempre di 2 mesi ogni biennio; gli adeguamenti automatici, però, potrebbero variare nel caso in cui l’aspettativa di vita riscontrata dall’Istat sia differente da quella prevista. Ad esempio, se, per gli anni 2016 e 2017 l’Istat riscontrerà, come nel 2015, un decremento della speranza di vita, nel 2019 il requisito per la pensione di vecchiaia dovrebbe restare fermo a 66 anni e 7 mesi.

Requisiti della pensione di vecchiaia contributiva

Chi ha diritto al calcolo interamente contributivo del trattamento, ha diritto alla pensione di vecchiaia, oltreché con i requisiti ordinari, anche con soli 5 anni di contributi. I requisiti di età dei lavoratori e delle lavoratrici per questo trattamento sono già parificati e sono pari a 70 anni e 7 mesi nel triennio 2016-2018. Dovrebbero poi aumentare come segue:

  • nel 2019-2020, 70 anni e 11 mesi;
  • nel 2021-2022, 71 anni e 2 mesi;
  • nel 2023-2024, 71 anni e 5 mesi

I requisiti continueranno, poi, ad aumentare di 3 mesi ogni biennio, e di 2 mesi ogni biennio dal 2029, sempreché l’aspettativa di vita media non vari rispetto alle previsioni degli adeguamenti

Anticipo della pensione di vecchiaia con l’Ape

Non bisogna dimenticare, ad ogni modo, che se si decide di utilizzare l’Ape, il nuovo anticipo pensionistico introdotto dalla Legge di bilancio 2017, si può anticipare la pensione di vecchiaia sino a un massimo di 3 anni e 7 mesi, se si possiedono 20 anni di contributi, con un minimo di 63 anni di età

Sarà così possibile pensionarsi a 63 anni sino al 2018, a 63 anni e 4 mesi nel biennio 2019-2020, a 63 anni e 7 mesi nel biennio 2021 e 2022 e così via, sempre che la misura sia confermata anche in futuro e che i requisiti per la pensione rispecchino gli adeguamenti automatici previsti.

Bisogna però ricordare che l’Ape comporta delle penalizzazioni sulla futura pensione, in quanto il trattamento è erogato grazie a un prestito bancario, che va restituito. Non subiscono penalizzazioni soltanto coloro che beneficiano dell’Ape sociale, interamente a carico dello Stato sino a 1.500 euro mensili; inoltre, subiscono tagli minori i lavoratori in esubero, per i quali parte dell’Ape è pagata dall’azienda e i lavoratori che possono beneficiare di una rendita integrativa anticipata (Rita).

Per le donne, è allo studio un intervento che dovrebbe garantire l’accesso all’Ape sociale con meno contributi, l’Ape sociale rosa (per approfondimenti: Ape sociale donne).

note

[1] Dl 201/2011.


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4 Commenti

  1. E per chi ha fatto sempre la casalinga ed ha iniziato a lavorare solo da 10 anni per giunta par time ..come ci va in pensione in pratica io ho 61 anni ci andrò dentro la cassa da morto ..che schifo

    1. ci conviene buttarci giu da un ponte certe persone non ci arrivano e muoiono prima, che bello ,osi risparmiamo

  2. Scusate ma chi come mle ha iniziato a lavorare a 17 anni deve andare lo stesso in pensione a 67annni perché se così io dovrò andare in pensione con 50 anni di contributi e magari con una pensione da
    fame

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